CNA Fermo: Amandola, le aziende tra bollette post sisma, rincari ed emergenza sanitaria. Paciotti: "Fare impresa qui è sempre più complicato"

3' di lettura 08/02/2022 - L’onda lunga della crisi economica, le difficoltà “congenite” legate alla logistica, le zampate del sisma prima e dell’emergenza sanitaria poi. E adesso ci si mette anche il caro energia, che vuol dire bollette e carburante alle stelle.

Fare impresa nelle aree interne della provincia è sempre più complicato, per usare un eufemismo. Lo racconta Giuseppe Paciotti, presidente del direttivo CNA Zona Montana: “E’ un momento durissimo per le aziende del territorio, già svantaggiato a causa dei collegamenti viari datati e delle difficoltà logistiche che conosciamo bene. La sospensione del pagamento di cartelle esattoriali e utenze per l’area del cratere è terminata e gli imprenditori si trovano con l’acqua alla gola. Il combinato disposto delle problematiche derivanti da crisi, pandemia e caro energia genera un clima pesante e le attività economiche sono in forte sofferenza”. Andrea Ricci, responsabile sindacale CNA per la zona montana, riferisce di tanti imprenditori alle prese in queste settimane con le famigerate bollette da urlo: “Stanno arrivando fatture per l’energia elettrica relative al quinquennio 2016-2021: si tratta di maxi bollette tra i 30 e i 45 mila euro, risalenti al periodo post sisma, che ora devono essere saldate”. Ricci fa riferimento alle segnalazioni fatte al nostro ufficio di Amandola da parte di alcuni associati: “Un esempio per tutti: il Bar La Stazione. Daniele Patalocchi e Flavio Valori si sono visti arrivare una bolletta da 30 mila euro per gli anni 2016-2020, a cui si aggiungono quelle della spesa corrente, ovviamente rincarate. I titolari dovranno ora richiedere un piano di rateazione che sia per loro sostenibile, dopo aver avuto a che fare anche con il passaggio ad un nuovo gestore energetico e tutte le incombenze derivanti”. Nella stessa situazione un allevamento della zona: “La bolletta relativa al periodo post sisma – prosegue Ricci – è di 45 mila euro. Sia chiaro: le cifre sono in linea con il consumo dei 5 anni citati, ma lo sblocco della fatturazione del periodo sospeso è coinciso con l'aumento dei prezzi dell'energia e le difficoltà economiche legate alla situazione pandemica”. Da un’indagine di CNA emerge che il 95% delle imprese intervistate ritiene che il caro-bollette avrà un forte impatto sulla propria attività: “Per fronteggiare il caro-energia – riferisce il Direttore Generale Alessandro Migliore – oltre la metà degli intervistati si vedrà costretto a ritoccare i listini, in particolare manifattura e costruzioni, mentre le aziende di trasporto, di servizi alle imprese e alla persona indicano che manterranno invariati i prezzi. L’impennata dei costi energetici provocherà un taglio dei margini di guadagno per il 77,5% del campione, per altri (6,8%) si prospetta il fermo dell’attività a causa di costi insostenibili, con punte del 24% nel settore del turismo”. “Gli interventi approvati dal Governo nel Decreto Sostegni Ter sono utili – chiosano Paciotti e Migliore - ma è necessario individuare rapidamente soluzioni efficaci e strutturali”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-02-2022 alle 12:01 sul giornale del 09 febbraio 2022 - 168 letture

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