L'arte di essere showman: un Fiorello esplosivo fa alzare in piedi il Teatro dell'Aquila

3' di lettura 23/01/2022 - Due ore no stop di monologhi, sketch divertenti, canzoni storpiate e tributi (seri) ai più grandi cantanti italiani. Tutto questo è "Fiorello presenta...Fermo!".

Un teatro gremito di mascherine multicolor attende Fiorello, che dalle 21 di ieri sera ha rallegrato gli spettatori con il suo show. È la sua ultima serata e lo spettacolo è sold out.

Dopo la presentazione di Fiorello da parte di un noto amico, lo showman si destreggia abilmente tra monologhi comici e momenti musicali. Il tono non è quasi mai serio, ma gli argomenti lo sono eccome. Non mancano le battute sul Covid e sulla città di Fermo. "Un paese strano, che non ha discese ma solo salite", dice l'artista, che mentre racconta la sua esperienza in città si permette anche qualche frase in dialetto fermano, imitandolo alla perfezione.

La scaletta dello spettacolo è davvero imprevedibile e non convenzionale. Lo spettatore deve essere pronto a tutto, anche ai saluti finali... nel primo quarto d'ora dello show. E ci si deve aspettare anche degli ospiti a sorpresa che intervengono "virtualmente" a dialogare con Fiorello.

Attuali sono i temi affrontati nei suoi monologhi. Si parte da un argomento caro all'artista, che si avvicina ai 62 anni: la vecchiaia. Si sofferma a lungo sui cosiddetti "Boomer" e scherza sui loro problemi quotidiani e sulle difficoltà con la tecnologia. Gli sketch sono sempre mirati a un confronto intergenerazionale, che puntualmente viene ripresentato anche quando si cimenta nel canto. Fiorello non propone mai (se non in qualche rara eccezione) delle canzoni tradizionali. È facile, invece, che lo showman intoni una canzone di Battisti in chiave trap, cimentandosi in una parodia dei giovanissimi cantanti del panorama musicale italiano.

Quello che più colpisce di Fiorello è il suo continuo contatto col pubblico. Lo spettatore non si sente vicino allo showman solo per la scelta di trattare aspetti della vita quotidiana, e nemmeno per l'inserimento di fatti privati nei monologhi. Il contatto col pubblico c'è davvero, e si realizza proprio nel momento in cui Fiorello parla con uno degli spettatori in platea. Il culmine del coinvolgimento del pubblico, quindi, è quando il monologo si trasforma in dialogo e lo spettatore diventa, ad esempio, un amico che può aiutare Fiorello a prendere una decisione importante (del tipo se partecipare a Sanremo 2022 oppure no).

Si crea così un'atmosfera di condivisione che pochi altri artisti sanno evocare. Come se tutto ciò non fosse abbastanza accattivante, alle spalle di Fiorello spicca un grande schermo in cui è possibile vedere il suo "clone" oppure godersi un'esibizione di ballerini. Da un lato del palco c’è la console dell’immancabile amico, il Maestro Enrico Cremonesi, e dall’altro lato la band accompagnatrice. Il momento del Karaoke se lo aspettavano tutti, e Fiorello ha accontentato i suoi spettatori anche su questo. Le canzoni degli anni ‘90 hanno riempito il teatro, che si è immediatamente trasformato in una discoteca con luci stroboscopiche e persone in platea e nei palchetti che cantano a squarciagola e saltano sul posto. Una degna conclusione per uno spettacolo all'insegna del divertimento.

Lo show di Rosario è una cura per lo spirito. È più efficace di una seduta dallo psicologo e più adrenalinico di una notte in discoteca. Quella comicità che non passa mai di moda si unisce al grande talento musicale, confermando ancora una volta che Fiorello ha le carte in regola per essere un vero showman.

[foto gentilmente concesse dall'ufficio stampa di Fiorello]








Questo è un articolo pubblicato il 23-01-2022 alle 12:43 sul giornale del 24 gennaio 2022 - 1936 letture

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