Giulia Cicchinè ci ha preso gusto. Seconda Olimpiade per la giornalista di Altidona.

6' di lettura 17/01/2022 - Prima Tokyo ed ora Pechino. “Un sogno che si rinnova. Prossima tappa Sanremo? Perché no”. La giornalista fermana, volto di punta di Eurosport, si prepara alla sua seconda Olimpiade, che inizierà il prossimo 4 Febbraio. Tra preparativi, adrenalina, obbiettivi e ricordi, Giulia si racconta.

“Impegnarsi, credere in sè stessi e puntare con forza sulle proprie passioni”. Potrebbe essere questo lo slogan che riassume al meglio il percorso di Giulia Cicchinè, giovane giornalista fermana che “ce l’ha fatta”. D’altronde, ad una ragazza di soli 30 anni che entra a pieno diritto nel mondo del giornalismo, con già alle spalle un’Olimpiade ed una nuova che affronterà tra qualche settimana, non possiamo far altro che dirle: “Ce l’hai fatta”.

Grazie a talento e spiccate doti, Giulia, ormai da diversi anni, è un volto di punta di Eurosport, network televisivo tra le più importanti a livello globale. Dopo la strepitosa esperienza alle Olimpiadi di Tokyo dello scorso Luglio, la giornalista fermana si appresta a vivere un nuovo e formidabile percorso olimpico. Questa volta a Pechino, in occasione dei “giochi invernali”.

Come hai vissuto questo rinnovato traguardo? Cosa hai provato? “Aver ricevuto la nuova convocazione olimpica è una grandissima emozione. Per me l’Olimpiade è montagna russa, non sai mai cosa ti può capitare, un continuo flusso di emozioni – esordisce Giulia - C’è il giorno in cui devi seguire la gara da medaglia e quindi la tensione è massima, poi ci sono momenti più leggeri e lì l’adrenalina cala. In ogni caso, essere alle olimpiadi è il sogno di ogni atleta e giornalista, le emozioni sono all’ordine del giorno”.

Una seconda Olimpiade ampiamente meritata: “Per me questa Olimpiade a Pechino è stata un grande regalo – sottolinea Giulia – Ad Eurosport mi sono occupata sempre di sport estivi, ma quando lavori in un ambiente di questo tipo e in una redazione così importante, sai che devi essere pronta a seguire anche altre discipline. Da giornalista, vivrò l’Olimpiade con il massimo dell’umiltà e con la voglia di imparare tanto dagli sport invernali. Sarò anche grintosa e pronta a far vedere che, come ci sono i nostri atleti azzurri, ci sono anche i nostri giornalisti azzurri”.

Il prossimo 4 Febbraio prende il via l'Olimpiade. Qualche anticipazione da regalarci? “A dire il vero, non so di preciso quale sarà la mia locazione. So che Pechino sarà divisa per aree, ci sarà l’Area del Ghiaccio sita a Pechino Città, poi l’Area Alpina ad 80 km dal centro e la terza zona si trova a Shinjuku, cittadina distante 180km da Pechino – spiega Giulia – di sicuro, in qualsiasi area andrò, non vedo l’ora di iniziare”.

E come vedi la squadra azzurra? Possibile bissare i successi della scorsa estate? “Nell’aria si respira una grande voglia di vittorie. La scia delle Olimpiadi estive è ancora viva e gli atleti vorranno farsi trasportare da questo flow. Ovvio, l’augurio è quello di ripetere il 10° posto del medagliere di Tokio e magari superarlo. Le ultime Coppo del Mondo ci proiettano al meglio verso Pechino e la squadra azzurra ha tutte le carte in regola per fare meglio anche rispetto alle Olimpiadi di Pyeongchang”.

Andando in medias res, come ci si prepara a questa spedizione? “E’ necessario essere pronti da tutti i punti di vista, sia quello giornalistico che quello sanitario. Ad esempio, per andare a Pechino servono due tamponi, fatti in determinate ore del giorno prima di partire, poi una volta là, sarò super controllata, con screening quotidiani. Allo stesso tempo, da giornalista, studierò le discipline, gli atleti, le statistiche ed i vari risultati, senza dimenticare interviste e servizi”.

Per molti giovani che si approcciano a questo mestiere, sei un esempio. Quanti sacrifici hai dovuto affrontare per arrivare dove sei ora? Consigli per chi sta muovendo i primi passi? “Sono onorata e felice di essere presa ad esempio. Da giornalista, posso dire che serve tanta passione per questo mestiere, perché, nel bene e nel male, è un mestiere che ti dà tanto, ma di conseguenza tu stesso dai tanto – sottolinea Giulia - Ci sono tanti sacrifici da fare per poter diventare quello che io stessa ancora sogno di diventare. Ho lasciato la mia famiglia molto giovane, a soli 20 anni sono andata a rincorrere il mio sogno fuori dalla comfort zone, lasciando casa e non tutti sono disposti a fare questa scelte”.

Tanti sacrifici, ma ne vale la pena: “Facendo giornalismo sportivo, non ci sono weekend liberi o momenti di pausa, la famiglia, la persona che ti sta accanto o i tuoi amici devono accettare questo tuo non esserci mai, allo stesso tempo è difficile anche da parte tua accettare di sacrificare quello che sei sempre stato per raggiungere il tuo sogno – ribadisce Giulia – Per quella che è la mia esperienza, posso garantire che, nonostante i mille sacrifici, tutto torna indietro. 10 anni fa, quando ho mollato casa e famiglia, non avrei mai pensato di ritrovarmi a vivere due Olimpiadi eppure eccomi qua”.

Spesso sei lontana da casa. Com’è il rapporto con il tuo Paese d’origine, Marina d’Altidona? “Il mio territorio è casa, lì saranno sempre le mie radici. Quello che sono lo devo a dove sono nata ed a come sono cresciuta. Per il mio percorso, ritengo fondamentale sia la mia famiglia che il mio Paese – racconta Giulia – ovvio, quando sono nata io, 30 anni fa, non c’erano tante agevolazioni come oggi, per far si che la tua passione diventasse un lavoro, dovevi ingegnarti ed è nei luoghi della mia infanzia ed adolescenza che ho trovato la spinta per realizzarmi. Appena posso torno a casa, perché lì mi sento libera di trovare quella carica che mi ha dato la spinta per iniziare tutto 10 anni fa”.

E per il futuro, quali sogni ancora nel cassetto? “Nella mia lista degli obbiettivi, posso dire di averne raggiunti diversi ed uno di questi era l’Olimpiade – conclude Giulia – ovvio, le Olimpiadi si ripeteranno ancora per moltissimi anni e sarei felicissima di parteciparvi ancora”.

Ma da grande esperta di ciclismo quale sei, ti piacerebbe più fare Sanremo in bici, magari con la classica Milano-Sanremo, o piuttosto cantando sul palco dell’Ariston? “Non mi tiro indietro, canto volentieri, mi basterebbe anche la serata dei duetti e visto che sognare è gratis, quello è il prossimo obbiettivo”.












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