Montegiorgio. Il Palazzo Alaleona è tornato a splendere. Recuperato un patrimonio di storia, architettura e arte

5' di lettura 09/01/2022 - Il secondo colle dei tre su cui sorse Montegiorgio è tornato a splendere. La sera dello scorso 23 dicembre le luci alle finestre di un palazzo storico, il Palazzo Alaleona, si sono riaccese tutte quante dopo decenni di buio e di silenzio. L'edificio ha spalancato le sue porte per accogliere gli invitati di Lanfranco Beleggia, l'imprenditore che ha acquistato e restaurato la struttura fatiscente ridonandole vita nuova. L'intervento di restauro è durato quasi sei anni e ha registrato l'impegno di dieci aziende locali sotto la direzione dello studio di architettura Scalella/Traini.

Poche ore prima anche l'adiacente teatro comunale, che prende il nome dall'importante musicista padre italiano della musica dodecafonica, Domenico Alaleona, era illuminato e festoso. Come dire: il bello e la grazia delle sette note a sposare il bello e l'armonia dell'architettura e della storia. Le due confinanti costruzioni sono legate proprio dal nome del compositore.

L’antico edificio nobiliare, risalente al XVI secolo ma con una porzione già presente nel 1400, era infatti originariamente la dimora del musicista Domenico Alaleona e dei suoi avi, motivo per il quale si è scelto di aprire la serata con un concerto lirico-sinfonico presso l'omonimo teatro. Il direttore d’orchestra Giacomo Sagripanti, vincitore degli Opera Awards 2016 come miglior giovane direttore d’orchestra, ha condotto sapientemente i musicisti di tre conservatori quali Foggia, Rodi Garganico e Fermo, allietando il pubblico con un selezionato programma di Mozart, Rossini, Donizzetti e, tra gli altri, Morricone.

Il soprano Zuzana Markovà e il basso Andrea Concetti hanno entusiasmato il pubblico con il loro talento nella cornice magica del secondo teatro più grande della provincia fermana. Indirettamente, lo “stabile” ha celebrato così il suo 130esimo anniversario di esistenza dato che lo spettacolo Maria di Rohan, che lo inaugurò così come oggi lo vediamo, risale al settembre del 1891.

Al termine dell'esibizione, gli ospiti si sono incamminati verso il Palazzo Alaleona per assistere al taglio del nastro effettuato da Lanfranco Beleggia, il sindaco di Montegiorgio Michele Ortenzi e don Enzo Nicolini, parroco di Sant'Elpidio a Mare, montegiorgese di nascita, cugino di Beleggia e “assistente spirituale” della locale squadra di calcio.

Gli ospitati hanno potuto partecipare al cocktail party, godere di una visita privata delle stanze affrescate del Palazzo, delle cantine storiche, delle cucine, dei basamenti, accompagnati dalle note della Corale Domenico Alaleona diretta da Mita Bassani, che ha proposto pezzi originali del maestro montegiorgese.

La passione di Beleggia per le cose belle, l’amore per il territorio dov'è nato, la lungimiranza imprenditoriale sono ciò che lo stanno spingendo ad investire nella salvaguardia di edifici storici. Lo si è già visto a Villa Lattanzi presso Torre di Palme, e non ultimo, nella tenuta del wine relais Officina del Sole, collina che si erge lungo la strada che da Montegiorgio porta a Rapagnano, luogo cui si attribuiscono sorgenti energetiche positive.

L'imprenditore ha più volte sottolineato che il territorio marchigiano è un gioiello che merita di essere preservato e fatto riscoprire in tutto il mondo, attraverso tradizione, arte, cultura e gastronomia.

Palazzo Alaleona diventerà un relais di lusso completo di sette magnifiche suites e di un incredibile affaccio sui Monti Sibillini. Sono inoltre a buon punto i lavori di restauro del confinante Palazzo Amici, anch'esso edificio storico e sempre di proprietà di Beleggia.






adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 09-01-2022 alle 08:19 sul giornale del 10 gennaio 2022 - 1600 letture

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