Stanchi ma coesi. Beltrami, coordinatore infermieristico Malattie Infettive: «Squadra fantastica, fiero di loro»

4' di lettura 24/12/2021 - Lottano contro il Covid da marzo 2020. Sono trascorsi quasi due anni da allora e loro, infermieri, medici e oss, sono lì, in prima linea, a lottare ancora contro il virus. Per Giampietro Beltrami, infermiere coordinatore del reparto Malattie Infettive dell’ospedale Murri e presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Fermo, è tempo di elogiare la sua squadra.

«Sono dei ragazzi fantastici, hanno senso di appartenenza al servizio, del dovere e sono molto empatici con i loro assistiti. Posso affermare, senza ombra di dubbio, di essere veramente fiero di loro» dice. Poi aggiunge: «Sono altrettanto onorato di aver affrontato tanti momenti difficili e preso decisioni importanti insieme con il nostro Direttore Giorgio Amadio e la sua équipe medica. Hanno dimostrato umanità, dedizione e professionalità in ogni situazione».

All’interno del suo reparto c’è unione, disponibilità, voglia di fare, ma oramai anche tanta stanchezza. «Nonostante siano passati due anni ci troviamo dinanzi ad un’altra ondata che, comunque, è meno incisiva delle altre in termini di ricoveri. Molte persone infatti sono vaccinate, e la vaccinazione ha diminuito ospedalizzazione e decessi. La gran parte dei nostri pazienti è non vaccinata. Qualche vaccinato ma, per lo più, sono coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale diversi mesi fa. Poi sappiamo che ci sono le varianti e che, quindi, anche il vaccinato può contrarre il Covid ma, in questi casi, per loro il decorso della malattia è migliore» spiega Beltrami.

Accanto al vaccino, come seconda spiaggia, ci sono gli anticorpi monoclonali. Sono terapie costose, si deve procedere entro 6/7 giorni dalla comparsa dei primi sintomi e non sono destinate a tutti, ci sono dei criteri ed un percorso da seguire gestito dai medici dell'USCA e dalla medicina ospedaliera. «A luglio abbiamo iniziato con delle somministrazioni sporadiche, circa tre, massimo quattro, al mese. Da un paio di mesi, invece, le somministrazioni sono diventate sistematiche, due al giorno almeno e da qualche giorno siamo arrivati a garantirne 4 per seduta. Tutto ciò - sottolinea - lo si sta garantendo con il personale che abbiamo attualmente in reparto e in ambulatorio, un personale che in alcuni momenti, per la mole di lavoro svolto, risulta sottodimensionato. Dedicati alla somministrazione dei monoclonali, ad oggi, sono due infermieri e per aumentare le sedute, nel futuro, saranno impiegati altri infermieri».

A gravare sulle attività di reparto ed ambulatoriali c'è anche la sospensione di alcuni operatori che hanno fatto la scelta di non vaccinarsi. Purtroppo nessun altro ha preso il loro posto finora, così come in altri reparti e per l'assistenza territoriale. Per colmare questa carenza la dirigenza dell' Av4 ha chiesto di reclutare nuovo personale all' Asur. La loro speranza è che i rinforzi arrivino prima possibile. Intanto, tra colleghi, si sostengono come possono. «Per garantire un'assistenza appropriata ai pazienti e regalare ad un collega un minimo di respiro rientrano sui loro riposi, sacrificando anche il tempo libero e le loro famiglie. Il gruppo è coeso, hanno spesso fatto tutto con le loro forze. Ora la volontà di combattere un’altra ondata c’è, ma le energie sono state spese tutte da tempo» afferma.

Rispetto allo scorso anno è cambiato che i reparti di medicina sono tutti “puliti”: «Di questi tempi, un anno fa, avevamo tre reparti Covid aperti. Oggi, invece, ci sono solo le Malattie Infettive, il Pronto Soccorso e la Rianimazione ad avere pazienti Covid. E, per evitare l’apertura di altri reparti Covid all’interno del Murri e far sì che il resto rimanga pulito l’azienda si è adoperata per un aumento dei posti letto in Malattie Infettive, che diventerà solo Covid» dice. L'aumento dei posti letto sarà graduale e di pari passo con il reperimento di personale per garantire sicurezza ed assistenza adeguata ai degenti.

«Fino a sabato scorso, con il personale a disposizione, potevo accogliere al massimo 22 pazienti, poi il personale è stato incrementato e siamo arrivati a poter assistere fino a 25 pazienti. L’obiettivo finale è poter accogliere 30/31 pazienti con Covid, e per fare questo altro personale è in procinto di arrivare» spiega Beltrami che, infine, ringrazia tutti gli operatori che garantiscono la sanificazione e la pulizia del reparto «perché - conclude - anche grazie al loro lavoro è possibile lavorare in sicurezza e rendere dignitosa la permanenza dei degenti nella nostra struttura».


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 24-12-2021 alle 12:57 sul giornale del 25 dicembre 2021 - 999 letture

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