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Sabato scorso il sesto appuntamento del Corso di Formazione della Pastorale della Salute: “Vite fragili e prossimità responsabile”, tra spunti di riflessione e testimonianze concrete

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da Silvia Cotechini


“Salute, solidarietà, responsabilità" è il tema del sesto e penultimo appuntamento del Corso di Formazione della Pastorale della Salute. Dopo l'intervento del dottor Ricci, le testimonianze delle associazioni Anffas di Civitanova e Fermo, “L’Albero dei Talenti” di Servigliano e “Sentinelle del Mattino” di Civitanova Marche.

Il Corso di Formazione in Pastorale della salute si avvia alla conclusione. Questo sesto appuntamento si concentra sul tema “Vite fragili e prossimità responsabile”. Il titolo della prima parte dell’incontro è “Salute, solidarietà, responsabilità: verso nuove forme di prossimità”.

Interviene per primo il dott. Stefano Ricci, che è stato per molti anni Dirigente per l’Integrazione socio-sanitaria nell’Agenzia Regionale Sanitaria delle Marche. La parola chiave del suo intervento è salute, ma si parla anche di diritti e “codice” del dono. Il dottore offre agli ascoltatori diverse definizioni della parola “salute”. Innanzitutto, la salute è l’esito di rapporti tra “sistemi” di relazioni in relazione. Nel 2006 l’OMS definisce la salute come la risultante di stili di vita, aspetti e relazioni culturali ed età della persona. Il dottore illustra il passaggio dal modello bio-medico al modello bio-psico-sociale fino ad arrivare al modello bio-psico-socio-spirituale. Spiega, quindi, che ai tre quadranti biologico, psicologico e sociale viene aggiunto un quarto quadrante: la spiritualità. Questo modello prevede quindi una collaborazione continua tra i servizi sanitari e i servizi sociali, con lo scopo di mantenere l’unitarietà tra specificità di bisogni e pluralità di interventi. La salute non è solo un problema medico; è importante individuare dei bisogni che possono essere risolti con altri mezzi, in modo da alleggerire il lavoro della sanità. I “fondamentali” di salute, solidarietà e responsabilità sono l’articolo 2 e 3 della Costituzione, ma il più rilevante è senza dubbio l’articolo 32, che riconosce la salute come “fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”. Una parte molto interessante del discorso del dott. Ricci è la riflessione sul sistema complesso della cura e sulla necessità della “salute” di un valore molto importante: il “dono”. Si parla di un principio elaborato dal prof. Mancini dell'Università di Macerata denominato il “codice” del dono. Il donare è parte integrante del codice genetico che sta dentro di noi, solo donando riconosciamo la nostra identità. Allo stesso tempo, noi esistiamo, soprattutto, ricevendo: il nostro esistere si incentra sull’imparare a ricevere. Donare è anche prendersi cura e preoccuparsi dell’altro, per mantenere vivo un rapporto tra le persone. Questo valore è necessario per la società moderna per assicurare veramente la salute del singolo.

La seconda parte dell’incontro si intitola “Vite fragili ed esperienze di responsabilità sociale: testimonianze”, e prevede tre racconti di realtà del territorio: l’Associazione Anffas di Civitanova e Fermo, il Centro Socio Educativo “L’Albero dei Talenti” di Servigliano e l’Associazione di Promozione Sociale “Sentinelle del Mattino” di Civitanova Marche.

Si parte con una piccola clip di presentazione dell’Anffas, associazione di famiglie che hanno un figlio disabile dal punto di vista intellettivo e relazionale. Il dott. Sergio Ardito, Presidente dell’associazione, ci tiene a dire due parole sullo straordinario lavoro dell’Anffas: “Noi come associazione di volontariato e come Onlus, accanto all'attività di sostegno per i disabili, vogliamo fare attività educativa e culturale. Questa attività viene svolta sia all’esterno, sia all’interno dell’associazione, coinvolgendo molte delle famiglie che convivono con il problema della disabilità. Si è inoltre deciso di svolgere le attività coinvolgendo anche altre famiglie e ragazzi non disabili: recentemente, per esempio, abbiamo organizzato un torneo nel parco vicino alla nostra sede e abbiamo coinvolto anche altri ragazzi che si trovavano lì”. Il dott. Ardito riesce a racchiudere l’essenza della Onlus in una sola frase: “Chi siamo? Una famiglia di famiglie per coniugare solidarietà”.

Subito dopo viene presentata un'altra esperienza di impegno concreto nel sociale. Interviene Giorgio Garbatelli dell'associazione “Sentinelle del Mattino APS”. Questa Associazione di Promozione Sociale mira principalmente a creare una comunità solidale che sia attenta alle fasce deboli, come anziani, disabili, giovani con varie forme di dipendenza e altro. Garbatelli parla di una “città che cura”, perché l’idea dell’associazione è quella di partire dalla comunità del territorio. Emblematico è l’impegno per il progetto “Over 70”, che mira ad aiutare gli anziani ad uscire dalla solitudine, spingendoli così a contribuire attivamente al quartiere, valorizzando i loro talenti. Per l’associazione, la strada e la piazza ri-abitate sono il luogo per far scaturire incontri e progetti. Infine, il messaggio che si vuole diffondere è quello della condivisione e della collaborazione, ascoltando il bisogno del basso e favorendo la nascita della comunità educante.

Alessia Iommi presenta il Centro Socio Educativo “L’Albero dei Talenti” di Servigliano. Il centro nasce dall’intuizione di due professionisti molto conosciuti nel territorio: il dott. Vinicio Alessandroni e Giuseppe Forti, attuale Sindaco di Monte Vidon Corrado. All’inizio si trattava solo di un centro sociale, in cui i ragazzi venivano coinvolti in attività manuali. Ma nel tempo il centro si è evoluto in un “centro socio educativo” e ha previsto il coinvolgimento di educatori. Insieme a loro è stato scelto il nome “Albero dei Talenti”. “Si è pensato all’albero perché cresce, si rafforza e dà dei frutti. ‘Talenti’ perché ognuno di noi mette a disposizione i propri talenti per realizzare dei prodotti” spiega Alessia. Il Comune di Servigliano è l’ente capofila, ma i ragazzi provengono da sette Comuni limitrofi. Nel centro vengono realizzati laboratori che valorizzano i talenti e le capacità dei partecipanti, come ad esempio quello di rilegatura e cartonaggio. Durante il laboratorio, i ragazzi producono dei lavori che si possono poi essere acquistati nei mercatini oppure si dedicano a lavori su commissione. Negli anni, infatti, molti hanno conosciuto le attività ed apprezzano i lavori dei ragazzi del centro diurno. L'educatrice sottolinea che “Il rientro dal contesto pandemia è stato davvero particolare. Siamo stati chiusi parecchi mesi, ma abbiamo sfruttato la possibilità di rimanere in contatto coi ragazzi a distanza tramite internet. Da luglio 2020 sono riprese le attività ma con forti limitazioni, le regole di prevenzione ci costringono a una riorganizzazione continua. I disabili che partecipano al centro sono ragazzi con condizioni medio-gravi, ma sono stati molto bravi a capire e rispettare le regole e hanno ripreso le attività laboratoriali. Ne suo racconto, Alessia precisa orgogliosamente che “un'esperienza molto interessante è stata l'elaborazione di un murales che ha coinvolto i ragazzi e ha permesso loro di valorizzare le loro capacità e i talenti anche lavorando divisi, per rispettare le regole di distanziamento legate alla pandemia”. Il murales è frutto della mission del centro diurno: valorizzare e favorire il protagonismo di ciascuno, per assicurare il benessere e la salute delle persone che partecipano al centro e dell'intera comunità.

L’ultimo appuntamento con la Pastorale della Salute si terrà sabato 18 novembre, dalle 15 alle 17, e si parlerà di esperienze di perdita e di elaborazione del lutto. Di nuovo un tema molto importante e di grande attualità che sarà affrontato per completare il percorso di formazione promosso dall'Ufficio Pastorale della Salute, voluto da don Sebastiano, per porre le basi per una maggiore consapevolezza e per creare sinergia e collaborazioni.

Sabato 18 dicembre il percorso formativo si concluderà con la Messa che sarà celebrata dall'Arcivescovo Mon. Rocco Pennacchio in Cattedrale, dedicata a tutti gli operatori della sanità.





Questo è un articolo pubblicato il 12-12-2021 alle 18:23 sul giornale del 13 dicembre 2021 - 294 letture