Si può diventare no vax anche per spiacevoli esperienze vissute

3' di lettura 05/12/2021 - Non sempre dietro ad una rigida presa di posizione come chi non vuole avere a che fare con il vaccino c’è necessariamente uno schiaffo alla scienza o a chi ci governa.

Curiosando tra i post dei nostri lettori che ci seguono su fb questa volta ho sentito il desiderio di commentare un post “no vax” pur non avendo l’abitudine di farlo.
Una signora, dopo aver descritto le tesi del prof. Tarro intervenuto da Bruno Vespa in tarda serata, aggiungeva “. . . Il tutto ovviamente in onda verso l'una di notte . . . mentre la maggior parte del gregge è tra le braccia di Morfeo. . .”; frase per sottolineare che le posizioni delle minoranze sono destinate in fasce orarie dove la platea non è di certo quella in prima serata.
Avendo già da tempo fatto le mie due dosi di vaccino ed in procinto di fare la terza ho sentito la necessità di rispondere e su messanger ho scritto alla signora dicendo che, più o meno, tutti facciamo parte di un gregge; greggi guidati da pastori che percorrono strade differenti ma comunque greggi.
Battuta dopo battuta ho voluto conoscere la storia della signora e le ragioni della sua avversione al vaccino.
“Ho solo una grande pena – scrive - per ciò che ci stanno facendo. Vorrei aiutare più gente che posso con i miei post raccontando le mie spiacevoli esperienze con i vaccini. Ho scelto di stare dalla parte di chi non si vuole vaccinare - aggiunge - perché mio figlio, 8 anni fa, è stato seriamente danneggiato da un vaccino. Ancora oggi, a distanza di anni, ha febbre ogni giorno. Il suo sistema nervoso ha subito dei danni ed il suo apparato muscolare non funziona come dovrebbe.”
Pur comprendendo la posizione della signora, faccio fatica a trovare giustificazioni nei confronti di chi, non volendosi vaccinare, si sente privato delle proprie libertà.
Credo di vivere ancora in uno Stato di Diritto dove i nostri rappresentanti politici, spesso criticabili, producono norme giuridiche alle quali sono soggetti sia i cittadini che lo Stato stesso. Sembrerà semplicistico ma, per concludere, mi sento di fare un esempio che ai più potrebbe apparire banale.
Io non mi sono sentito per nulla privato della mia libertà quando, per guidare un’auto, ho dovuto superare un esame di teoria e pratica di guida; e oggi, mentre sono in strada e devo rispettare la segnaletica esposta non mi sento limitato nelle mie libertà di movimento; devo soltanto muovermi per la mia e l'altrui sicurezza ed incolumità attenendomi a delle regole che sono poi quelle indicate dal codice della strada prodotto sempre da chi abbiamo deciso di farci rappresentare.
Per il Covid sono state fatte delle scelte e si continuerà a farne; possono non piacere ma se le regole non vengono cambiate vanno rispettate fin quando saranno in vigore.


di Lorenzo Bracalente
lorenzo.bracalente@gmail.com
 





Questo è un articolo pubblicato il 05-12-2021 alle 02:13 sul giornale del 06 dicembre 2021 - 1372 letture

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