Porto San Giorgio: inaugurata l'area di riabilitazione robotica del distretto sanitario

4' di lettura 04/12/2021 - L'assessore regionale alla salute Filippo Saltamartini: “Porto San Giorgio sta scrivendo una parte importante per la sanità del territorio”.

Inaugurata oggi 4 dicembre l'area di riabilitazione robotica del plesso ospedaliero di Porto San Giorgio, che può contare ora su una serie di macchinari di ultima generazione per il miglioramento delle attività riabilitative dei pazienti ambulatoriali. Un nuovo modo, dunque, di fronteggiare il periodo della convalescenza fisica che è stato reso possibile da una cospicua donazione da parte della Fondazione della Cassa di Risparmio di Fermo. “L'emergenza sanitaria in corso – riferisce il Presidente della fondazione Carifermo Giorgio Girotti Pucci – impone una stretta sinergia tra pubblico e privato. Quella di oggi ne è una dimostrazione!”. Parole che si riferiscono all'opinione del Presidente circa il fatto che una donazione da privati come quella avvenuta non debba necessariamente sostituirsi alle risorse statali, ma debba svolgere una funzione di sussidio a situazioni del genere.

“Carifermo ci ha inserito nel mondo delle tecnologie” parla così la Dott.ssa Romana Attorresi, direttore del reparto riabilitativo area vasta, ad illuminare sul funzionamento di queste nuove macchine complesse. Tutto parte da un software molto avanzato che è in grado di interagire con il paziente: “Il lavoro viene svolto sempre sull'esercizio – continua Attorresi – e sulla persona. I robot sono in grado di analizzare il movimento del paziente e conseguentemente studiarne la deambulazione”. Attività precisissime, insomma, che, secondo quanto riferisce Attorresi, si basano sulle stimolazioni sensoriali, neuro-cognitive e motorie del paziente al fine di offrire la via più proficua per una ottima riabilitazione, tenendo anche conto dell'aiuto derivante dalla realtà virtuale, in grado di riprodurre, attraverso uno specchio digitale, ambientazioni realistiche e semplici attività motorie quotidiane, come una passeggiata o il riporre un libro su una libreria.

“Un ulteriore servizio che arricchisce il territorio” le parole del Sindaco di Porto San Giorgio Nicola Loira, che non perde occasione di ringraziare, insieme al Direttore dell'Area Vasta n.4 Roberto Grinta, tutto il personale sanitario per il lavoro svolto finora in questo particolare periodo. Dello stesso parere anche l'Assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini, che tende a precisare che in questi 20 mesi di emergenza si è combattuta una vera guerra contro un virus micidiale, aggravando di molto le condizioni fisiche e mentali del personale. “Questo è un esempio da imitare; – riprende Saltamartini sulla questione sussidiaria tra pubblico e privato – è chiaro che lo stato non riesce a fare tutto e pertanto i suoi limiti sono evidenti”. Una critica molto forte quella dell'assessore sui difetti del sistema sanitario nazionale, mancante di migliaia di figure professionali tra medici ed infermieri negli ospedali e pronto soccorso, ma che però intravede nella tecnologia una palpabile soluzione. In riferimento infatti alle strutture riabilitative che hanno accelerato il processo di liberazione di tantissimi posti letto dalla terapia intensiva nell'ultimo periodo, Saltamartini vuole fissare proprio qui alcuni punti per lui cruciali: vaccinazione, richiamo e terapie monoclonali. “Necessaria una cultura della condivisione della scienza. Prima o poi verranno compresi i sacrifici fatti”.

In una regione come quella delle Marche, dove, secondo i dati forniti dall'assessore Saltamartini 1,2 milioni di persone hanno ricevuto la prima dose, 120 mila sono guarite e circa 180 mila non si vaccinati chi per un motivo, chi per un altro, e dove sono stati stanziati circa 30 milioni di Euro, tra Pnrr e non, per il miglioramento delle tecnologie sanitarie, la sanità regionale vede un balzo in avanti, ridando valore ed unità alle strutture periferiche sanitarie che, secondo l'assessore regionale Marco Marinangeli, da molto tempo non vengono prese in considerazione, se non addirittura accantonate in favore degli ospedali unici. “Occorre ridare dignità alle strutture ospedaliere periferiche. Solo così potremo avvicinarci alle problematiche dei cittadini e colmare il gap tecnologico tra strutture centrali e decentralizzate”.

Al termine dell'inaugurazione, non poteva mancare la benedizione dei locali da parte di Don Mario Lusek.








Questo è un articolo pubblicato il 04-12-2021 alle 16:38 sul giornale del 05 dicembre 2021 - 321 letture

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