Dante Alighieri e la scuola di teatro all’Annibal Caro di Fermo. Interpretazione e non recitazione

4' di lettura 04/12/2021 - Proporre Dante Alighieri in modo diverso! È quello che ha inteso fare Loredana Tomassini con gli studenti del liceo classico Annibal Caro di Fermo. E ieri sera ne abbiamo visti gli effetti al Teatro di Porto San Giorgio, dove gli alunni (140 complessivamente) delle classi 4° e 5° A, 4° e 5° B, e 4° e 5° C, saliranno sul palco per interpretare Allor si mosse, e io li tenni dietro, che è un celebre passo della Commedia.

La Tomassini da oltre 30 anni insegna teatro nelle scuole del Fermano. Guai a parlarle di recitazione. «Non si recita sul palco, sul palco si interpreta. Si entra nel personaggio, lo si fa tutt'uno con sé» sottolinea.

In occasione dei 700 anni dalla morte del pellegrin fuggiasco, ha pensato bene di proporre un lavoro su di lui. Così ha ripreso la Divina Commedia e la adattata ad uso di ragazzi non certo professionisti ma questo non vuol dire meno serietà d impegno. Esattamente, lei ha drammatizzato alcuni Canti che sono patrimonio comune. Fornendo anche un sottotitolo molto esplicativo: La Tenebra e la Luce. D'altronde cosa fece Dante se non un cammino, un pellegrinaggio che prende le mosse dal buio per sbucare alla luce infinita.

C'è una caratteristica nel copione steso dalla Tomassini. Non è solo Dante a narrare del suo viaggio. A raccontarlo sono anche tutti gli elementi animato e inanimati, persone e cose che egli incontra. In un gioco dove l'uomo non è staccato, distante, lontano, ma compreso, inglobato, innervato negli elementi stessi. Ne fa parte. Un microcosmo abbracciato dal macrocosmo. Così è anche la Selva oscura del Canto I dell'Inferno a parlare, così è la Porta del III, così sono le Anime incrociate, ancora nel III, così sono le Piante del Canto XIII, quello di Pier Delle Vigne, e avanti, con le Fiamme del Canto XXVI dell'Inferno con Ulisse, e ancora ancora sino al Paradiso e alla Beatitudine finale.

Un gran lavoro che gli studenti avrebbero dovuto interpretare a Fermo, nel Parco della Rimembranza, luogo giusto per rappresentare la tenebra prima e l'uscita per la luce poi. Ma la pandemia non ha certo aiutato. Così, la messa in scena avverrà stasera – come dicevamo – al Teatro sangiorgese. Sarà una proposta ancora più impegnativa. Loredana Tomassini ha da sempre frequentato il teatro, insegnato ai giovani per i quali adatta pezzi classici e non solo. Importante resta il suo lavoro su Processo a Gesù di Diego Fabbri.

All'Annibal Caro, la Tomassini ha trovato il sostegno nel coordinamento organizzativo delle insegnanti Simona Goldoni, Dora Trentuno e Isabella Mezzabotta. Il tutto, con la “benedizione” e l’incoraggiamento Dirigente Scolastico, prof. Piero Ferracuti.

«Far teatro con i ragazzi – spiega – significa aiutarli a socializzare meglio e vincere tante ansie. Al di là del puro fatto tecnico, è la valenza estremamente positiva del Laboratorio di Teatro a livello umano, culturale, psicologico e socializzante: il risultato è una crescita a tutti i livelli dei ragazzi che, oltre ad essere stimolati ad un impegno serio, continuativo ed estremamente formativo, attraverso lo “schermo” del personaggio sono stati capaci di superare e di vincere le naturali resistenze ad esporsi, le loro timidezze, in taluni casi anche difficoltà psicologiche importanti, ricavandone innegabili benefici che hanno ed avranno felici ripercussioni anche nella loro vita. ». E quanto bisogno ce n'è!




adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 04-12-2021 alle 14:59 sul giornale del 05 dicembre 2021 - 171 letture

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