Fermo: riparte la stagione lirica con "La Bohème" di Puccini. Anteprima giovani il 2 dicembre

2' di lettura 30/11/2021 - La “Bohème” di Puccini, secondo titolo della stagione della Fondazione Rete Lirica delle Marche, dopo la prima tappa di sabato 27 novembre al Ventidio Basso di Ascoli, va in scena al Teatro dell’Aquila di Fermo sabato 4 dicembre, ore 21. A firmare la regia di questa nuova produzione, realizzata con il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona e il Teatro Sociale di Como, sarà Renata Scotto, soprano acclamato in tutto il mondo e interprete nella sua carriera sia di Mimì che di Musetta.

«La Bohème riporta la Fondazione Rete Lirica nella città di Fermo, nel suo stupendo teatro ,dove per noi è sempre un enorme piacere lavorare» ha esordito Luciano Messi, direttore della Fondazione. Al centro i giovani, cui è riservata un’anteprima il 2 dicembre alle 17, come ha precisato l’assessore alla cultura Lanzidei. I giovani sono anche i protagonisti dell’opera. «Si confrontano coi loro sogni, speranze, difficoltà relazionali, con la loro capacità di trovare punti di contatto impensabili. Come avviene tra Mimì e Musetta, ad esempio, davvero diverse tra loro» dice Luciano Messi Rete, direttore della Fondazione Rete Lirica delle Marche. E giovani sono anche gli artisti, come Linda Campanelli ad esempio, nei panni di Mimì, o Greta Doveri in quelli di Musetta. Ma anche Matteo Desole (Rodolfo), che cinque anni fa esordì a Fermo ne “Il flauto magico”. A firmare la regia è Renata Scotto, «una Scotto molto rispettosa della partitura e della tradizione» spiega Messi, citando alcune riflessioni della regista: “Un lavoro appagante quello alla regia. Anche se sono molto legata al mio lavoro registico di Norma, nel caso de La Bohème c’è qualcosa in più perché ne amo i personaggi in quanto veri”.

Affascinato da questa Bohème è anche il presidente della Fondazione Rete Lirica delle Marche, Francesco Ciabattoni: «È stato un lavoro di coproduzione intenso, complesso. Sono soddisfatto del rilancio culturale che abbiamo dato, dal momento che la Bohème interessa un movimento, quello dei Bohémien, che fu molto idealista. E Puccini ha saputo ricostruirlo» dice.

Prima della pandemia, nel 2019, Fermo aveva raggiunto, tra lirica e prosa, i 3.000 abbonati. Lo ricorda Trasatti, membro della Fondazione Rete Lirica delle Marche, nonché ex assessore alla cultura. «La crescita fu importante, poi è arrivata la mannaia che ci ha oggettivamente fatto smarrire e riportato ad un blocco. Il lavoro che abbiamo fatto, un po’storditi, è stato quello di ripartire con lo slancio con cui eravamo arrivati a fine 2019» afferma, e si sofferma sull’inclusione, principio fondante di Fermo Learning City Unesco. Il 4 dicembre, infatti, l’appuntamento è anche per persone cieche e sorde: sarà disponibile un percorso in LIS, guidato dai giovani associati dell’ENS di Fermo, oltre ai sopratitoli e all’audio descrizione dello spettacolo.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 30-11-2021 alle 22:20 sul giornale del 02 dicembre 2021 - 282 letture

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