Fermo, nella Caserma di via Beni la "Stanza tutta per sé" si arricchisce: è arrivata la valigetta-kit antiviolenza

3' di lettura 02/11/2021 - Il Club Soroptimist dona alla Caserma una valigetta-kit antiviolenza, uno strumento sofisticato di nuova generazione con attrezzatura informatica audio video per raccogliere e registrare le denunce di vittime di violenza in tempi più brevi, contribuendo così a ridurre al minimo il loro disagio.

All’interno della Caserma dei Carabinieri di Fermo, c’è una stanza speciale. Non una stanza di ricezione delle denunce, bensì d’ascolto. È stata allestita nel 2017, si chiama “Stanza tutta per sé”. È dedicata alle persone fragili, vittime di violenze e di reati. È una stanza riservata da tutta la parte di Comando perché qui vengono ascoltate persone vulnerabili, che hanno bisogno di stare in un ambiente riservato. Di stanze come questa, in Italia, ce ne sono 91. Sono fieri di averne una, nei corridoi della loro Caserma, i Carabinieri di Fermo. Ancor più fieri sono adesso che il Club Soroptimist ha donato una strumentazione di alto livello. «Speriamo di poter rendere giustizia e di migliorare l’esistenza di quelle vittime di violenza domestica. «Questo è un ulteriore passo avanti di un progetto iniziato dall’Arma dei Carabinieri nel 2012, con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il Ministero delle Pari Opportunità a seguito del quale i Ris hanno creato un reparto analisi criminale con personale specializzato (di secondo livello), che si occupa dell’ascolto delle vittime deboli» ha spiegato il colonnello Marinucci. Personale che, nell’ambito del Comando Provinciale di Fermo, è intervenuto all’indomani dell’omicidio della piccola Jennifer, a Servigliano. Poi c’è il personale specializzato di primo livello, che ogni comando provinciale ha. «L’Arma predispone dei corsi di formazione e aggiornamento periodici per approcciare alle vittime deboli. Noi abbiamo due persone specializzate» precisa Marinucci.

La stanza, dunque, è lì dal 2017. Il plus è che oggi diventa “portatile”, come ha affermato la presidente del Soroptimist, arch. Paci. Sul tavolo c’è una valigetta con un computer. «Questa valigetta kit, con pc, videocamera e altoparlante consente di riprendere qualunque situazione, anche al buio, registrare rumori, evitare interruzioni delle registrazioni. Ha anche un sistema di collegamento da remoto, per cui persone autorizzate possono accedere alle video registrazione sia tramite computer che app» spiega.

«Una strumentazione - interviene Marinucci – che consentirà di “domiciliare” l’ascolto, di leggere il linguaggio non verbale, di raccogliere sul posto i primi elementi fondamentali per eventuali sviluppi investigativi e processuali poi».

Conferma l’assessore alla pari opportunità di Fermo Micol Lanzidei: «Da avvocato mi è capitato spesso di seguire donne vittime di violenza. Il seguire celermente le indagini è fondamentale e le condizioni in cui le indagini avvengono sono importanti, perché di fronte a difficoltà oggettive si verifica un cedimento, la voglia di fare un passo indietro, e sentirsi tutelate nel percorso più intimo è importante per arrivare alla concretizzazione dell’indagine e alla punizione del colpevole».

Bene la stanza di ascolto, ma nel territorio c’è anche la casa antiviolenza. A ricordarlo è l’assessore Giampieri. «Dobbiamo far sì che la donna abbia il coraggio di denunciare perché, oggi, la donna è protetta: gli strumenti ce li abbiamo» conclude.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 02-11-2021 alle 22:05 sul giornale del 04 novembre 2021 - 267 letture

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