Da domani green pass o tampone per entrare al lavoro: ecco le dichiarazioni di alcuni Imprenditori

5' di lettura 14/10/2021 - Come si sono organizzate le Aziende del nostro territorio? Che succederà da domattina? Che aria si respira tra i dipendenti? Chi pagherà gli eventuali tamponi per i lavoratori senza vaccino? Lo abbiamo chiesto a Claudio Santoni della " Santoni srl", a David Beleggia della " Filtex" e a Paolo Marzialetti, Presidente nazionale del settore Cappello

14 ottobre 2021, giorno prima dell’entrata in vigore dell’obbligo di esibire il green pass per accedere ai luoghi di lavoro. Come si sono organizzate le Aziende del nostro territorio? Che succederà da domattina? Che aria si respira tra i dipendenti? Chi pagherà gli eventuali tamponi per i lavoratori senza vaccino? Lo abbiamo chiesto ad alcuni titolari.

Paolo Marzialetti, dell’azienda “Paimar” di Montappone che di dipendenti e collaboratori ne ha 15, più che per sé stesso parla a nome della categoria che rappresenta in qualità di Presidente Nazionale del Cappello e Vice presidente della Federazione Italiana TessiliVari.

“ Per noi “piccoli”, nel senso che la maggior parte delle aziende hanno meno di 9 dipendenti, poche ne hanno fino a 20 e solo un paio oltre i 20, direi che il problema non c’è. Il numero di addetti è limitato, la procedura di controllo da attuare è semplice dunque non peserà sul risultato di produzione. Certamente è una prescrizione in più da rispettare, che si somma a tutte le altre in vigore da inizio pandemia, ma se serve a tutelare la salute di tutti e farci uscire definitivamente dall’incubo del Covid, ben venga. Anche se, fin dall’inizio noi abbiamo sostenuto che la soluzione vera sta nella vaccinazione di massa alla quale, grazie al senso civico di oltre l’ 80% della popolazione, ci stiamo avvicinando. Sicuramente anche tra le nostre piccole aziende ci sarà qualcuno non vaccinato che ora dovrà fare il tampone, ma per la privacy, i titolari non possono neanche sapere se un proprio lavoratore è vaccinato oppure no. Non si entra nel merito della scelta di ogni individuo, ma proprio perché di scelta si tratta, non troverei giusto far accollare la spesa del tampone allo Stato, qualora si decidesse di renderlo gratuito. Né sarebbe giusto che se lo accolli l’ azienda, se non altro per rispetto di tutti quelli che, seppure con paura, si sono vaccinati. Se poi ci sono aziende che ,motu propriu, decidono di farlo ok, niente da ridire”

Neanche David Beleggia, uno dei titolari della “Filtex” di Piane di Falerone che di dipendenti ne conta 38, sembra preoccupato della novità che da domani riguarderà la loro azienda. “ C’è un clima tranquillo tra i dipendenti- dice- e il numero delle nostre risorse lavorative possiamo gestirlo bene. Abbiamo nominato 3 addetti al controllo, uno per ogni settore: logistica, ufficio e produzione. Come da protocollo da domattina chi entra in azienda dovrà mostrare o il green pass o il tampone. L’operazione sarà veloce e non dovrebbe creare aggravi di tempo. Né temiamo fermi di produzione per assenze di persone causa la mancanza della certificazione richiesta. Quanto ai tamponi chi dovrà farli provvederà a proprie spese. Perché dovrebbe pensarci l’azienda? Non sarebbe corretto né verso chi si è vaccinato, né a livello sociale. Semmai è auspicabile che il costo del tampone scenda sensibilmente”.

Claudio Santoni, titolare della “Santoni srl" di Montegiorgio, di dipendenti ne ha 96. E non sa cosa di preciso succederà domattina in termini di presenze al lavoro. “ E’ un bel terno al lotto- esordisce- Ai fini dell’organizzazione del lavoro, qualche tempo fa avevo chiesto a tutti i dipendenti di farmi cortesemente sapere se c’era qualcuno che avrebbe avuto difficoltà a presentarsi il 15 ottobre. Al momento non abbiamo notifiche di assenza e questo mi fa ben sperare. Ma non temo fermi di produzione, perché sin dall’esordio della pandemia, ho usato la strategia di assumere più personale del fabbisogno per non rimanere sguarnito in caso di contagi e quarantene. Oltre a questo il personale è stato formato su più ruoli ed è quindi in grado, al bisogno, di muoversi in circolarità in più settori produttivi. Detto ciò, non avverto frizioni in azienda e credo che il tasso dei vaccinati sia molto alto. Per domani siamo pronti. Abbiamo 4 persone individuate del sistema di sicurezza interna, posizionate 2 per ciascun ingresso, che controlleranno il possesso della certificazione richiesta, oltre a svolgere tutti gli altri adempimenti di sicurezza rimasti invariati dal 2020. Se lo Stato ci chiede di fare i controlli e stringe ancora di più sulle prescrizioni anticovid io mi allineo. Questo virus è una cosa seria e l’ho sperimentato di persona e in famiglia. Ho sempre adottato le procedure più rigide in Azienda, proprio perché ho a cuore la salute di tutti i miei collaboratori. Dunque chi ha scelto di non vaccinarsi farà il tampone e se il governo ce lo chiederà siamo disponibili a contribuire. D’altra parte già di mia sponte, per ben 4 volte, ho tamponato a mie spese tutti e 96 i dipendenti. L’ultima al rientro delle ferie quest’anno, proprio per ripartire nella massima sicurezza per tutti”.






Questo è un articolo pubblicato il 14-10-2021 alle 21:37 sul giornale del 15 ottobre 2021 - 1295 letture

In questo articolo si parla di marina vita

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