Montegranaro: Serafino Marchionni e la sua rivoluzione silenziosa della stenografia italiana

2' di lettura 13/10/2021 - Nasceva a Montegranaro il 13 Ottobre 1875 Serafino Marchionni, uomo di fede nonché pioniere rivoluzionario della stenografia italiana del primo Novecento.

Appartenente all'antico ordine religioso dei padri agostiniani scalzi, Marchionni dimostra subito una spasmodica passione per la stenografia a lui coeva, studiando i sistemi geometrici del tedesco Gabelsberger e dell'inglese Pitman, adattati poi alla lingua italiana rispettivamente da Noe e Francini. Neanche trentenne, il Marchionni pubblica nel 1903 il suo primo manuale, dove spiega e mostra un nuovo tipo di sistema stenografico, sempre a base geometrica, ma più intuitivo e di immediata fruizione, che prenderà il suo nome. Da qui, una lunga raccolta di testi e manuali sull'approfondimento dei suoi studi, riconosciuti a livello nazionale ed europeo negli anni successivi.

Una rivoluzione silenziosa quella del frate agostiniano, che nel suo sistema stenografico darà più spazio a criteri grafici e fonetici. Fondamentale infatti sarà la velocità di battitura e scrittura dei segni grazie ai suoi schemi, requisiti essenziali che sembreranno soddisfare pienamente le tempistiche di scrittura dei programmi ministeriali dell'epoca, con l'introduzione di ulteriori sigle abbreviative. Negli anni di maggior successo, Serafino Marchionni si trasferirà a Ferrara, fonderà una scuola di stenografia e farà partecipare i suoi allievi ad importanti gare stenografiche, riscuotendo un notevole successo; riceverà poi una medaglia d'oro da parte dell'Accademia del Progresso di Parigi e la sua opera sarà celebrata in una importante esposizione stenografica ungherese di inizio Novecento.

Ma il suo lavoro non verrà mai apprezzato fino in fondo: speranzoso di poter ottenere un qualche riconoscimento ufficiale da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, non gli sarà mai legittimato nessun premio. A stroncare i suoi studi durati decenni, altri sistemi stenografici geometrici già in uso, di più lenta risoluzione, che andranno a minare tutti gli altri sistemi simili, tra cui proprio quello del Marchionni, facendoli cadere in disuso negli anni a venire.

Tra i suoi allievi si annoverano importanti figure che hanno fatto la storia del territorio fermano e non solo: Danilo Interlenghi, il noto caricaturista di Fermo poi docente del Liceo Scientifico di Fermo nonché collaboratore giornalistico della Tv e di alcune testate più in voga dell'epoca, come Panorama, L'espresso e il Corriere Adriatico, e Gabriele Marinucci, dell'ordine degli agostiniani scalzi di cui divenne Superiore Generale, entrambi autori di un manuale di stenografia che porta il nome del loro maestro. Marchionni morirà a Fermo nel 1963. A lui è stata intitolata una via nel capoluogo fermano a ridosso del plesso ospedaliero Murri.






Questo è un articolo pubblicato il 13-10-2021 alle 11:36 sul giornale del 14 ottobre 2021 - 242 letture

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