“Supernova” e referendum per Eutanasia Legale, lo spunto di riflessione viene dal cinema

3' di lettura 22/09/2021 - C’è tempo fino al 30 settembre per firmare a favore della proposta di legge, c’è tempo fino a stasera per andare al cinema (Sala degli Artisti di Fermo), preparare i fazzoletti e, per gli indecisi, riflettere sulla firma.

Non voglio arrivare a non essere più indipendente, voglio essere ricordato per come sono ora e non per come sarò tra poco”: è così che Tusker, il co-protagonista del film Supernova, parla della sua percezione della malattia. Il film di Harry Macqueen, in programmazione stasera al cinema Sala degli Artisti di Fermo (consigliato), parla di Alzheimer, parla di eutanasia, parla di suicidio assistito.

Il suicidio assistito è un tema di cui si sta discutendo proprio in questi giorni poiché si avvicina il termine ultimo per esprimere la propria opinione firmando a favore di una legislazione che tuteli il diritto di non usufruire del trattamento sanitario utile al mantenimento in vita. “Liberi fino alla fine” è lo slogan della campagna, promossa dal Comitato Eutanasia Legale, dall’Associazione Luca Coscioni e da tutte le associazioni e partiti che sposano l’iniziativa.

Un giorno Tusker si sveglierà e non sarà capace di infilarsi una maglia, allacciarsi un bottone, scrivere, leggere, e irreversibilmente, piano piano, dimenticare se stesso e chi gli sta intorno. La sua decisione è quella di andarsene finché è ancora capace di pensare, finché le sue condizioni mentali e fisiche gli permettono di capire cosa sta facendo, ovvero prendere dei farmaci da una confezione e ingerirli fino a morirne. Morire da solo, senza assistenza e senza i suoi cari vicino, è l’unica scelta possibile per un malato irreversibile, almeno fino al momento in cui l’eutanasia verrà legalizzata.

Nel delicatissimo caso di Supernova si parla di un malato di Alzheimer, ma non bisogna dimenticare le altre malattie degenerative che costringono il soggetto malato ad un lento e continuo deperimento fisico e mentale, come la distrofia muscolare, la sclerosi laterale amiotrofica, non tralasciando le paralisi a seguito di incidenti stradali.

Noti sono i casi di processi a carico di persone responsabili di aver assistito un malato terminale nel percorso ultimo della vita, ovvero nel cosiddetto suicidio assistito. Si ricordano il caso Welby come il caso Fabiano Antoniani (Dj Fabo), in cui però gli imputati, tra cui Marco Cappato, sono stati dichiarati non punibili in quanto i fatti non costituivano reato.

Nel rispetto di quella civiltà guadagnata nei secoli di evoluzione, è necessario riconoscere la volontà di ogni persona all’autodeterminazione e allo stesso modo alla libera scelta sulla propria vita come acquisite con diritto di nascita, e che non possono cessare ad un certo punto della vita per cause completamente estranee all’essere umano. Ogni persona dovrebbe decidere liberamente della sua vita, anche e soprattutto in condizioni terminali.

L’eutanasia legale non dovrebbe essere argomento di discussione proprio perché soggetta alla libera scelta di ogni singolo individuo: il Comitato Eutanasia Legale non prevede che sarà mai un obbligo per tutti, bensì la decisione che ognuno prende solo ed esclusivamente sulla propria pelle.

I dati della raccolta firme, fermi al mese di agosto, segnano un numero oltre i settecentocinquantamila, ma ogni giorno se ne aggiungono altri. Fino al 30 settembre è possibile firmare nel proprio Comune di residenza, ai banchi pubblici (qui il tavolo dei GD a Porto Sant’Elpidio, prossima data 28 settembre in centro) oppure utilizzando la firma digitale (https://referendum.eutanasialegale.it/)


di Marina Mannucci
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 22-09-2021 alle 17:29 sul giornale del 23 settembre 2021 - 166 letture

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