Fermo: "Attenzione, strada frequentata da ciclisti": spuntano i cartelloni su alcune strade provinciali

2' di lettura 17/09/2021 - Andare in bicicletta può rappresentare un pericolo. Ci sono ciclisti che in strada hanno perso la vita. Così, a breve, spunteranno dei cartelloni. Non saranno certo la soluzione, bensì un inizio. «L’inizio di un percorso di educazione civica e stradale», come spiegato dal vicepresidente della Provincia di Fermo Pompozzi.

Essi avvisano che la strada è frequentata da ciclisti, impongono di fare attenzione e di rispettare la distanza: di segnali così l’ente ne ha realizzati una cinquantina. Fermo è la seconda provincia d’Italia, dopo Arezzo, ad essersene dotata. Ora stanno individuando le strade dove installarli. Sicuramente quelle più frequentate dai ciclisti, che spesso coincidono con quelle più belle dal punto di vista paesaggistico. Ma la sensibilizzazione non si fermerà ai segnali. L’obiettivo vero è educare, grandi e piccoli. Per questo è stata coinvolta Monia Gallucci, referente per il fermano dell’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani. «Nel 2018 l’Italia è stata la nazione con più ciclisti morti sulle strade. L’attuale presidente dell’associazione anche ha perso un figlio di 20 anni, ad Arezzo» dice. La vita la stanno perdendo in tanti. Lei stessa racconta di quando quel sabato mattina dell’agosto 1997 finì in coma. Era con la sua bici lungo la SS 16, nel tratto che collega Porto San Giorgio a Pedaso, fuori dalla sede stradale. Un’auto l’ha presa in pieno e le conseguenze se le porta dietro tutt’ora. Almeno tre volte a settimana un giro in bici se lo fa ancora adesso. Per questo si mette anche nei panni dell’automobilista: «Se andiamo da soli non ci vedono, ma se si va in gruppo, in mezzo alla strada come pecore, non possiamo poi lamentarci. Occorre rispetto reciproco» sostiene.

Senso civico che manca e infrastrutture carenti sono i due punti sui quali l’ing. Pignoloni ha posto l’attenzione. E tra le strade più frequentate, con valenza paesaggistico-ambientale, intanto ha annoverato la Val di Tenna, poi Belmonte, Santa Vittoria in Matenano, Servigliano.

«Un primo inizio - conclude la Presidente Canigola. Umilmente accompagniamo Monia Gallucci in questo percorso, sicuri che possiamo fare qualcosa. Il covid ci ha bloccato con la sensibilizzazione nelle scuole ma ripartiremo».


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 17-09-2021 alle 17:22 sul giornale del 18 settembre 2021 - 249 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Benedetta Luciani

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/cjPb





logoEV
logoEV
logoEV