Montefalcone-Scuola: “Volevano toglierci la 1° media. Abbiamo fatto i salti mortali per difenderla e ci siamo riusciti”.

7' di lettura 14/09/2021 - Dal rischio chiusura all’indebolimento della scuola, poi il lieto fine, per ora. Montefalcone conserva tutte le classi. “Intesa vincente e piena collaborazione con Smerillo”. Da una parte USR e Direttore Filisetti pronti a cancellare le scuole montane, dall’altra i Sindaci dell’Alto Fermano pronti a difendere il futuro degli alunni. Grifonelli: “Chiudere una classe vuol dire chiudere un intero plesso e con esso scompare il Paese. Nei Borghi, la scuola è un punto di aggregazione, senza di essa vengono meno tutte le altre realtà”. Inconcepibile manovra politico-istituzionale: “Una mossa senza senso. Da una parte il Governo investe per la rinascita dei borghi, dall’altra l’Ufficio scolastico regionale li indebolisce, cancellando le scuole. È assurdo”.

La Scuola di Montefalcone Appennino rappresenta un’eccellenza nell’area montana, eppure c’è chi vuole cancellarla. Ormai da molti anni, è frequentata da alunni non solo di Montefalcone e Smerillo, ma provenienti anche da Comuni limitrofi. L’appeal è cresciuto sempre più, soprattutto grazie ad un corpo docenti di alto livello, collaboratori scolastici competenti ed un trasporto pubblico efficiente. La Scuola, oltre alle Elementari e Medie, comprende anche l’Asilo, che dalla prossima primavera tornerà a Smerillo, nel consueto edificio dopo la fine della ristrutturazione.

L’estate appena trascorsa, quindi, è stata molto travagliata per il tessuto scolastico di Montefalcone e Smerillo: c’era il serio rischio di vedersi cancellare la 1° media e con essa l’intero plesso. Perché, parliamoci chiaro, sopprimere una classe in un piccolo Borgo montano, vuol dire condannare tutto l’Istituto, visto che si costringerebbero le famiglie a trovare una nuova Scuola per i propri figli e con essi sarebbero costretti a trasferirsi anche fratelli e sorelle frequentanti gli altri ordini scolastici. Insomma, si scatenerebbe una reazione a catena a dir poco deleteria.

Fortunatamente, questo serio rischio che si era palesato con forza, è stato scongiurato e respinto al mittente dalla prontezza del Sindaco Giorgio Grifonelli, sostenuto con forza dal Primo Cittadino di Smerillo Vallesi.

Come è iniziato tutto? “Le acque si sono mosse intorno al mese di maggio. In quei giorni, abbiamo ricevuto una nota dall’USR (Ufficio scolastico regionale) e dal Direttore Filisetti, dove si esprimeva la volontà di chiudere la classe 1° media per mancanza di alunni. Niente di più falso – spiega il Sindaco Grifonelli – la Scuola ce li aveva eccome studenti pronti ad iscriversi. La comunicazione ci ha colto totalmente di sorpresa. Ovvio, la 1°, 2° e 3° media sono accorpate in una pluriclasse, come avviene in molti altri Comuni montani, niente di così strano. Anzi, secondo la legge 81 del 2009, noi eravamo perfettamente in regola anche per quanto riguardava il numero di iscritti”.

La nota di Filisetti e company preoccupa il Sindaco, ma gli estremi per una chiusura sembravano non esserci. Eppure le pressioni aumentavano: “Con il passare dei mesi, ci siamo accorti di movimenti poco chiari, dove le iscrizioni online dei nostri alunni venivano mascherate o spostate in altri plessi. Possiamo definirli dei veri e propri giochi di prestigio, delle forzature per legittimare la chiusura della nostra classe. Così abbiamo capito che, dai piani alti, c’era la ferrea volontà di cancellare la nostra scuola”.

Era arrivato il momento di fare squadra. Famiglie e Sindaci alzano la voce: “Da lì a poco abbiamo attivato subito la macchina organizzativa. Insieme al Sindaco di Smerillo abbiamo contattato i colleghi della zona montana, che stavano vivendo la nostra stessa situazione e ci siamo rivolti all’Anci Marche – sottolinea Grifonelli – nel frattempo avevamo aperto un dialogo con i genitori, sempre più preoccupati, perché non volevano abbandonare la Scuola di Montefalcone. Le famiglie ci hanno chiesto di fare il massimo e così è stato”.

La svolta decisiva: “Dopo un incontro con Filisetti, andato completamente a vuoto perché non abbiamo ricevuto nessuna disponibilità da parte sua, ma solo la volontà di cancellare le Scuola montane, c’è stata la scelta di rivolgerci direttamente al Ministero dell’Istruzione e di portare avanti la lotta coadiuvati dall’Anci Marche. Dopo incessanti pressioni, richieste respinte, lettere dai toni forti e lotte serrate, siamo riusciti ad ottenere la conferma della classe 1° Media per questo anno scolastico”.

E per il prossimo? Sarà ancora battaglia? “Non voglio negarlo, la lotta non è finita. Anche nel 2022 dovremmo difendere con le unghie e con i denti la nostra Scuola. La volontà dell’USR è quella di depotenziare questi plessi e noi faremo di tutto per non permetterlo. Si tratta di una problematica che si è presentata più volte nel corso degli anni, ma in questa occasione il rischio è stato maggiore. Dobbiamo farci trovare pronti”.

Ma il motivo qual è stato? Perché c’è stata la volontà di chiudere le classi? “Sono sincero, tutt’ora non sono riuscito a comprendere il perché. Riesaminando il tutto, non c’era nessun motivo per cui avrebbero dovuto cancellare la nostra classe. Nessuna persona con un po' di buon senso l’avrebbe fatto – ribadisce Grifonelli – il numero degli iscritti era perfettamente in linea con le norme ed allo stesso tempo mantenere la classe non avrebbe portato costi aggiuntivi, perché la pluriclasse avrebbe continuato lo stesso a funzionare e l’organico docenti era già previsto. Si trattava solo di una scelta scellerata ed incomprensibile”.

Iscrizioni in crescita: “Inoltre, in base ai dati degli ultimi anni e alle previsioni future, la nostra Scuola è in crescita. Già quest’anno ed il prossimo avremmo un aumento degli iscritti. Per quale motivo quindi sopprimere una classe? È assurdo”.

Da una parte il Governo investe fondi per il rilancio dei Borghi, dall’altra si fa di tutto per indebolirli. Come spiega questa situazione? “C’è poco da spiegare. La mia idea è che da una parte la politica riempie i cittadini di promesse, ma dall’altra i funzionari fanno completamente l’opposto – sottolinea un deluso Grifonelli – non c’è dialogo tra le due parti. È inconcepibile vedere lo stato investire nel Pnrr e di conseguenza la Regione distribuire contributi per tenere vivi i piccoli Comuni ed allo stesso tempo trovarsi difronte l’USR che fa di tutto per chiudere le Scuole montane e quindi cancellare i Borghi. Perché, parliamoci chiaro, se ad un Comune come Montefalcone viene tolta la Scuola, si toglie una grande fetta di futuro. Intorno ad essa gira gran parte della vita sociale ed economica del Paese, inoltre è un punto di aggregazione essenziale”.

Un futuro in salita per i Piccoli Comuni: “E’ assurdo pensare che abbiamo dovuto fronteggiare il rischio di perdere il diritto all’istruzione. I grandi centri si trovano a lottare per questioni molto più elaborate, invece noi piccole Amministrazioni siamo costrette a batterci per garantire ai nostri cittadini qualcosa che deve essere naturale – sottolinea Giorgio – il covid ed il sisma ci hanno indebolito molto, creando problematiche infinite, ma nonostante tutto la nostra Scuola sta crescendo per qualità ed iscritti, dalle nostre classi escono alunni preparati e capaci di affrontare ogni tipo di carriera. È questa la risposta più importante”.

Visto che un problema simile si è verificato anche in molti altri Comuni fermani, parlare di un Polo scolastico, che riunisca tutte queste realtà, è utopia? “Direi proprio di no. Negli anni a venire, non escludo che una struttura di questo tipo possa vedere la luce. In passato se ne era già parlato, ma i tempi non erano maturi. Per scongiurare tutti questi rischi di chiusure, potrebbe essere una soluzione, ma sempre nell’ottica di mantenere vivi i Piccoli Comuni e difendere queste realtà – conclude Grifonelli – per creare un sistema di questo tipo, bisogna partire da ciò che abbiamo, valorizzarlo al massimo e da lì guardare ad una visione più ampia”.