Ennesimo giorno di paura per la titolare del caffè Roma di Porto San Giorgio

3' di lettura 12/09/2021 - Da qualche giorno è iniziata l'avventura della titolare del bar Caffè Roma di Porto San Giorgio, perchè da martedì mattina ogni volta che si è recata ad aprire la sua attività alle ore 6.00, ha trovato nel suo giardino privato adiacente al bar, sotto al dondolo, un giovane immigrato che dormiva sopra un cartone, la stessa persona segnalata più volte da altri esercenti perché sembrava presentare comportamenti non adeguati.

La stessa Betty Gasparroni racconta che, nel tentativo di svegliarlo e mandarlo fuori dal suo bar, ha subito insulti e imprecazioni, per cui si è subito rivolta alle forze dell'ordine che lo hanno fermato e portato in caserma ma sembra che non ci fossero i presupposti per trattenerlo, infatti poi le mattine seguenti era di nuovo a dormire nel suo bar e la storia si è ripetuta senza alcun risultato. Nella mattina di sabato nel recarsi al bar, dopo aver controllato se fosse come le mattine precedenti, nel suo giardino trova solo il cartone e un accendino, invece la domenica mattina, recandosi al lavoro mezz'ora più tardi, lo trova sotto il dondolo che dormiva, tentando di mantenere la calma e senza mostrare alcun timore, lo sveglia e lo sollecita ad andare via prima che si renda necessario fare la solita chiamata al 113. Il giovane senza fare storie si allontana. Dopo circa un'ora, al bar è seduto un cliente, ma la proprietaria da lontano lo vede riavvicinarsi alla porta e poi entrare per chiedere una pasta, visto anche la presenza di una persona al tavolo, per evitare qualsiasi problema Betty decide che la cosa migliore è quella di dargli la pasta sperando che poi se ne vada. Nell'avvicinarsi per porgergli il cornetto, il ragazzo tirandosi su la maglietta gli si rivolge dicendole " Guada un po'che ho?" Betty Gasparroni nel vedere un coltello a scatto con lama, decide in un istante che è meglio mostrarsi indifferenti, così come fa il cliente che assiste alla scena, lei si allontana dalla pastiera mentre lui con un tono di voce abbastanza elevato dice che sarebbe partito. Appena lui esce dal bar, la titolare è pronta ad avvertire il 113, quando da lontano intravede passare la macchina della polizia seguita da quella dei carabinieri, per cui esce fuori dal locale e fermadoli li avvisa di quanto accaduto, ma le forze dell'ordine lo stavano già cercando infatti dopo poco riescono a prenderlo nei pressi del mercato coperto. Chissà se scatterà per lui il provvdimento di espulsione, non essendo questo il primo gesto attraverso cui tenta di seminare paura. L'inidignazione della signora Betty sta nel fatto che si è dovuti arrivare a subire un'intimidazione simile per poter attuare provvedimenti a tutela di abitanti ed esercenti, nella speranza di non dover subire ultriori minacce più serie e pericolose. La solidarietà tra gli esercenti c'è, ma chi è che tende una mano per salvaguardarli ?


dott.ssa Barbara Mercanti
redazione@viverefermo.it

 





dott.ssa Barbara Mercanti


Questo è un articolo pubblicato il 12-09-2021 alle 23:27 sul giornale del 14 settembre 2021 - 2672 letture

In questo articolo si parla di cronaca, articolo, dott.ssa Barbara Mercanti, caffè Roma, bar, titolare, esercenti, coltello, indignazione

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/ciRF