Comitato 5 luglio, "Subito corridoi umanitari": domenica a Porto San Giorgio manifestazione di solidarietà con il popolo afgano

2' di lettura 10/09/2021 - Domenica 12 settembre, a Porto San Giorgio, ore 18.30, in Piazza Matteotti , si svolgerà il presidio/manifestazione indetto dal Comitato antirazzista “5 Luglio” , in solidarietà con la popolazione afgana. All'iniziativa, che ha il patrocinio del Comune di Porto San Giorgio, hanno aderito numerose realtà del mondo associativo, politico e sindacale.

La situazione in Afghanistan sta drammaticamente precipitando ogni giorno di più. Mentre appaiono evidenti le responsabilità di chi ha intrapreso e sostenuto la guerra e condotto 20 anni di occupazione, riteniamo necessaria un’azione rapida e coordinata da parte del nostro Paese per evitare ulteriori disastri umani e sociali: una iniziativa per facilitare un rapido rientro in dignità e sicurezza della popolazione civile che ha bisogno e sta cercando di mettersi in salvo perché in grave pericolo. A subire la morsa della repressione e della violenza sono in particolare le donne,di nuovo private dei diritti fondamentali e delle loro libertà personali ma capaci di manifestare con grande coraggio per le strade di Kabul ponendo la centralità della condizione femminile e della discriminazione di genere. Non bastano gli stucchevoli e vuoti appelli al rispetto dei diritti umani! Siamo di fronte ad una emergenza umanitaria gravissima e occorre da subito, a tutti i livelli:

– attivare corridoi umanitari per l'accoglienza dei profughi;

– consentire l'ingresso in Italia dei cittadini afgani in esenzione di visto

– garantire l’evacuazione di tutti coloro che erano in attesa di partire a seguito di autorizzazione per ricongiungimento familiare o già in possesso di permesso ad altro titolo e si trovano adesso impossibilitati a lasciare il paese,

– bloccare i rimpatri verso l'Afghanistan che molti Stati europei stanno ancora incredibilmente effettuando

– sostenere l'impegno di quelle organizzazioni, come Emergency che continuano a garantire il loro impegno in condizioni improbe. E più in generale, che la solidarietà e le misure adottate per garantire l'uscita di coloro che hanno collaborato con il personale civile o militare straniero vengano estese e possano valere sia per le fasce più vulnerabili o invise al governo talebano, che per tutte quelle persone nel mondo che cercano di entrare , via terra o per mare, spesse perdendo la vita, all'interno di una Fortezza Europa la cui politica migratoria è sempre più cinica e ipocrita e il cui spazio per i diritti umani è sempre più ridotto




redazione Vivere Fermo


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-09-2021 alle 17:36 sul giornale del 11 settembre 2021 - 184 letture

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