“Il Salotto della Fotografia:” da Pasolini al carnevale degli animali di Saint-Saens:Fausto Olmelli porta l'arte pubblica nelle Marche

5' di lettura 28/08/2021 - Dopo il grande successo dell'evento “Onde-Movimenti d'Arte Pubblica," che si è svolto a Sarnano, dal 30 Luglio al 6 Agosto, l'artista Fausto Olmelli guarda al futuro e lo fa attraverso un'attenta riflessione sulla funzione sociale dell'arte pubblica.

L'arte pubblica prevede una partecipazione attiva del pubblico presente, coinvolgendolo direttamente nel processo creativo in essere.
Un nuovo modo di approcciarsi e vivere l'arte in maniera soggettiva, sperimentandola in prima persona; un progetto in cui l'artista Fausto Olmelli crede fortemente, decidendo di farlo conoscere nel territorio.
1) L'arte pubblica e sociale che ruolo svolge nel collettivo immaginario?
Se lei intende per immaginario collettivo la memoria collettiva condivisa da un gruppo, l’arte pubblica svolge un ruolo non diverso da tutte le altre arti.
L’arte pubblica e sociale come la intendo io, riporta la centralità nell’individuo così com’è, avendo una funzione di disvelamento dello strato direi “di plastica” che c’è in tanto immaginario collettivo contemporaneo che si rifà ai patinati programmi televisivi.
In molti paesi dove si organizzano eventi, mostre di pittura, eventi teatrali, mi dispiace dirlo, questi sono scopiazzamenti, dalla televisione, da un immaginario “spettacolare”. L’ultima personale che ho visitato era un' accozzaglia di generi, una scopiazzatura di vari artisti.
Sarebbe meglio affrontare il tema dell’importanza di una mostra oggigiorno, più che fare una mostra tanto per farla, se non si hanno le qualità culturali e tecniche. Quindi prendo l’occasione per dire ai più giovani o ai meno giovani che si mettono a dipingere e vogliono intraprendere una strada artistica di studiare, studiare, studiare. E anche le amministrazioni le invito a fare attenzione, altrimenti il messaggio che arriva è fuorviante.

2)L' arte in quanto tale racchiude in sé moltissime sfaccettature ed è un concetto di ampio respiro, L' arte Pubblica può essere considerata un'esperienza "educativa"per il pubblico?
L’arte non ha questa funzione. La scuola ha una funzione educativa, i genitori hanno una funzione educativa, gli amici hanno una funzione educativa.
L’arte e gli artisti hanno le antenne; come diceva la mia insegnante di storia dell’arte Lorenza Trucchi all’Accademia, se poi parliamo di “esperienza” in relazione all’arte pubblica, allora sì, si fa un’esperienza “poetica”.
Sia per l’artista che per chi vi partecipa; in questi eventi, infatti, si chiede al pubblico di non essere semplici spettatori ma di compiere un’azione, appunto “poetica” e “artistica”.
È a questo punto che lo spettatore diventa artista. Un po’ il messaggio di Joseph Beuys “Ogni uomo è un artista”.

3)Il coinvolgimento in eventi di arte pubblica, può aiutare a diffondere un nuovo modo di vivere l'arte?
La finanza ha svolto un ruolo importante, primario nel mondo dell’arte, mi riferisco a certe operazioni tipo la vendita del coniglietto di Jeff Koons nel 2019 a 91,1 milioni di dollari, non che io non stimi Jeff Koons ma questo esempio fa capire di cosa parlo.
Parliamo appunto di finanza: ci sono quadri dei più importanti pittori di tutte le epoche chiusi in caveau, che nessuno può più vedere da anni, che probabilmente non vedremo più. Comunque sì, io credo che il coinvolgimento negli eventi di arte pubblica possa diffondere un modo diverso di vivere l’arte.
A partire dal fatto che l’arte pubblica è gratuita, è poi in un luogo pubblico fruibile anche da chi non va normalmente nei musei o nelle gallerie; c’è poi il coinvolgimento in prima persona, il visitatore diventa “artista”.

4) Per quale motivo, come luoghi delle tue performance artistiche hai scelto piazze e borghi del territorio?
Le piazze sono per definizione il luogo pubblico, “l’agorà”, poi nei miei eventi sto anche in luoghi chiusi.
Non è che io abbia nulla contro gallerie o musei, credo solo che le gallerie, come spiegavo prima, quelle importantissime sono il luogo della finanza, hanno perso completamente il valore di luoghi d’arte, e le gallerie più modeste sono uno scimmiottamento delle grandi gallerie, Roma, per esempio, è piena di bruttissime gallerie.
I musei, invece, hanno un ruolo contenitivo. E mi rendo conto che a questa affermazione molti direttori di musei potrebbero inalberarsi, visti gli sforzi per rendere alcuni musei dei poli culturali, ma, di per sè, il museo è un polo culturale che contiene opere d'arte.
Vivendo ora nelle Marche faccio eventi nei borghi, quando stavo a Roma li facevo nelle periferie romane.

5) Nella tua lunga esperienza artistica, quali azioni ritieni importanti per valorizzare l'arte nel territorio fermano?
Non sono un politico, non faccio l’assessore alla cultura, a proposito, sto notando che nei piccoli borghi la figura dell’assessore alla cultura non esiste, è solo un titolo, c’è chi confonderebbe un’opera di Jasper Jones con un gagliardetto militare.
Si parla tanto della rivalutazione dei borghi e delle piccole città, forse bisognerebbe incominciare dalla scelta degli amministratori; tornando all’offerta culturale, ritengo che la città di Fermo sia un luogo in cui c è un grnade fermento culturale, con molti eventi interessanti e di grande spessore, mi fa piacere citare per esempio il Terminal Mario Dondero, un'importante spazio culturale della città di Fermo, in cui si sono svolti eventi e mostre molto interessanti, anche se lontane dalla mia poetica.
Su questa domanda mi trova impreparato, poi se mi chiede se c’è possibilità di creare un evento d' arte pubblica e sociale nel fermano, le rispondo certo, mi piacerebbe molto e sarebbe una grandissima soddisfazione, in termini personali, poter far conoscere l'arte pubblica nel territorio fermano."

La foto di copertina è un'opera dell'artista Fausto Olmelli, intitolata “Il Museo Di Cartone”, opera del 2015.
Per ulteriori informazioni si può consultare il sito:www.faustoolmelli.com






Questo è un articolo pubblicato il 28-08-2021 alle 12:59 sul giornale del 29 agosto 2021 - 371 letture

In questo articolo si parla di cultura, arte contemporanea, borghi, articolo, arte pubblica, Barbara Palombi

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