Studiare berbero all'Orientale di Napoli

17' di lettura 16/08/2021 - Intervista ad Anna Maria Di Tolla

Anna Maria Di Tolla è professore associato all’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” (Abilitazione ASN professore ordinario) dove insegna Berbero e Storia contemporanea del Nord Africa berbero. Visiting Professor all’École de Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) a Parigi, ha svolto lezioni dottorali, seminari e conferenze presso università europee e maghrebine e partecipato a numerosi convegni nazionali e internazionali. Fin dal dottorato di ricerca in Africanistica i suoi ambiti di ricerca spaziano dalla lingua e letteratura berbera, alla storia e alle tradizioni berbere, dalla questione delle minoranze e delle rivendicazioni identitarie, alle questioni di genere in Nord Africa. È stata coordinatrice del corso di Magistrale (LM-36) in Scienze delle Lingue, storia e culture del Mediterraneo e dei Paesi islamici de “L’Orientale”. È presidente del Centro di Studi berberi e direttrice della rivista Quaderni di Studi berberi e Libico-berberi.

Tra le sue numerose pubblicazioni, citiamo: (a cura di), Percorsi di transizione democratica e politiche di riconciliazione in Nord Africa, ESI, Napoli, 2017; « La documentation de la production orale berbérophone de Libye (XIXe et XXe siècles) : le Djebel Nefoussa », in D. Merolla, D. Caubet (et alii), Les études berbères à l’ère de l’institutionnalisation de tamaziyt, L’Harmattan, Paris, 2021, 383-412; Awal n Imazighen. Itinerari narrativi nella letteratura orale berbera del Marocco: problematiche e prospettive, Studi Africanistici. Quaderni di Studi Berberi e Libico-berberi, 2, Il Torcoliere, UNIOR, Napoli, 2012; è coautrice dei seguenti volumi: Libya between Resilience, New Opportunities and Challenges for the Berbers, Studi Africanistici. Quaderni di Studi Berberi e Libico-berberi, 7, UniorPress, Napoli, 2020; Grammatica di berbero nefusi. Fonetica, morfologia e cenni di sintassi, Hoepli, Milano 2020; Emerging Actors in Post-Revolutionary North Africa. Berber Movements: Identity, New Issues and New Challenges, Studi Maġrebini, XV, Il Torcoliere, Napoli, 2016-2017.

Com’è nato il suo interesse per la lingua e la letteratura berbera?
Il mio interesse è nato dalla passione per i viaggi, per le lingue e le culture del Nord Africa.

Da un punto di vista linguistico e culturale cosa la affascina di più?
Dal punto di vista linguistico, la lingua berbera/amazigh (si pronuncia amazir. I Berberi preferiscono chiamarsi Amazigh/Imazighen e la lingua amazigh o tamazight) ha una storia antica e, allo stesso tempo, è una lingua viva e parlata da circa 15/30 milioni di persone nell’Africa mediterranea (Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco) e in alcuni Paesi a sud del Sahara (Mauritania, Mali, Niger, Burkina Faso, Ciad). Dal punto di vista culturale, tutti i Berberi hanno salvaguardato memoria storica e tradizioni attraverso il meccanismo di trasmissione orale, nonostante i Berberi siano tra le poche popolazioni africane ad aver conosciuto la scrittura in epoca antica. Oggi, l’alfabeto originale tifinagh (pronunciato tifinar) è insegnato nelle scuole in Marocco e in Algeria e utilizzato nelle pubblicazioni scientifiche, nei giornali attivisti amazigh (Le Monde amazigh, Tira..), ma anche tra i giovani sui social network (Facebook, YouTube, Twitter, eccetera).

Quali tematiche è solita affrontare nel corso di Storia contemporanea del Nordafrica berbero?
Il Corso si concentra sul Nord Africa dal XIX al XXI secolo. Ha l’obiettivo di introdurre gli studenti e le studentesse alla storia contemporanea del territorio nordafricano, prestando attenzione agli strumenti storiografici e metodologici per la conoscenza approfondita di tematiche specifiche relative alla colonizzazione e al periodo post-indipendenza in Nord Africa. Il Corso adotta un approccio storico per esaminare le politiche coloniali e le conseguenze politiche nel periodo post-indipendenze; un focus riguarda il colonialismo in Libia. In chiave interdisciplinare e comparativa, il Corso si focalizza su alcune tematiche interrelate al ruolo della minoranza berbera nella storia contemporanea del Nord Africa, puntando a esaminare la ricerca delle origini e “l’invenzione del Maghreb”, i miti coloniali, “l’invenzione dei Berberi”, la crisi berberista, la/e“questione/i berbera/e”, democrazia e berberità/’amazighità’.

Chi è stato il pioniere degli studi berberi nel nostro paese?
In Italia, il precursore degli studi berberi è stato Francesco Beguinot, uno studioso che divenne Rettore dell’allora Istituto Orientale di Napoli. Per più informazioni, v. le due pubblicazioni del Centenario degli Studi berberi in Italia dedicati a F. Beguinot: Anna Maria Di Tolla (a cura di), La lingua nella vita e la vita della lingua. Itinerari e percorsi degli studi berberi. Miscellanea per il Centenario di studi berberi a «L’Orientale» di Napoli. Scritti in onore di Francesco Beguinot, Studi Africanistici. Quaderni di Studi Berberi e Libico-berberi 5 e 6, Il Torcoliere, UNIOR, Napoli, 2016 e 2017.

Esistono dei manuali in lingua italiana per l'apprendimento del berbero?
Sì, si tratta di manuali utilizzati per il Corso di Lingua berbera presso L’Orientale di Napoli: Anna Maria Di Tolla (coautrice), Grammatica di berbero nefusi. Fonetica, morfologia e cenni di sintassi. Testi - Esercizi - Vocabolario, Hoepli, Milano 2020; Anna Maria Di Tolla (edizione italiana tradotta e curata da), Abdallah El Mountassir. Metodo di tachelhit. Lingua amazigh (berbera) del sud del Marocco. Asselmd n-tchelhit. Studi Africanistici.Quaderni di Studi Berberi e Libico-berberi, 6, Il Torcoliere, Napoli, 2017; co-autrice (edizione italiana tradotta e curata da), Kamal Naït Zerrad, Grammatica moderna di lingua cabila. Tajerrumt tatrart n teqbaylit, Centro Studi Camito-Semitici, Milano, 2008.

Quanti sono in media gli studenti iscritti ai suoi corsi?
Gli iscritti sono 15/20 studenti.

Perché studiare questa lingua?
Il berbero/amazigh è una famiglia linguistica appartenente al macro-gruppo delle lingue afroasiatiche, parlato da circa 30 milioni di persone nell’Africa mediterranea. Allo studente è fornita la possibilità di arricchire, di articolare ed estendere la sua esperienza e la sua formazione universitaria in ambito berbero (lingua, letteratura e storia) e con la Laurea Magistrale ha buone possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro. Gli studenti di berbero iscritti al Corso di Laurea Magistrale in Lingue e Culture dell’Asia e dell’Africa a “L’Orientale” hanno la possibilità di ottenere il “Doppio Titolo” con l’INALCO (Parigi), oppure con l’Università di Aix-Marseille (AMU), soggiornando un semestre in una di queste università. Prospettive di lavoro: presso alcune istituzioni, quali IRCAM (Institut Royal de la Culture Amazigh di Rabat (Marocco), Ministère de l’Enseignement Parigi - per l’assunzione di insegnanti di lingua amazigh / berbero nelle scuole primarie e secondarie; tribunali e centrali di polizia in Italia e Francia per l’accoglienza, i visti, e i passaporti; la mediazione culturale nelle scuole di 1° e 2° grado, nei Consolati, nelle Ambasciate, negli Istituti culturali e nelle organizzazioni non governative in Italia e all’estero. Le convenzioni firmate tra l'Università L'Orientale e diverse università europee e maghrebine permettono agli studenti la mobilità Erasmus per approfondire la lingua berbera: in Francia (Inalco di Parigi, Aix-AMU di Aix-Marseille), nei Paesi Bassi (Leida) e in Spagna (Cadice), oppure in Marocco (Università Mohammed V di Rabat e Università di Fés), in Algeria (Università di Tizi Ouzou), in Libia (Università di Zawia). Per ulteriori informazioni, il link è il seguente:

https://www.unior.it/ateneo/25301/1/doppio-titolo-in-studi-berberi-dpi.html oppure contattare la prof.ssa Anna Maria Di Tolla, indirizzo di posta elettronica: aditolla@unior.it

Che insegnante pensa di essere?
Mi ritengo una insegnante che lavora nell’ambito della contemporaneità interdisciplinare e multiculturale.

Quali sono le principali difficoltà che incontrano gli studenti nello studio di tale lingua?
Le difficoltà riguardano essenzialmente l’apprendimento all’università di una lingua nuova senza averla mai studiata in precedenza.

Il mondo dell'editoria risulta interessato alla letteratura in lingua berbera?
Se si intende il mondo dell’editoria maghrebina, moltissimi autori amazigh algerini e marocchini sono pubblicati in lingua oppure tradotti in Francia: (es. Mohamed Lahacem, Ijjigen n tidi (« Les fleurs de sueur », 2007); Brahim Lasri Amazigh Ijawwan n tayri (« Les siroccos de l’amour », 2008); di Brahim Lasri Amazigh e Igan Wihran (« Les oiseaux d’Oran », 2010); Mohamed Akunad, Ijawwan n tayri (« Les siroccos de l’amour », 2008); Rachid Aliche, Asfel (« Le sacrifice rituel ») et Faffa (« La »rance«) (1981, 1986) ; Saïd Sadi (1983), Askuti (« Le boy-scout »); Mezdad (1990), Id wass (« Le jour et la nuit »); Zénia (1995), Tafrara (« Aurore »). Per quanto riguarda il teatro, sono pubblicate le commedie in chleuh di Ali Mimoun Essafi, considerate il moderno teatro amazigh in Marocco (Ussan semminin, “Les jours froids”, 1983) così come la questione dell’oralità e della scrittura in berbero (Tighrit n tebrat, “Leggere una lettera”); Omar Boumazzough (Adarraf, Anitchi nni ighrin). Sono pubblicate le trascrizioni di poesie di tradizione orale (es. Mouloud Mammeri, Les isefra ; Abdallah El Mountassir Amarg: Chants et poésies amazyghs - (Sud Ouest du Maroc), ecc. L’interesse dell’editoria italiana ha riguardato la letteratura francofona. Tra gli scrittori più noti al pubblico italiano vi è Tahar Ben Jelloun. Sono pubblicati vari romanzi tradotti dal francese di Mouloud Feraoun (Il figlio del povero, Mesogea, 2008; Terra e sangue, Mesogea, 2006) e le opere di diverse scrittrici: Fatima Mernissi, Assia Djebar, Khalida Messaoudi. Spesso non è noto che molti degli autori o delle autrici sono o erano di origine berbera. Attuale è l’interesse per la letteratura migrante in lingua italiana. Tra gli autori di origine berbera, lo scrittore Lamara Lakhous ha pubblicato in italiano diversi romanzi, tra i quali Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio, Edizioni e/o, Roma, 2006 (Il libro ha ricevuto il Premio letterario Racalmare Leonardo Sciascia nel 2006). Dal libro è stato tratto l’omonimo film per la regia di Isotta Toso; Divorzio all'islamica a viale Marconi, Edizioni e/o, Roma, 2010 e molti altri. Anche Karim Metref è autore di diversi libri, tra i quali: Tagliato per l'esilio, Compagnia delle Lettere, 2008; Caravan to Baghdad, Compagnia delle lettere, 2006. Importanti autori che meriterebbero attenzione da parte dell’editoria sono: Taos Amrouche (1976) scrittrice e cantante lirica algerina che ha portato la musica cabila al pubblico internazionale e una delle prime scrittrici algerine moderne. Tra le sue pubblicazioni, citiamo: Jacinthe noire (1947) romanzo Le Grain magique (1966) raccolta di fiabe, poesie e tradizioni. Suo fratello, Jean Amrouche (m. 1962) era un poeta algerino che ha avuto rapporti stretti con l’Italia. Tra le sue pubblicazioni: Cendres, Mirages, Etoile secrète; Chants berbères de Kabylie e, tra i saggi, L’eternel Jugurtha. Produsse un programma radiofonico in cui intervistò diversi scrittori molto famosi, tra i quali Giuseppe Ungaretti di cui sono state pubblicate le Conversazioni radiofoniche con J. Amrouche (in francese: Propos improvisés, Paris 1972), a cura di H. Zirem - F. Calabrese, Potenza 2017. Un autore marocchino importante è un attivista che lotta per i diritti della lingua amazigh è Lhoussain Azergui che ha tradotto in francese il suo romanzo Aghrum n ihaqqaren (Il pane dei corvi). Hawad, poeta nigerino tuareg, è stato tradotto in italiano: Claudot Hawad Hélène, Carovana della sete, Edizione Gallino, Collana Poeti e scrittori d’oggi, 2001; Claudot Hawad Hélène, Il paese dilaniato. Antologia di canti e di poesie tuareg della resistenza (1980-1995), L’Harmattan Italia, 1996; Dentro la nassa, La Tipografia, Pordenone, 2017. Una componente unica delle poesie scritte da Hawad è la furigrafia, l’inclusione alterata del tifinagh (alfabeto berbero), forma scritta del tamazight (berbero) in forma di calligrafia allo scopo di creare spazio all’interno delle poesie.

A cosa serve la letteratura e il suo insegnamento?
La letteratura e l’insegnamento di Berbero forniscono agli studenti un percorso universitario di Laurea Triennale, Magistrale (con il Doppio titolo in Studi berberi) ed eventualmente iscrizione al dottorato e mirano a fornire le competenze necessarie per esercitare attività lavorative ed eventualmente di ricerca presso soggetti pubblici e privati, contribuendo alla realizzazione, per il nostro Paese, di mantenere una presenza culturale nei paesi dell’area mediterranea, in quanto è utile allo sviluppo della cooperazione e alla stabilità dell’intera area. Sul piano culturale, gli Studi berberi forniscono strumenti non solo per la comprensione della società e della cultura berbera e maghrebina in generale, ma anche per analizzare le problematiche attuali riguardo alle minoranze e alle tematiche connesse con le migrazioni oggi.

Qual è l’ultimo libro che ha letto?
Sono molti i libri che sto leggendo, perché sto ultimando un libro sulla storia dei Berberi, ne cito due: Abdelmajid Hannoum, The invention of the Maghrib between Africa and Middle East, 2021, Ramzi Rouighi, Inventing the Berbers). In amazigh ho terminato il racconto di Mohamed Akounad, Tawargit d imik, sulle questioni dell’identità berbera di oggi. Il protagonista, Ssi Brahim Tacenyart, dotto religioso, decide di tenere per la prima volta il sermone del venerdì in amazigh, sfidando così la pratica consolidata di tenere sermoni in arabo. Mentre le autorità al potere sono sorprese da questa azione rivoluzionaria, i fedeli l’accolgono con entusiasmo e si odono i tipici you you dalla sezione femminile che esprimono gioia per aver capito il sermone per la prima volta. Di narrativa, sto leggendo Lungo petalo di mare di Isabel Allende (tra le mie autrici preferite), Hisham Matar, Un punto di approdo (A month in Siena) e sto leggendo alcune poesie di Hawad (Dentro la nassa) e il libro Women in the Modern History of Libya: Exploring Transnational Trajectories a cura di Barbara Spadaro e Katrina Yeaw per l’organizzazione di due iniziative che stiamo preparando per Città della Scienza in novembre prossimo: l’una sul viaggio, le migrazioni e l’esilio e l’altra su: Donne e transizione in Libia.

C’è un episodio che vorrebbe condividere con i lettori?
Nel 2012, a seguito delle rivolte delle cosiddette ‘primavere’ che esplosero in Nord Africa e in molti Paesi del Medioriente, in Marocco e successivamente in Algeria nel 2016, la lingua berbera è stata inserita nella Costituzione dei due Paesi, divenendo lingua ufficiale. Oggi il berbero è insegnato in questi due paesi sia nelle scuole primarie e sia nelle università.

Qual è il suo motto?
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Mi spezzo ma non mi piego”. Nel mondo berbero, il motto A nerre wal’ a neknu (Mi spezzo ma non mi piego) è molto noto ed è associato ai famosi versi del poeta berbero Si Mohand ou Mhand (1848-1905), tra i più popolari in Cabilia (regione dell’Algeria); esempio di poeta chiaroveggente che padroneggiava con particolare abilità la facoltà di comunicare.


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 16-08-2021 alle 11:55 sul giornale del 17 agosto 2021 - 610 letture

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