Le Idee degli Altri. Il rilancio del mercato coperto di Fermo

3' di lettura 04/08/2021 - «...dobbiamo contribuire alla salvaguardia e alla vitalità del nostro patrimonio storico, misurando le sue trasformazioni con interventi che non ne alterino la qualità». È quel che pensa Antonello Alici, Responsabile dell’unità di ricerca “L’architettura nelle Marche dal 1945 ad oggi” dell'Università Politecnica delle Marche. E questo vale anche per il patrimonio contemporaneo, non del tutto compreso.

«...dobbiamo contribuire alla salvaguardia e alla vitalità del nostro patrimonio storico, misurando le sue trasformazioni con interventi che non ne alterino la qualità». È quel che pensa Antonello Alici, Responsabile dell’unità di ricerca “L’architettura nelle Marche dal 1945 ad oggi” dell'Università Politecnica delle Marche. E questo vale anche per il patrimonio contemporaneo, non del tutto compreso.

Così arriviamo al Mercato coperto di Fermo, «opera prima e premiata – spiega Alici - di un giovane Sergio Danielli (1930-2011), realizzata nel 1955-57. Dismessa la sua funzione, l’edificio è stato condannato all’incuria e all’abbandono e ha proiettato un’ombra negativa su uno spazio nodale e strategico della città. Il progetto aveva interpretato magistralmente il cambio di quota tipico delle città collinari, disponendosi sul bordo dell’acropoli occupata dalla città storica, come elemento di collegamento tra le varie quote e proponendosi come porta di accesso da nord, con i parcheggi nella parte bassa, un sistema di collegamenti verticali e i due piani del mercato aperti sulla piazza». Condannato alla demolizione, è stato ora rivalutato.

«L’amministrazione comunale ha dato prova di rara sensibilità ed ha sostenuto con decisione il progetto, collocato nell’ambito del progetto ITI Urbani (Investimenti territoriali integrati) della Strategia di Sviluppo Urbano Sostenibile, cofinanziato dal Programma Operativo Regionale Marche FESR 2014-2020».

Nuova vita, dunque: con un centro servizi polivalente, la sede del laboratorio per l’innovazione e la ricerca, spazi per co-working, per le eccellenze dell’agroalimentare e del manifatturiero del territorio. Il progetto è stato aggiudicato nell’agosto 2020 al gruppo di progettazione guidato dall’ing Luigino Dezi, con la Engineering & Architecture Conti, l’arch. Nazzareno Petrini, l’ing. Simona Cerolini e la Trillini Engineering.

«Il progetto di recupero – per Alici - sembra seguire la strada giusta: il rispetto dei caratteri di un’opera sperimentale capace di stabilire un dialogo tra le forme e i materiali della tradizione e l’uso espressivo del cemento armato, in linea con le più avanzate ricerche del dopoguerra italiano; e la valorizzazione dell’intera area favorita dalla posizione dominante dell’edificio. Un nuovo accesso pedonale meccanizzato da Piazzale Carducci, ricavato tra l’ex mercato e il palazzo delle poste, e le nuove funzioni proposte trasformeranno in maniera radicale l’immagine e l’uso di questo luogo, rinnovata cerniera di flussi commerciali e nuovo centro civico».






adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 04-08-2021 alle 17:02 sul giornale del 05 agosto 2021 - 352 letture

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