Con Bruno de Carlò se ne va l'ultimo dei poeti dialettali che hanno raccontato il territorio e il grande interprete di Montegiorgio Cacionà

3' di lettura 03/08/2021 - Un talento comico innato il suo: sapeva cogliere la vita quotidiana, portarla su un palco e farla diventare teatro.

Sapeva cogliere la vita quotidiana, portarla su un palco e farla diventare teatro. Un teatro esilarante come può esserlo solo quello che ti fa ridere di te stesso, perché ti ci immedesimi e riconosci. Un talento naturale il suo, senza sovrastrutture, messo al servizio dellla sua appassionata volontà di tramandare uno spaccato del mondo in cui viveva , di un periodo sociale in grande evoluzione tra tradizioni e innovazione, che non voleva fosse dimenticato.

Lui è Bruno Marziali, più conosciuto come Bruno de Carlò,” il volto” forse più noto di Montegiorgio Cacionà che con le sue scenette ha fatto ridere a crepapelle almeno 3 generazioni di montegiorgesi e non solo. Si è spento domenica all’ospedale di Fermo per complicanze della sua malattia a 83 anni. Un altro pezzo di storia montegiorgese che si chiude, un dolore davvero grande per l’intera comunità, una perdita senza consolazione per la famiglia e per i suoi compagni di viaggio sul palcoscenico, per il suo pubblico tutto.

Scrive bene nel suo post il Sindaco di Montegiorgio Ortenzi affermando che “ ci sono persone che vorresti vivessero in eterno . Non riesci ad accettarne la morte perché sei convinto che avrebbero ancora tantissimo da fare e da dare. Bruno era una di queste persone, un uomo di gran cuore, umile,gran lavoratore, che riusciva a fotografare la realtà cercando con la sua proverbiale ironia di metterne a fuoco i vizi senza nasconderne le virtu’”.

E fioccano sul web le dediche, i ricordi delle sue battute, quelle che lo connotavano anche nella vita quotidiana , fuori dal palco. Chi non sorride al pensiero di una delle sue tante scenette, di cui era autore e attore insieme alla mirabile compagna di scena Fabiola Del Bello? “La casa noa”, La Mansarda, La vigilia de Natà, Lu Rrenvitu….solo per citarne alcune. Ma Bruno era anche autore di poesie e a lui è dedicato anche uno dei Quaderni Montegiorgesi che lo lasciano per sempre alla memoria dei posteri.

Con Bruno de Carlò se ne va l’ultimo rappresentante di quel gruppo di poeti dialettali che hanno scritto in vernacolo la storia di questo territorio : Sesto de Rabbiò ( Sesto Vita), Nannì de Capiccittu ( Giovanni Capecci), Ntunì de Tavarrò ( Antonio Angelelli) , Gustì de Ciriolu ( Agostino Scaloni).

Bruno non era stato uno dei padri fondatori dell’impianto scenico Cacionà come gli altri 4, ma ne aveva fatto parte sin dall’esordio , ne era diventato il “ Volto”, un faro per tutti i componenti che aveva aiutato a crescere artisticamente con il suo semplice esempio , portandosi appresso con naturalezza e umiltà quel l’innato e potente talento comico.

Il funerale si è svolto stamattina con una semplice cerimonia, come lui avrebbe voluto, nel Cimitero di Montegiorgio dove ora la salma è sepolta. Tanta la partecipazione. Vivrai per sempre nel nostro cuore , le parole delle rappresentanti del gruppo di Cacionà.

E, come ha scritto Denni Trapè nella poesia che gli ha dedicato : “ le commedie, lu rrecordu, li cari, tutto quesso fa l’omu eternu. E ammò co quill’atri cacionari, fanni ride pure lu Padreternu. Ciao Vru e grazie di tutto"






Questo è un articolo pubblicato il 03-08-2021 alle 13:02 sul giornale del 04 agosto 2021 - 1978 letture

In questo articolo si parla di cronaca, montegiorgio, articolo, marina vita, montegiorgio cacionà, poeti dialettali

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/cdhk