Minori per modo di dire. I foto-racconti di Marco Raccichini, l’amico dei giaguari

3' di lettura 31/07/2021 - Tre grandi passioni: gli animali, specie gli insetti; la musica, specie il jazz; la fotografia, che abbraccia ogni ambito. E tanti riconoscimenti, uno, per sottolinearne il valore, dal National Geograpich, edizione italiana ma anche statunitense. Lui è Marco Raccichini, fermano, 43 anni, coda di cavallo, barbetta con qualche striatura di bianco. Marco ha appena concluso una mostra fotografica, Visioni di Artista, a Porto San Giorgio, promossa dalla Società Operaia Garibaldi. Ha raccontato il Brasile. E lo ha fatto attraverso la samba, la natura, il calcio.

In Brasile c'è sbarcato più volte. La prima, quattro anni fa. Armato di macchina fotografica ha immortalato gli asili di mons. Luigi Valentini, missionario, e le favelas con la loro estrema povertà. Nel secondo viaggio, a Rio, ha voluto cogliere il gusto della vita dei brasiliani: la predisposizione ad esser sempre per strada, a far musica insieme, a frequentare le scuole di samba, a scegliere le canzoni per il carnevale, la vita vera, non l'artificio propagandistico.

Nel terzo, l'obiettivo s'è concentrato sul Pantanal, la zona umida tropicale più vasta del mondo, nel Mato Grosso, dove esiste la più alta concentrazione di giaguari delle Americhe. Scatti e animali, e natura, come dicevamo.

Dopo la maturità classica all'Annibal Caro di Fermo, Marco s'è laureato in Scienze naturali, s'è diplomato in chitarra jazz al Conservatorio, e ha iniziato una serie di master class (sette esattamente) in fotogiornalismo, quel che è diventato oggi il suo lavoro. La svolta undici anni fa, con un mentore d'eccezione: Marco Pinna, editor del National. Pinna gli ha dato la spinta iniziale, colpito da un lavoro sottopostogli. Marco aveva foto-raccontato la fauna nostrana usando il bianco e nero, come «per un catalogo di calzature e avendo come modelle... gli insetti». Una bella opera finita sull'edizione on line del National Geograpich Italia. Strada aperta, dunque. Sull'edizione cartacea, ci finisce invece, nel 2016, con La caccia al pesce spada nello stretto di Messina. Due anni dopo, Raccichini riceve dal National USA il premio del pubblico per uno scatto calcistico: una rovesciata acrobatica di un giovane brasiliano in spiaggia.

Le sue foto/racconto sono state pubblicate anche in altre riviste come Bell'Italia e Bell'Europa.

Quando non scatta, scrive musica. Accanto al jazz ora c'è anche la bossa nova.

Progetti? «Un reportage sull'opera di salvaguardia dei giaguari condotta dall'Istituto brasiliano di Onca Pintada».

Sarà emozionante, come tutte le sue foto.






adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 31-07-2021 alle 10:01 sul giornale del 01 agosto 2021 - 414 letture

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