Jack London tra letteratura e giornalismo sociale: la quarta edizione del festival BookMarchs – L’altra voce si chiude domenica a Pedaso con un incontro dedicato ai diritti dei minori

5' di lettura 30/07/2021 - Si conclude la quarta edizione di BookMarchs, un’edizione “dalla parte dei bambini”, come recita chiaramente parte del titolo che si è data per questo 2021. Si conclude con un evento che, attraverso un racconto di Jack London, famosissimo scrittore americano vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, vuole ricordare al pubblico quale è stata la strada che ha portato, in America, all’abolizione dello sfruttamento del lavoro minorile, e lo fa attraverso la voce dei ragazzi, riportando al centro la grande dimenticata di questo lungo periodo pandemico: la scuola.

Dal 2018 BookMarchs cura infatti un progetto di educazione alla lettura e di formazione al mestiere del traduttore in diverse scuole del territorio, dalla primaria e secondaria di primo grado di Monterubbiano, Pedaso, Altidona e Campofilone, ai licei di Recanati, Fermo e Civitanova Marche. “La voce dell’altro: il traduttore in classe” porta tra i banchi i traduttori editoriali e, a diversi livelli e con approcci mirati, racconta un mestiere poco noto ai più, sia attraverso incontri, sia con veri e propri corsi di traduzione. Raccontano i direttori artistici, Fabio Pedone e Stella Sacchini: “Quest’anno, con un gruppo di studenti del Liceo linguistico Leonardo Da Vinci di Civitanova Marche che l’anno scorso ha frequentato il corso base di traduzione, abbiamo affrontato la traduzione di un racconto di Jack London, L’Apostata. Abbiamo suddiviso gli studenti in gruppi e assegnato a ogni gruppo un docente come supervisore. I ragazzi hanno tradotto il testo, i docenti hanno fatto una prima revisione e poi ci siamo confrontati, durante le ore del corso, su alcuni degli elementi fondamentali del racconto, ragionando insieme sulle difficoltà della traduzione, sui problemi della resa, sulle sfumature emotive e culturali di ciascuna scelta linguistica. Alla luce di queste considerazioni, i ragazzi hanno poi rilavorato sulla loro parte di traduzione e i docenti hanno provveduto a un’ulteriore revisione. A quel punto le pagine sono passate a noi, per una revisione finale e la curatela del testo”. Partner del progetto è l’editore marchigiano Giaconi, che ha deciso di aprire una nuova collana al cui interno pubblicherà ogni anno le traduzioni degli studenti curate dai traduttori in occasione dei laboratori di “Il traduttore in classe”: saranno naturalmente edizioni con il testo a fronte. L’Apostata (uscito in rivista nel 1906 e poi pubblicato in volume nella raccolta When God Laughs and Other Stories, del 1911) è una parabola sul lavoro minorile nelle fabbriche d’America, nutrita dei ricordi autobiografici dello stesso Jack London. In uno stile teso, contratto, London restituisce con efficacia la fatica e la frustrazione di un bambino che a dodici anni lavora con sua madre nelle fabbriche tessili di San Francisco, con orari massacranti, senza protezioni per la salute, esposto al freddo e alle prepotenze dei sorveglianti, nonché sbeffeggiato dai suoi fratelli più piccoli. Al documento sociale si unisce qui il disegno di un carattere ribelle e del risveglio di una coscienza: a diciotto anni il protagonista Johnny, ormai divenuto insensibile come una macchina, conta tutti gli innumerevoli movimenti che ha compiuto nelle ore passate in fabbrica e decide di fermarsi, cioè di propugnare una sua “eresia” individuale sottraendosi alla religione del lavoro che regge la retorica di sfruttamento dei suoi padroni. Così L’Apostata diventa un vivido antefatto per Martin Eden, uno dei capolavori dello scrittore morto nel 1916; nello stesso anno viene promulgato il Keating–Owen Child Labor Act, noto anche come Wick’s Bill, una legge che proibiva alle aziende di impiegare il lavoro minorile, in quanto dannoso per i bambini (la legge viene poi dichiarata incostituzionale, ma costituisce un passo importante nella lotta allo sfruttamento del lavoro minorile negli Stati Uniti d’America, abolito in via definitiva nel 1938). Il festival ha il patrocinio della Regione Marche e del comune di Pedaso, oltre che di università prestigiose come IULM di Milano (che ha contribuito alla realizzazione del libro) e l’Istituto di Alti Studi SSML Carlo Bo di Roma; vede inoltre la partnership dell’IC “Vincenzo Pagani” di Monterubbiano, dell’Istituto di Istruzione Superiore “Leonardo Da Vinci” di Civitanova Marche, della Scuola di letteratura e giornalismo Jack London di Torre di Palme, del Premio Annibal Caro di Civitanova Marche, della Fototeca Provinciale di Fermo e dell’Associazione Altidona Belvedere. Il festival ha inoltre dalla sua parte sostenitori importanti come Banco Marchigiano, Coop Alleanza 3.0 e una nutrita schiera di aziende e attività locali, tra cui la gioielleria Mattetti, la farmacia Marconi, la cartolibreria Camilletti’s, la gastronomia L’Angolo Cottura di Pedaso, Elettro 2000, la Pasta Fresca all’Uovo Diomedi, la Nuova Edilizia di Altidona.

DESCRIZIONE DELL’EVENTO - 1° agosto 2021 (Pedaso, Nuova sala polifunzionale presso l’ex bocciodromo, via Pirandello, ore 21:30)

Ospiti della serata saranno Angelo Ferracuti (scrittore, giornalista e fondatore, insieme al fotografo Giovanni Marrozzini, della Scuola di fotografia e letteratura Jack London), Pacifico D’Ercoli (responsabile della Fototeca Provinciale di Fermo e presidente dell’associazione Altidona Belvedere), le professoresse e gli studenti dell’IC “Da Vinci” di Civitanova Marche. A tradurre in voce e in musica il racconto di London saranno l’attore e drammaturgo Piergiorgio Cinì e il contrabbassista Eolo Taffi.




redazione Vivere Fermo


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-07-2021 alle 14:18 sul giornale del 31 luglio 2021 - 285 letture

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