Fermo, al via la 40ª Cavalcata dell’Assunta. Il regista Leoni: «Immagini, volti e figure il binario intrapreso»

4' di lettura 29/07/2021 - Domani, venerdì 30 luglio, alle ore 21.30, si parte con la cerimonia di inaugurazione in Piazza del Popolo. Musici, alfieri e corale della Cavalcata daranno il via alla 40ª edizione della storia quattrocentesca più sentita dai fermani. A vincere il concorso sul logo Catia Cerretani.

«Dire no sarebbe stato più semplice», l’assessore Torresi è sincero. Ma la forza di volontà del team Cavalcata è stata più forte della voglia di mollare. «Abbiamo cercato di allestire il tutto in una maniera che fosse consona al momento che stiamo vivendo, di concerto con Questura e Prefettura» spiega l’assessore. Distanziamento, green pass e buon senso saranno le regole fondanti di questa edizione. I giochi sono stati trasferiti tutti nel cortile Don Ricci: dal gallo d’oro alle bandiere al vento, dal tiro con l’arco al tiro alla fune, saranno 150 le persone munite di green pass che potranno assistere live, gli altri invece in diretta streaming. Novità anche per quanto riguarda la Tratta dei Barberi del 12 agosto. «L’abbiamo spostata davanti all’arrivo, tra via XX settembre, dove si sistemeranno i van con i cavalli, e via Vittorio Veneto, dove si svolgerà l’assegnazione. Il percorso sarà chiuso e 199 persone potranno assistervi» precisa Torresi. Per quanto riguarda la corsa, invece, ad entrare nel circuito, muniti di green pass, saranno in 1000.

Da sabato 7 a martedì 10 agosto si mangerà anche. Le Hostarie, però, non saranno tutte quante in Piazza del Popolo. Due saranno in largo Calzecchi Onesti, due a Piazzale Azzolino e sei in Piazza. Figuranti necessariamente ridotti per il Corteo. Sfileranno in 700, tanto la sera del 14 quando nella giornata del 15. 700 potranno essere gli spettatori; a vigilare sul distanziamento in piazza sarà la top security.

Immagini, volti e figure: è il sentiero tracciato dal regista, Adolfo Leoni. Figure come, ad esempio, il Capitano della Rocca: non aveva mai sfilato prima, è stato introdotto per la prima volta quest’anno, nel giorno dell’investitura dei Priori. Ora un tuffo in Piazza. «Piazza Grande - precisa Leoni - è così perché Alessandro Sforza volle che fosse un palcoscenico per l’arrivo della cognata, Bianca Maria Visconti. Per questo, domani, ci sarà un’azione teatrale, ossia 4 coreografie realizzate da musici e alfieri sul tema del ritorno dei cantastorie e del rispetto della natura» Avrebbe voluto mettere in scena la storia di Bianca Maria Visconti il regista, ma il tempo tecnico per la preparazione la pandemia non l’ha concesso. Così come ha dovuto rinunciare ai Carmina Burana per i quali ci sarebbero voluti un centinaio di attori. I Priori, domani, si godranno lo spettacolo da Palazzo dei Priori insieme a Podestà e Magistrato. Tutte le finestre saranno aperte e illuminate. Non mancheranno neppure le dame, alcune affacciate dalle finestre della Biblioteca, altre dalla Loggetta. «La festa del 30 luglio ricorda l’inizio della grande fiera libera, la fiera più grande dello Stato Pontificio. La bandiera issata sulla torre del Duomo ne segnava il via» spiega il regista Leoni. Quella bandiera, domani, verrà srotolata sul balcone di Palazzo dei Priori dopo che musici e alfieri si saranno esibiti. Valorizzazione della dama, o meglio della donna è l’obiettivo di Leoni per il corteo del 14 agosto. «Ad accoglierlo ci saranno i canonici in abito antico. Ad affiancare la Cernita, in Piazza, anche il potere culturale, dunque il rettore dell’Università e gli studenti. A Fermo coloro che si laureavano venivano insigniti del Cavalierato» ricorda il regista, intenzionato al ripristino dell’Ordine della Milizia Aurata.

L’artista del Palio è Massimiliano Berdini, presidente dell’associazione ex allievi del Preziotti. Non vuol essere, però, definito artista. «Sono un artigiano del colore» dice. E il suo sarà un Palio molto colorato. Ha utilizzato il pigmento naturale, vuole che il suo drappo resista nei secoli. Uno andrà al vincitore. L’altro, quello realizzato per il 2020, sarà donato all’Assunta. Ѐ stata Lei la musa ispiratrice del pittore fermano, unitamente all’amore per la sua città. C’è un’altra figura, poi, che quest’anno ha contribuito ad arricchire la Cavalcata: il regista Francesco De Melis. L'assessore Lanzidei lo rivela. Al Terminal Dondero, con la mostra “Racconti (in)visibili” ha portato a Fermo un pezzettino di Gubbio, del suo patrimonio immateriale, ossia la corsa dei ceri. Ѐ giusto, però, che un riconoscimento vada anche al patrimonio immateriale fermano. Intanto che si sta lavorando per far confluire la Cavalcata in mostra al Terminal dei video realizzati da De Melis saranno proiettati sulla facciata del Comune. Il regista ha seguito le prove, ha interagito con lo staff e un dettaglio lo ha colpito: l’eleganza. Cosa, questa, della quale Leoni va fiero. Come pure va fiero dei riconoscimenti, sempre più numerosi, che stanno giungendo, e dei bandi vinti grazie all’operato del vicepresidente Andrea Monteriù.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 29-07-2021 alle 14:30 sul giornale del 30 luglio 2021 - 557 letture

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