Porto Sant'Elpidio, ragazzo positivo al Covid isolato a Malta. Inviata la diffida, la mamma: «Chiedo assistenza medica per mio figlio»

2' di lettura 14/07/2021 - “Si invita e diffida a voler immediatamente disporre visita medica del giovane con l’adozione di ogni cautela atta a salvaguardarne lo stato di salute, provvedendo inoltre all’assistenza logistica per il tempo di permanenza fino al rimpatrio”.

Ѐ ricorsa ad un avvocato la signora Marica Marsili di Porto Sant’Elpidio, madre del diciottenne Alessandro Federici, bloccato a Malta, in hotel, completamente solo, dopo aver contratto il Covid. «Mi sento come se avessi un mattone sullo stomaco» dice la mamma del ragazzo, la quale ringrazia l’avv. Andrea Agostini per essersi messo in moto e averla aiutata. La diffida, indirizzata al ministro Di Maio e al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale è stata inviata ieri sera. Ora la famiglia attende risposte. Alessandro nei giorni scorsi si era recato in vacanza a Malta. Poi, sabato, i primi sintomi riconducibili al virus: febbre, mal di gola, tosse. L’indomani tampone: positivo. Quindi l’isolamento in hotel. Per alcuni giorni non è stato da solo, con lui c’era anche l’amico, quest’ultimo negativo il quale, in virtù di questo, ieri è potuto tornare a casa. «Ho iniziato a scrivere mail all’unità di crisi della Farnesina, all’Ambasciata e al Consolato dal giorno 11 luglio chiedendo assistenza medica per mio figlio, che non è mai arrivata. C’è stato giusto un medico, chiamato dall’assicurazione privata, che lo ha contattato, ma solo telefonicamente, per sapere le condizioni. Termometro e saturimetro glieli ho spediti io, oltre alle medicine che il medico di base, da qui, mi ha prescritto. Per il resto nessun medico che lo abbia visitato e che si sia recato ad accertarsi dello stato di salute» racconta la mamma. Dei numeri di telefono, alla signora, sono stati forniti. «L’ambasciata ci diceva che gli ospedali erano vuoti, che sarebbe bastato chiamare un’ambulanza. Chiamavamo i numeri che ci hanno dato ma, con il telefono italiano, questi risultavano staccati. Quando, invece, chiamavamo tramite la reception dell’hotel ci veniva detto che gli ospedali erano pieni» racconta la donna, sottolineando la discordanza. «Mio figlio è chiuso in camera, a Malta, da solo, e io non posso andare perché, qualora andassi, dovrei comunque stare lontana da lui e comunque dall’Italia mi nuovo meglio» spiega la mamma, implorando nuovamente un’assistenza medica per suo figlio. Lo sente al telefono costantemente. Oggi la febbre è scesa, ma resta la spossatezza. A portargli da mangiare, intanto, ci pensano dei ristoratori italiani che, in una sorta di cordata solidale, si sono messi a disposizione di questi ragazzi isolati.

Tra 14 giorni Alessandro rifarà il tampone. Se, malauguratamente, dovesse risultare ancora positivo dovrà aspettare altri 14 giorni, per un altro tampone. Intanto la famiglia attende che qualcuno, a Malta, visiti il proprio figlio.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 14-07-2021 alle 11:35 sul giornale del 15 luglio 2021 - 293 letture

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