Tre defibrillatori a Marina Palmense e Lido San Tommaso. Cerretani: «Vogliamo una Fermo "defibrillata", presto le mappe»

3' di lettura 02/07/2021 - Un defibrillatore, usato in tempo, salva la vita. Una città, con le sue spiagge, se dotata di defibrillatori è più sicura. A Fermo c’è stata una raccolta fondi, 1850 gli euro raccolti. Più le donazioni dei privati, quelle dei fratelli Riposati e del centro sociale di San Michele. Promotore, il gruppo “FM Fermo si muove”.

L’obiettivo era di acquistarne almeno tre di defibrillatori. «Ci siamo riusciti. Anzi, stiamo pensando di acquistarne un quarto, da mettere a disposizione della città» dice l’avv. Giovanni Lanciotti, fondatore di “FM Fermo si muove”. Alcuni già c’erano, ma i defibrillatori non sono mai troppi. «Aumentarne il numero è fondamentale. Gli ulteriori tre apparecchi acquistati saranno posizionati in zone a maggior vocazione turistica. A Lido di Fermo ce ne sono già due, uno allo chalet Sombrero, l’altro al Nove nove, ma Lido San Tommaso e Marina Palmense ne sono sprovvisti» spiega il dott. Riccardo Cipriani, responsabile della commissione sanità interna “FM Fermo si muove”. E proprio in queste due località saranno posizionati i nuovi. La mappatura dei defibrillatori, pur nella sua complessità tra quelli dismessi e quelli in attesa di manutenzione, è conclusa: «Ora stiamo studiando logisticamente l’equidistanza» precisa l’assessore Annalisa Cerretani.

Andra De Blasi della BMM Instruments di Massignano, azienda distributrice di apparecchi elettromedicali ha con sé un simulatore. Spiega come e quando utilizzare un defibrillatore. Efficacia della terapia, facilità di utilizzo e costo di gestione sono le tre variabili quando si parla di tali apparecchi. «Quelli acquistati per Fermo, tenendo conto di questi tre aspetti, sono i più performanti, gli stessi che utilizzano nelle ambulanze: per questo, quando il 118 arriva, non tolgono gli elettrodi e non si perde tempo» dice. Accende il simulatore. Pochi secondi per l’analisi del rischio. Una voce indica come agire, le piastre sono già senza pellicola. Poi, per un corretto massaggio cardiaco, è sempre la voce che scandisce il tempo. Che da dover salvare sia un bambino o un adulto non c’è differenza: basta schiacciare un tasto per la scelta. «I defibrillatori non funzionano se non c’è un arresto cardiaco, ossia non ci può essere il rischio di defibrillare qualcuno che non ne ha bisogno. Tutti, di qualsiasi marca, sono impostati per fare una analisi del ritmo cardiaco. Solo se il tasto diventa rosso e lampeggiante l’erogazione è abilitata» rassicura, e basandosi su tale aspetto, dal lato legislativo, anticipa: «La legge, a breve, dirà che, pur restando la formazione importante, tutti, anche senza corso, assistiti telefonicamente dal 118, potranno utilizzare il defibrillatore». Cristiano Gasparretti, responsabile della società nazionale di salvamento, lo strumento lo conosce bene. «L’arrivo dei nuovi defibrillatori va a intensificare una predisposizione capillare di questi strumenti sulla spiaggia. I bagnini di salvataggio sono formati e capaci di mettere in atto un massaggio cardiaco efficace» dice, guardando però oltre: «in molti Stati ci sono progetti nelle scuole. Ѐ importante che la sensibilizzazione sia il più capillare possibile». Il sindaco Calcinaro un anno fa circa, durante una cena, si è visto morire un amico accanto. Una scena che non lo abbandonerà. «Bisogna accompagnare la consapevolezza. Quella sera non si sapeva dove fosse il defibrillatore più vicino, il passo successivo dovrà essere l’affissione di una mappa, in ogni chalet almeno» La Cerretani è già in opera: «Ѐ solo l’inizio, vogliamo una Fermo defibrillata» auspica.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 02-07-2021 alle 15:13 sul giornale del 03 luglio 2021 - 210 letture

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