Settore cappello, segnali di ripresa: esportazioni e importazioni in crescita

7' di lettura 25/06/2021 - Il comparto del cappello a livello nazionale nel periodo gennaio - marzo 2021 presenta, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, un aumento sia delle importazioni che delle esportazioni.

Purtroppo questo prevedibile rimbalzo però non è lineare per tutte le tipologie di prodotto. I cappelli di paglia infatti registrano un calo delle importazioni di -33,8% attenuando il calo in valore anche nei confronti del Primo Trimestre 2019, rispetto al quale il calo è altresì maggiore (-45,7%), come anche le esportazioni che diminuiscono a 5,9 milioni di euro, con un calo del -17,3%, ma che comunque dimezzano il forte arretramento anche rispetto al Primo Trimestre 2019 (-33,7%), dove oltretutto eravamo ancora in assenza della pandemia. Ma ribadiamo per l'ennesima volta che questa tipologia di prodotto è sempre particolarmente legata alle vendite della stagione estiva, partita anche quest'anno molto ritardo, ancora per via della terza ondata pandemica.

In totale controtendenza invece i berretti che evidenziano un aumento sia delle importazioni (+6%), anche rispetto al Primo Trimestre dell'anno precedente (+4,6%), che delle esportazioni che assestano un +50,7%, addirittura in aumento anche rispetto al Primo Trimestre 2019 (+43,2%), ancora in assenza dell'emergenza sanitaria.

Il paese maggior fornitore resta la Cina con 11,5 milioni di euro, (-11,4%), pari dunque al 35% del totale importato, che migliora anche il dato rispetto al Primo Trimestre dell'anno precedente (-16,5%), dov'eravamo ancora in assenza del Covid.

Le esportazioni principali, come sempre ormai da qualche anno in Svizzera, dove ribadiamo una volta ancora sono presenti quasi tutte le piattaforme logistiche e distributive delle principali multinazionali del comparto del Lusso, cresciuto enormemente negli anni precedenti prima dell’emergenza pandemica dovuta al Covid-19, che allarga sempre più la forbice nei confronti degli altri paesi alla testa della classifica con 15 milioni di euro, +148,9%, ancorché in presenza della terza ondata pandemica e comunque in fortissimo recupero rispetto sia al Primo Trimestre 2020, che allo stesso periodo del 2019 (+68,7%), dunque addirittura rispetto ai livelli pre-Covid, vale a dire un anno prima della Pandemia, che l'anno scorso dopo la prima ondata aveva generato un calo molto rilevante -39,6%. Questa impennata del segmento del Lusso è la diretta positiva conseguenza dovuta alla rapidissima implementazione delle strategie di marketing dei maggiori brand a livello globale che hanno puntato tutto sulle loro piattaforme digitali per far fronte al calo delle vendite in presenza causato dall’emergenza sanitaria ed ai conseguenti lockdown, prima recuperando e poi espandendo le loro vendite anche e soprattutto on-line. Sempre sul podio, come nelle precedenti stagioni pre-Covid, i mercati tradizionali europei come la Francia (7,4 milioni di euro, +43,3%), sempre al secondo posto essendo anch’essa in grado di migliorare anche il dato del Primo Trimestre 2019 (+49,1%), davanti alla Germania (6,8 milioni di euro, +69,57% rispetto al Primo Trimestre 2020 e +43,9% nei confronti del Primo Trimestre 2019, prima dell'arrivo della Pandemia. Sempre giù dal podio gli Stati Uniti (4,8 milioni di euro, +66,1%), anch'essi in forte recupero sia nei confronti del Primo Trimestre dell'anno scorso, che ancor più rispetto al Primo Trimestre 2019 (+96,2%) oltretutto pre-Covid, risultati evidenti derivanti dall'enorme vantaggio derivante dalla totale autonomia produttiva vaccinale, che sta permettendo anche a loro di uscire dall’emergenza sanitaria molto rapidamente. Mentre in controtendenza rispetto agli altri mercati tradizionali per il Settore Cappello il Regno Unito (2,9 milioni di euro, -33% se paragonato al Primo Trimestre 2020 e -36,6% rispetto al Primo Trimestre 2019 pre-Covid). Dato molto sorprendente e non irrilevante se pensiamo che il Regno Unito è stato il primo paese europeo a spingere sull’acceleratore della campagna vaccinale, avendo approvigionato i propri vaccini autonomamente, essendo ormai totalmente sganciato dall’UE per via della Brexit, ma che è ora anche il primo paese a dover affrontare la nuova variante Delta ed il relativo preoccupante aumento dei contagi. Continua nella sua inarrestabile ascesa la Polonia (2,1 milioni di euro, +150,5%) che già prima del Covid era uno dei più reattivi mercati europei (rispetto al Primo Semestre 2019 +238,5%), mentre continua l'inarrestabile calo della Spagna (2,1 milioni di euro, -6,2%), perfettamente e negativamente in linea nei confronti anche del Primo Trimestre 2019 ( -16,7%), prima dunque della crisi sanitaria, segno di poca reattività rispetto alla crisi pandemica. A seguire il Giappone (1,6 milioni di euro, +92,8% e +82,4 nei confronti del Primo Trimestre dell'anno precedente), che è rientrato stabilmente nella classifica dei primi dieci mercati del nostro Settore dopo anni molto complicati, favorito anche dall’aver quasi superato l'impatto pandemico, come la Corea del Sud (1,4 milioni di euro, +53,2% e +247,7% rispetto al Primo Trimestre 2019) e gran parte dei principali mercati dei paesi dell’Estremo Oriente. Infine i Paesi Bassi (1,2 milioni di euro +10,8%), anche loro in linea con il Primo Trimestre 2019 (+8,2%). Mentre in questo Primo Trimestre 2021 non è pervenuta la Russia, verso la quale non ci sono state ancora vendite rilevanti.

Teniamo ad ogni modo sempre ben chiaro che circa il 70% del valore in termini di aziende, addetti e fatturato spetta al nostro Distretto del Cappello Fermano (Montappone, Massa Fermana, Monte Vidon Corrado, Falerone) - Maceratese (Mogliano, Loro Piceno, Sant'Angelo in Pontano) il cui core-business è comunque rappresentato dai soli comuni di Montappone e Massa Fermana, dove risiedono oltre l'80% delle aziende del Distretto e circa il 50% di quelle su scala nazionale. Vale a dire:

DISTRETTO DEL CAPPELLO FERMANO – MACERATESE
IMPRESE 90 circa (compreso l'indotto)
ADDETTI 1500 circa (compreso l'indotto)
FATTURATO 80 milioni di Euro circa (compreso l'indotto)

In ultima analisi il Settore Cappello in Italia ha sperimentato nel Primo Trimestre del 2020, pur in presenza della Terza e speriamo ultima ondata pandemica, il primo "rimbalzo" quantomeno per il segmento del Lusso in alcune determinate tipologie di prodotto le cui dinamiche vanno monitorate ed assecondate al fine di verificare se il dato puo divenire strutturale, oppure se si tratta soltanto di una pur sempre ottima "fiammata", primo vero segnale di ripresa come evidenziato dalle Stime della nostra Federazione Italiana Industriali dei TessiliVari e del Cappello su dati ISTAT, dopo aver evidenziato nei dati aggregati di tutto il 2020 cali generalizzati considerevoli a doppia cifra che hanno fatto perdere mediamente alle aziende del nostro comparto produttivo circa un quarto del fatturato complessivo, visto che il calo nel 2020 era stato considerevole, in tutte le variabili e i dati a consuntivo mostrano che anche il nostro comparto è stato messo a dura prova dall’emergenza sanitaria. Ora dunque i primi veri segnali di rientro alla “normalità” nella domanda a livello internazionale nel Primo Trimestre, soprattutto nel segmento del Lusso e nei paesi dove vi erano i presupposti per l’inizio di una campagna di vaccinazione massiva. Resta dunque ancora forte per noi la preoccupazione anche e soprattutto per il mercato interno, per i mesi a venire, malgrado la grande campagna vaccinale iniziata da qualche mese, anche nel nostro paese. Il dato positivo continua ad essere il boom delle vendite online delle piattaforme digitali dei principali brand della moda a livello globale, che trainano tutti i comparti produttivi, ma che non risolvono in ogni caso un 2020 nero per gli acquisti in Italia, considerato anche il crollo dei flussi turistici dall’estero e dei mancati introiti da essi derivanti.




redazione Vivere Fermo


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-06-2021 alle 09:14 sul giornale del 26 giugno 2021 - 161 letture

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