"La Terra che Cura", ricerca sulla condizione degli anziani dell’entroterra fermano e ascolano: il bisogno di socialità

5' di lettura 11/06/2021 - La cooperativa sociale La Sorgente, all’interno del progetto “La Terra che Cura”, finanziato con il bando POR MARCHE FESR 2014/2020 ASSE 8 – OS 22 - AZIONE 22.1 –INTERVENTO 22.1.1., e realizzato in collaborazione con l’Associazione Wega e la Cooperativa sociale Eureka, ha svolto un’indagine conoscitiva sui bisogni di assistenza domiciliare delle persone ultrasessantacinquenni in collaborazione con l’I.N.R.C.A., Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) che opera con finalità assistenziali e di ricerca scientifica nel campo della longevità e della fragilità dell’anziano.

Lo studio ha coinvolto 12 comuni dell’entroterra fermano e ascolano, con una popolazione residente complessiva nell’intera area di 26.781 unità al 01/01/2020. I comuni sono appartenenti all'Ambito Territoriale Sociale XIX o alla Comunità Montana dei Sibillini (Belmonte Piceno, Falerone, Grottazzolina, Montegiorgio, Monteleone di Fermo, Servigliano, Amandola, Montefalcone Appennino, Montelparo, Santa Vittoria in Matenano, Smerillo, Comunanza). Il territorio di indagine è caratterizzato dalle problematiche tipiche delle aree interne, in cui la distanza dai centri di offerta di servizi essenziali (istruzione, salute, mobilità), l’invecchiamento della popolazione e l’emigrazione della popolazione in età attiva hanno contribuito a definire un quadro di declino demografico che si è consolidato nel corso degli ultimi anni. Il campione intervistato non rappresenta naturalmente in modo esaustivo la popolazione anziana del territorio, ma permette di fare alcune considerazioni. L’età media degli intervistati è di 79,2 anni. Solo il 9,5% degli intervistati è titolare di un’indennità di accompagnamento: ciò indica la presenza limitata nel campione di soggetti in condizione di invalidità grave. I soggetti senza titolo di studio o con la licenza elementare sono il 45,9%, mentre il 28,4% presenta un livello di istruzione medie e il 20,3% un’istruzione superiore. Dal punto di vista lavorativo, i soggetti rappresentano l’intero ventaglio delle tipologie lavorative, con una prevalenza del settore privato (30% dipendenti e 17,8% lavoratori autonomi) e delle/i casalinghe/i. Per quanto riguarda la situazione abitativa, la soluzione prevalente (48,6%) è la convivenza con il partner. A seguire gli anziani che convivono con i figli (24,3%) e gli anziani che vivono da soli (24,3%). Solo due rispondenti convivono con l’assistente familiare, a conferma del fatto che il campione è composto da persone in buone condizioni di salute che non necessitano di prestazioni domestiche o assistenziali, o che sono supportati dalla rete familiare. La grande maggioranza (9 intervistati su 10) vive in un’abitazione di proprietà. Parte del questionario è stata destinata all’utilizzo dei servizi sanitari e socio-assistenziali: il principale punto di riferimento sanitario è costituito dai medici di medicina generale (a cui si è rivolto il 78,4% dei rispondenti). A seguire il medico specialista (a cui si è rivolto il 41,9% dei rispondenti in ambito pubblico e il 14,9% in ambito privato), il terapista riabilitativo (servizio utilizzato dal 9,5% dei rispondenti) e l’infermiere (a cui hanno fatto riferimento il 6,8% degli intervistati, nel 4,1% dei casi in forma domiciliare). Nessuno degli intervistati riferisce di aver usufruito di servizi di assistenza domiciliare (cura della persona, cura degli ambienti, interventi volti a favorire la socializzazione, ecc.) – che come noto si rivolgono ad anziani non autosufficienti né ha avuto contatti con l’assistenza sociale, a conferma della condizione di relativo benessere degli anziani intervistati. Nonostante i dati riportino una situazione in cui l’anziano gode di buona protezione e del supporto familiare, ci sono alcune questioni da non sottovalutare. Prima di tutto l’impegno dei familiari nell’accudire gli anziani, che talvolta può risultare gravoso e necessitare di un supporto. Inoltre, il possibile isolamento sociale in cui rischiano di ricadere gli anziani che vivono in coppia o singolarmente, soprattutto nel caso di perdita di autonomia negli anni a venire. Dall’indagine è emerso il problema della mobilità esterna degli anziani e la necessità di un trasporto assistito, in particolare in relazione alla lontananza dai centri di offerta di servizi essenziali, come ad esempio l’ospedale. Risulta significativa, dalle testimonianze qualitative, l’iniziativa delle associazioni di volontariato nel sostenere gli anziani attraverso l’attività dei punti di ascolto, finalizzati a fornire sostegno psicologico e pratico nella situazione di emergenza. Per il futuro, gli intervistati auspicano la promozione di progetti di buon vicinato e centri di aggregazione in raccordo con i servizi sociali dei Comuni. Lo studio suggerisce una lettura del territorio analizzato: è caratterizzato da un’alta concentrazione di popolazione anziana e una ridotta disponibilità di servizi di prossimità (farmacia, ambulatori e medici di base); inoltre, la famiglia è il punto di riferimento per la cura e c’è un forte legame di comunità. Serve un potenziamento dei servizi, sia per gli anziani non autosufficienti, che per gli autosufficienti. In particolare, per questi ultimi è necessaria un’offerta territoriale di welfare leggera (servizio spesa, farmacia e supporto alla mobilità) e un maggior numero di spazi aggregativi per evitare l’isolamento sociale. Un ultimo elemento indagato dal questionario è l’interesse per l’anziano per il co-hounsing, una soluzione di coabitazione e condivisione dei servizi di assistenza. Nonostante ci sia stato uno scarso interesse per questa tipologia di soluzione abitativa, sono emerse dall’analisi qualitativa altre soluzioni di condivisione finalizzate a supportare l’assistenza, la salute e la qualità della vita degli anziani: condomini sociali intergenerazionali, badante di condominio, centri sociali, punti di monitoraggio.




redazione Vivere Fermo


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-06-2021 alle 14:14 sul giornale del 12 giugno 2021 - 238 letture

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