Incubo A14, il dibattito organizzato da "Viabilità Marche Sud". Baldelli: «Nelle Marche è mancata una visione infrastrutturale, non ci sono progetti esecutivi da presentare»

4' di lettura 10/06/2021 - Un incontro, in Ancona, tra l’assessore alle Infrastrutture delle Marche Baldelli e la presidente della Provincia di Fermo Moira Canigola si era tenuto nella giornata di martedì. Il tema, la viabilità. O meglio la mala viabilità che non consente di raggiungere le aree interne, poi aziende locali difficilmente raggiungibili, traffico congestionato: le code in A14 parlano da sé, con intasamento delle Statale 16. Ad alzare la voce, in un dialogo coi cittadini, è anche il Comitato Viabilità Marche Sud.

Questo altro non è che un gruppo di lavoro composto da cittadini del fermano, stanchi dell’incresciosa faccenda riguardante l’A14. Sono Rossano Orsili, Devis Alesi e Matteo Sgattoni, ai quali si stanno accodando anche cittadini dell’ascolano. Dall’incidente in galleria nel 2018 ai lavori conseguenti, poi il sequestro dei cavalcavia da parte della magistratura per arrivare ai giorni nostri, quando per percorrere un breve tratto si impiegano ore, a fronte di un pedaggio rimasto invariato. Questo è sotto gli occhi di tutti. «Ma la cosa che più indispettisce - sottolinea Orsili - è che nel periodo in cui le regioni erano rosse i cantieri sono rimasti fermi, per poi ripartire una volta finito il lockdown. Lavoratori fermi ore e ore, non escludiamo la presentazione di una class action contro Autostrade» dice. Alla diretta Facebook organizzata dal Comitato questa sera hanno partecipato tanto gli assessori regionali Baldelli e Castelli, quanto i senatori Coltorti e Fede. Coltorti, il presidente della Commissione Lavori Pubblici parla di problema atavico. Ricorda il bus volato giù dal cavalcavia, ad Avellino, nel 2013. I giudici, a seguito di quell’incidente, hanno iniziato a verificare tutti i guardrail. Non erano regolari, in quel caso. «Il controllo è stato generalizzato e, da Pedaso a San Benedetto i controlli si sono prolungati un bel po’. A ciò si sono sovrapposte delle problematiche che derivano dalla normativa europea: le gallerie, cioè, non sono a norme quanto a illuminazione e vie di fuga» dice. Il ritorno alla normalità è previsto per fine giugno. «I lavori, però, sarebbero già dovuti essere terminati» conclude Coltorti. L’incontro tra i responsabili del Ministero e di Autostrade è della settimana scorsa. Il 10 giugno un altro. Tredici viadotti sequestrati, le ispezioni per l’adeguamento alla normativa europea e la circolare ministeriale firmata da Giovannini che imponeva ulteriori controlli da cui sono risultate 7 gallerie nelle Marche e 3 per l’Abruzzo che necessitano di interventi. «In trentasei anni di concessione Autostrade tempo ne ha avuto, le manutenzioni andavano fatte prima. C’è una mala gestione, in questi anni la politica ha chiuso un occhio e l’Italia, intanto, è una nazione in cui cadono troppe cose» dice il sen. Fede. Da una parte la sicurezza dunque, dall’altra la mobilità. C’è il compromesso da trovare. «Tra le richieste fatte la revisione e l’adeguamento delle tariffe autostradali. Si sta lavorando, da parte di Autostrade, ad una app per computare i ritardi e ridurre le tariffe» conclude Fede, incitando un miglior coordinamento territoriale, memore del 2007, quando Fermo e Porto San Giorgio dissero no alla terza corsia.

«Nelle Marche è mancata una visione infrastrutturale. A Roma, invece, è mancata la rappresentatività politica delle Marche» lamenta Baldelli, che incalza: «per la prima volta, quest’anno, è stato inserito un fondo progettazioni nel bilancio della Regione per la progettazione strutturale di quelle opere che servono». Questo perché, secondo quanto sostenuto dall’assessore, ad oggi nelle Marche non ci sono progetti esecutivi da presentare al Governo, tali per cui esso possa concedere un finanziamento. «La sola terza corsia - conclude Baldelli - non è sufficiente. Dobbiamo pensare anche alle aree interne, alla Pedemontana».

Incentivare l’uso del treno con un aumento di tratte (in luogo delle soppressioni dei treni) o con un abbassamento dei prezzi del biglietto è la questione posta all’assessore Castelli dal Comitato. «Da valutare, ma l’esigenza è immediata ma i tempi dell’eventuale meccanismo istruttorio lunghi. Poi ci vorrebbero i soldi, e non è bello che sia l’erario della Regione, e dunque i cittadini, a rimetterci per dei disagi dovuti da Autostrade».


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 10-06-2021 alle 00:08 sul giornale del 11 giugno 2021 - 1146 letture

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