Cittadinanza Onoraria al Milite Ignoto: tutti i Comuni dovrebbero assegnarla. Il racconto inedito del Generale Anselmo Donnari

4' di lettura 08/06/2021 - " Fu Giulio Douhet a proporre che venissero resi i più alti onori alla salma di un combattente caduto e rimasto sconosciuto. Il Milite Ignoto doveva essere l'estremo simbolo del martirio patito dai 650 mila caduti nella Grande Guerra, in cui tutta l'Italia si sarebbe dovuta riconoscere".

Ogni comune ha una statua o un monumento dedicato al Milite Ignoto, a quel soldato martoriato, senza nome e senza volto, che simbolicamente incarna tutti i volti e tutti i cuori dei soldati italiani morti e dispersi in guerra, quelli che hanno dato la propria vita per la Patria. La tumulazione del Milite Ignoto avvenne il 4 novembre 1921 e quest’anno ricorre il centenario. Dall 2020 l’Istituzione Gruppo delle Medaglie D’Oro al Valor Militare d’Italia attraverso l’ANCI ha invitato tutti i Comuni d’Italia a conferire la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto o ad intitolargli Vie e Piazze, proprio per consegnare alla storia di tutte le generazioni a venire la riconoscenza dell’estremo sacrificio compiuto per il bene della Nazione. Purtroppo, ad oggi, solo un migliaio degli 8000 Comun totali ha raccolto l’invito. Nel Fermano lo hanno fatto di certo Monte San Pietro Morico, Montegiorgio, Grottazzolina. Almeno a quanto noto.

” Sarebbe auspicabile che per il prossimo 4 novembre, e di tempo ce ne sarebbe abbastanza, se ne aggiungessero tanti altri. Per non dimenticare”. Questo è il rinnovato invito di Anselmo Donnari, Generale della Riserva in pensione, che sulla storia del Milite Ignoto ci regala preziosi dettagli, forse non noti a tutti”. Eccoli :

“Cento anni or sono, di questi giorni, iniziava l'iter parlamentare per traslare a Roma un soldato senza nome, simbolo di tutti i caduti nella Grande Guerra, così martoriati nelle carni da non essere più identificabili.

La storia del Milite Ignoto è patrimonio dei più, almeno spero; forse meno noto è il promotore di una tale iniziativa: Giulio Douhet, che a dispetto del suo cognome di origini savoiarde era un patriota italianissimo. Anima e cuore di soldato italiano, spirito colto, geniale, lungimirante, preconizzò le potenzialità della nascente Arma Aerea con le sue teorie sul dominio dell'aria e sul bombardamento strategico, profondamente scosso dall'enorme tributo di sangue e vite umane versato dai fanti nelle trincee.

Ipercritico verso l'operato del Comando Supremo e le cosiddette “spallate sull'Isonzo” ad oltranza, venne presto emarginato e poi destituito dal suo incarico (Comandante del Battaglione Aviatori). La storia gli ha dato ragione, le sue teorie hanno fatto scuola nel mondo, cosicchè fu reintegrato nell'Aeronautica con il grado di Generale.

Alla fine di questo immane conflitto, Giulio Douhet propose che venissero resi i più alti onori alla salma di un combattente caduto e rimasto sconosciuto, iniziativa poi emulata da altri Stati.

Il Milite Ignoto doveva essere l'estremo simbolo del martirio patito dai 650 mila caduti nella Grande Guerra, in cui tutta l'Italia si sarebbe dovuta riconoscere. E per onorarne degnamente la memoria, Giulio Douhet si prodigò con ogni mezzo affinchè la sua salma fosse trasferita all'interno del Pantheon, poiché – scrisse - “ …..nel Pantheon deve trovare la sua degna sepoltura alla stessa altezza dei Re!”.

Sappiamo ciò che avvenne. La legge fu approvata rapidamente in Parlamento nell'agosto del 1921, senza neanche discussione, e subito si diede inizio alle conseguenti attività. Unica variante: il Milite Ignoto sarebbe stato tumulato, non nel Pantheon dei Savoia, ma presso il Vittoriano, riconsacrato dal 4 novembre 1921 come Altare della Patria. Con un'imponente e sentita cerimonia, l'Ignoto Militi – come recita il suo semplice epitaffio – fu accolto nel cuore della Patria, in un sacello posto sotto la dea Roma, con davanti l'imponente statua del primo Re d'Italia, Vittorio Emanuele II, che la storia ha chiamato “Padre della Patria”. Da allora, al suo fianco, vegliano giorno e notte per tutti noi, due guardie d'onore, due figli della nostra Patria.

La motivazione con cui – nella circostanza - fu conferita al Milite Ignoto la Medaglia d'Oro al Valor Militare riassume di per sé i più alti valori del popolo italiano; essa recita “Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo, senza altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della Patria”.

Per concludere, desidero richiamare una più che lodevole iniziativa del Gruppo delle Medaglie d'Oro al Valor Militare d'Italia. Questa nobile e benemerita Istituzione, in vista del centenario - sin dall'anno scorso - ha invitato, attraverso l'ANCI, tutti i Comuni d'Italia a conferire la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto, nonché l'intitolazione di piazze, vie e altri luoghi pubblici. A tutt'oggi, solo un migliaio di Comuni su quasi 8.000 ha raccolto l'invito. Ogni ulteriore commento è superfluo. Riposa in pace Ignoto Militi e, da lassù, veglia su questa nostra Italia”.






Questo è un articolo pubblicato il 08-06-2021 alle 18:02 sul giornale del 09 giugno 2021 - 495 letture

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