Biodistretto fermano-piceno: un'arma in più per il futuro sostenibile del territorio

3' di lettura 06/06/2021 - Presentato nella cornice dell'anfiteatro cuprense a ridosso sul mare, il progetto del Biodistretto prende forma tra le province di Fermo ed Ascoli.

Ma che cos'é un biodistretto? Secondo il DGR n. 150 del 15/02/2021, il biodistretto viene considerato come una circoscrizione territoriale costituitacon l'intento di promuovere lo sviluppo territoriale, la coesione e l'inclusione sociale, favorire l'integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, garantire la sicurezza alimentare diminuendo l'impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale, attraverso le attività agricole ed agroalimentari”. In altre parole, l'intento del biodistretto che si estende tra la Valle dell'Aso e la Valmenocchia, non intende fare altro che promuovere la famosa filiera corta riferita alla produzione agroalimentare, tanto decantata e mai così importante come negli ultimi anni, avvicinando produttori e consumatori nel pieno rispetto dei prodotti del territorio. “Stiamo assistendo ad una fase di cambiamento del territorio marchigiano – si espone il Vicesindaco di Cupra Marittima Lucio Spina – il futuro sta nella specificità, nell'ambiente e nelle imprese del territorio” parole che intendono ribadire come la sinergia di quelle aziende che faranno parte del distretto sia fondamentale per la buona riuscita del progetto.

Il biodistretto, che ha visto quindi nella Valdaso e Valmenocchia le aree più omogenee da un punto di vista produttivo ed in fatto di modernizzazione, comprende tre categorie precise: quella del biologico, di prossimità e infine delle certificazioni di prodotti biologici. A illuminare sulla questione è Noris Rocchi, presidente del biodistretto del fermano e del piceno che chiarisce come il progetto riguardi una compagine che non si limita alle sole aziende agricole, ma vuole incorporare al suo interno anche attività ristorative, tecnici, consulenti e tutte quelle categorie che si occupano di agricoltura biologica. “I progetti sono tanti e diversificati - commenta Rocchi - l'intento è quello di intercettare gli interessi enogastronomici degli stessi consumatori con eventi tematici, iniziative turistiche e progetti sulla filiera collettiva (es. mense) in modo da creare così una importante ricaduta economica a beneficio dei produttori agricoli e soprattutto a sostegno delle progettualità che verranno sviluppate. Non mancheranno progetti per aree verdi, sviluppo di attività di ricerca (collaborazioni universitarie) e formazione alimentare nelle scuole”.

Ed è proprio la formazione, ma soprattutto l'informazione, che occorre a tale progetto. È qui infatti che, secondo Paolo Agostini, esperto di progetti regionale e nazionali, una piattaforma online di informazione, raccolta e vendita dei prodotti del territorio può trovare il posto che merita, definendola come una grande opportunità che non può essere di certo sprecata. “Occorre comunicare e trasmettere la cultura biologica”: queste le parole del Presidente dell'AIAB, Associazione italiana per l'agricoltura Biologica, Enzo Malavolta, che non perde occasione di ricordare come coltivare significhi adesso recuperare tradizioni agricole nonché la stessa storia del territorio. Lo scopo di AIAB è infatti quello di sostenere una qualità della vita con colture biologiche, senza pesticidi, libera da qualsiasi processo chimico industriale, perché è proprio sulla base di tali processi che il prodotto perde di qualità e le sue naturali sostanze nutritive fondamentali. Ce lo comunica Donatella Rodilossi, biologa nutrizionista, che sottolinea una mancanza generale di conoscenza su come l'alimentazione influisca sull'organismo. “Si fa tanta prevenzione – commenta Rodilossi – ma non quando si tratta di alimentazione e pertanto va fatta informazione, soprattutto nelle scuole”.

Il distretto fermano-piceno si conferma dunque come specchio di un'area geografica naturalmente vocata all'agricoltura, dove agricoltori, allevatori, ristoratori, operatori turistici, associazione e le stesse pubbliche amministrazioni siglano un accordo di mutua collaborazione per il futuro sostenibile del territorio. L'invito a partecipare è rivolto quindi a tutte queste categorie per far sì che il biodistretto possa raggiungere con le sue risorse un pieno sviluppo delle proprie potenzialità economiche, sociali e culturali.








Questo è un articolo pubblicato il 06-06-2021 alle 17:48 sul giornale del 07 giugno 2021 - 223 letture

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