Cratere: scuole a rischio chiusura? Il pericolo sembra rientrato. Confermate 40 classi.

4' di lettura 31/05/2021 - Sisma e scuola, altro giro altra corsa. Prima soppresse e poi riassegnate. Dopo gli appelli di Anci Marche e Amministrazioni locali, le classi del cratere sismico dovrebbero rimanere al loro posto. Si attende la definitiva fumata bianca, ma il rischio sembra scongiurato. “La scuola, elemento fondamentale per le aree colpite dal sisma. Solo mantenendo questi servizi, possiamo bloccare lo spopolamento”.

La Scuola, una componente primaria nella vita di molte famiglie, soprattutto per quanto riguarda i cittadini delle aree interne, che spesso si trovano costretti a difendere con unghie e denti quei servizi necessari e fondamentali.

Garantire l’istruzione per le nuove generazioni, nelle zone del cratere sismico, è diventato alquanto complicato. Questi territori, infatti, già messi in seria difficoltà dagli ingenti danni provocati dal terremoto del 2016 e dalla conseguente piaga dello spopolamento, nell’ultimo mese stanno facendo i conti con il serio rischio di vedersi soppresse e cancellate molte classi di diversi ordini scolastici.

Il concreto pericolo sta toccando da vicino ben 83 Comuni del cratere sismico, dove la scuola, oltre alla sanità e alla viabilità, rappresenta un tesoro davvero importante. Nell’elenco figurano anche Paesi e borghi dell’Alto Fermano e della Provincia di Ascoli. Per lo più si tratta di piccoli Comuni, che nell’ultimo periodo stanno affrontando il dannoso fenomeno dello spopolamento.

Privare queste realtà di un servizio primario come quello scolastico, vorrebbe dire condurle definitivamente sul viale del tramonto, indebolirle e costringere di conseguenza famiglie e giovani a trasferirsi verso luoghi meglio organizzati. Sono queste le argomentazioni che hanno cercato di far valere i Sindaci delle aree interne, trovando pieno appoggio nell’Anci Marche, rappresentata dalla Presidente Valeria Mancinelli.

LO SCENARIO:

Proprio ora che, grazie all’operato del Commissario Legnini, la ricostruzione post-sisma iniziava a viaggiare spedita, queste zone sono costrette ad assistere ad una situazione paradossale. Molte famiglie potranno rientrare nelle loro case, ma allo stesso tempo non avrebbero la possibilità di iscrivere i propri figli a scuola, perché ci sarebbe il serio rischio che le classi vengano soppresse. Basta fare un’analisi superficiale, per comprendere quanto sia importante mantenere il numero delle classi già attivate negli scorsi anni, considerando anche la deroga al DL del 2016, che favorisce i centri con un minor numero di alunni iscritti. Cancellare classi e indebolire il tessuto scolastico di interi Comuni, porterebbe a gravi danni economici e sociali. Lo spopolamento aumenterebbe, vista la mancanza di un servizio primario e allo stesso tempo ne risentirebbero anche molti altri settori.

IL PARADOSSO:

Sopprimere le classi del cratere sismico, una manovra partita dai vertici dell’Istruzione marchigiana e nazionale, che risulta difficile da digerire e allo stesso tempo complicata da comprendere. Una mossa che va in totale controtendenza con investimenti messi in campo dallo Stato per potenziare i borghi ed i Paesi delle aree interne, soprattutto ora che la pandemia ha mostrato come queste piccole realtà possano diventare un’alternativa ai grandi centri, proponendo un nuovo stile di vita.

L’appello dell’Anci Marche, sostenuto con forza dai Sindaci, è giunto fino al Ministero dell’Istruzione e dopo varie sollecitazioni ed incontri, nei giorni scorsi si sono avuti risvolti positivi. L’Ufficio Scolastico Regionale ha confermato 40 classi ai Comuni marchigiani del cratere. Nonostante la media di 10/11 alunni, più bassa rispetto ai 20 nel resto della Regione, le classi sembrano poter rimanere al loro posto. Si attende la definitiva fumata bianca, ma sembra che sia stata scelta la strada per favorire la ripresa di queste zone. 1000 sono stati i “posti studente” in più assegnate alla Scuola Primaria, così come sono stati 1000 anche quelli assegnati all’Infanzia, 500 invece per le classi delle medie.

Al momento diversi Istituti stanno attendendo il via libera ufficiale per riappropriarsi delle classi, certo è che questa problematica potrebbe ripresentarsi anche in futuro. Infatti non è la prima volta che le classi delle aree interne vengono messe a rischio, era accaduto anche negli scorsi anni.










logoEV