“Il biodigestore arrecherà danni devastanti all’agricoltura della Valdaso”. La Covalm alza la voce.

3' di lettura 29/05/2021 - “Un ecomostro del tutto incompatibile con la vallata. A farne le spese saranno le aziende che lavorano in questo territorio”. La società cooperativa, esperta nel settore delle verdure surgelate, ha deciso di far sentire il suo grido. Fronte unico con Associazioni di tutela, cittadini e Sindaci. “E’ ora di fermare questo insediamento che porterà vantaggi solo a pochi”.

La questione biodigestore continua ad infiammare la politica fermana e ascolana. Dopo il si per la realizzazione dell’impianto da parte della Provincia di Ascoli, le Amministrazioni locali, insieme ai Comitati cittadini, hanno deciso di non darsi per vinti e continuare la loro battaglia per tutelare la Valdaso.

Per il momento non sono bastate due diffide e oltre 4000 firme raccolte. L’approvazione per il biodigestore c’è stata, l’iter burocratico per i lavori procede, ma la popolazione dell’intera vallata non demorde e prosegue nella protesta.

Stavolta a far sentire la sua voce, è stata la Covalm, la società cooperativa della vallata attiva da molti anni nel settore della trasformazione delle verdure surgelate. Lo stabilimento principale è situato a Rotella ed oggi conta circa 200 lavoratori, oltre a 250.000 quintali di verdure trasformate, provenienti da tutte le Marche. Insomma, un'azienda che fornisce lavoro a molti cittadini della vallata, tra le più importanti dell’intera zona e che teme i disagi e le problematiche che la realizzazione del biodigestore arrecherebbe alla Valdaso.

Il pensiero dei rappresentati della Covalm fa da eco a quello di molti altri produttori locali: “La costruzione dell’impianto è fonte di grande preoccupazione, non solo per noi, ma per molte attività della vallata”.

Il biodigestore può conciliarsi con le caratteristiche della valdaso? “Assolutamente no, è del tutto incompatibile con il nostro territorio. La realizzazione dell’impianto avverrebbe a soli 200 metri a dal nostro sito produttivo e anche i minimi sversamenti o inquinamenti delle acque, sia di falda che del fiume stesso, comporterebbero il fermo completo delle attività, con conseguenti danni a tutta la filiera orticola”.

La Covalm opera con grandi volumi di acqua alimentare, che si procura attraverso pozzi. L’acqua è una componente fondamentale per il trattamento ed il lavaggio dei prodotti, anche un seppur minimo inquinamento causerebbe il blocco totale della produzione.

Una società che testimonia la forza pulsante della Valdaso, territorio da sempre vocato all’agricoltura e alla coltivazione: “Il polo di Rotella, ad oggi, rappresenta il più grande insediamento agro-industriale dell’intera vallata e per molte famiglie della zona è l’unica fonte di lavoro – sottolineano i rappresentati della Covalm – senza dimenticare l’indotto per tecnici agronomi, imprese agromeccaniche e fornitori di materie prime”.

Imprese locali, Amministrazioni e cittadini, tutti uniti per una battaglia comune: “E’ inaccettabile un impianto di questo tipo a pochi metri da un’attività agricola che produce alimenti. Anche se le sollevazioni e proteste popolari, con Sindaci e Comitati in prima fila, non hanno capovolto le sorti, noi ritieniamo doveroso fare di nuovo appello a tutte le componenti della società civile per fermare la realizzazione dell’impianto. Il biodigestore, in futuro, porterà alla chiusura di attività ed imprese locali, con impatti devastanti sul settore agricolo – concludono i rappresentanti – è tempo di azioni concrete per bloccare questo insediamento, che porterà vantaggi solo a pochi”.






Questo è un articolo pubblicato il 29-05-2021 alle 17:24 sul giornale del 30 maggio 2021 - 831 letture

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