Marca Fermana attira turisti e autoctoni. Bascioni: «Se non possiamo fare promozione facciamo accoglienza»

4' di lettura 20/05/2021 - Sfogliando la rivista “Archeologia viva”, nel numero di maggio 2021 compare Fermo spalmato su una decina di pagine. Nei prossimi numeri toccherà ad altri paesi della provincia, quali Monte Rinaldo, Falerone, Santa Vittoria, Montefalcone e Smerillo. Questo perché la Marca Fermana di reperti storici è ricca, e Marca Fermana, l’associazione presieduta da Ivano Bascioni, ce la sta mettendo tutta per farlo sapere, anche ai suoi abitanti.

Della rivista che ha a cuore le bellezze fermane si parlerà a Fermo, sabato 29 maggio alle 17.30, presso il Palazzo dei Priori. «Per un paio di anni dovremmo avere una bella presenza su questa rivista, ed è tutto gratis» ci tiene a sottolineare Bascioni che, oltre al bimestrale di archeologia parla anche di un finanziamento regionale pari a 10.000 euro per una pubblicazione che riguarderà tutti i musei archeologici regionali (circa 40 nella provincia di Fermo) con reperti piceni. «C’è un cofinanziamento - precisa Bascioni - che verrà coperto in toto dagli sponsor». Al presidente, nonché sindaco di Belmonte Piceno è bastata una telefonata a qualche imprenditore locale. «Su 10 telefonate 10 sì. Segno che Marca Fermana è credibile» riferisce orgogliosamente.

Attorno al presidente ci sono anche le guide, «perché mai si va allo sbaraglio, ma sempre accompagnati da professionisti» precisa. Una di “Marca in bus”, iniziativa partita qualche anno fa, due di “Slow Marca”, avviata l’anno scorso, un’altra di “Marca in bike”, al via da quest’anno. Obiettivo comune: far spostare la gente, far conoscere i borghi, piccoli e grandi; in estrema sintesi «offrire accoglienza, perché per fare promozione non abbiamo ancora i mezzi» dice Bascioni, confidando nella Regione.

C’è Simona Cintio. Lei è accompagnatrice cicloturistica e istruttrice di ciclismo. Ha preso in carico “Marca in bike” ma con lei nessuna gara. «Il concetto non è la corsa, l’arrivare prima, ma l’aggregazione, il fare gruppo e divertirsi andando piano». Domenica scorsa hanno pedalato per Ponzano di Fermo, peccato la pioggia. Altri Comuni, intanto, hanno già manifestato il loro interesse, «tutti avranno la loro fetta di notorietà» scherza Bascioni, parafrasando un noto artista. Il programma è in costruzione, l’idea dell’associazione, comunque, è di uscire in bici non nei mesi centrali dell’estate.

Sara Giorgi è una guida turistica abilitata, presidente provinciale della Federagit. Lei si occupa di “Marca in bus”. «Da subito ci ha regalato grandi emozioni con una crescita esponenziale delle richieste dalla prima alla seconda tappa» dice, ricordando il primo tour in 9 e quello subito dopo in 50. «Chi aderisce a “Marca in bus” rinuncia a un pomeriggio di mare, perché noi partiamo alle 13,30 per poi fare ritorno alle 20,30. Viaggiamo anche un’ora quando la meta è prossima ai Sibillini» dice la Cintio. A bordo ci sono turisti e non, famiglie e tanti ventenni e trentenni. «Si tratta di un’immersione di 7 ore, in cui il panorama non è mai lo stesso, e ogni volta è un mettersi in gioco anche per la guida tra paesaggi, eccellenze produttive, enologiche o di altra natura» spiega. Da metà giugno si riparte anche con i bus per tirare dritto fino ai primi di settembre. «Anno scorso sono stati toccati tutti i comuni sotto i 5.000 abitanti. Vogliamo ripetere e fare due comuni per volta» afferma Bascioni, in attesa che le normative anticovid si definiscano meglio: per ora nel bus da 50 possono salire in 37.

Poi ci sono Alessandra Ferracuti e Sabina Sallusti, guide e amiche. Loro si occupano di Slow Marca. Accompagnano la gente prima nel borgo, attraversando itinerari inediti, poi alla scoperta di una tipicità locale, sia essa manifatturiera o enogastronomica. Il tour è nelle domeniche pomeriggio, iniziano alle 16,00. Finora hanno toccato Fermo, Moresco, Smerillo, Belmonte Piceno. Domenica 23 maggio sarà la volta di Sant’Elpidio a Mare, da Porta Romana a Porta Canale fino all’ingresso nella Collegiata per osservare il sarcofago ellenistico con tutti i suoi particolari. Per concludere, tutti dall’apicoltore. Visite ancora una volta con andamento lento. Obiettivo: «educare anche i residenti alla conoscenza del proprio territorio affinché siano degli ottimi padroni di casa» dicono.

Accanto a Bascioni c’era anche Migliore direttore della CNA. Ascolta, poi parla di coordinamento. «Siamo abituati a parlare di sviluppo del turismo, e per poter passare da turismo a sviluppo del turismo occorre concertazione. Chi meglio di Marca Fermana?» afferma, incitando all’uso della App dell’associazione.

Bascioni di idee ne ha ancora tante. Il problema sono le risorse, che mancano. Intanto Marca Fermana sogna. Sogna una stagione teatrale provinciale che duri tutto l’anno e che coinvolga tutti i 40 comuni della provincia. Sogna una “Lovely Marca” per gestire i flussi turistici. Sogna una maggiore collaborazione tra le strutture ricettive. Sogna che quella casetta inutilizzata a Piane di Montegiorgio divenga un info point. E, infine, per fare promozione, chissà che anche qualche influencer non entri nel cda di Marca Fermana.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 20-05-2021 alle 20:17 sul giornale del 21 maggio 2021 - 481 letture

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