La mamma è l’università della vita: esplorato in teatro il controverso rapporto madre-figlia con “Alma Mater”

3' di lettura 17/05/2021 -

Alma Mater è uno spettacolo di indubbio stampo femminile che vede la presenza in scena di sole donne, le quali raccontano in un continuo battibecco fraterno il loro rapporto con la madre.

La madre delle tre sorelle è uscita per andare dal parrucchiere e non ha più fatto ritorno a casa, ma a una totale assenza fisica corrisponde un’altrettanto consistente presenza scenica: la madre seppur invisibile, c’è sempre. C’è negli aneddoti raccontati nei momenti di divertente condivisione tra le figlie, così come c’è nelle dietrologie psicologiche di ognuna di loro.

La mamma è bella, la mamma è insopportabile. La mamma è una figura controversa, duplice nell’immaginario delle tre sorelle, è una figura che accudisce ma anche una che, insensibilmente, offende nel profondo creando inevitabili scontri relazionali.

“Mi sento come un sacco da boxe dopo l’allenamento”, si descrive così nella prima scena Erica, la figlia che più di tutte è rimasta vicina alla mamma. Erica è la sorella tranquilla, la più piccola delle tre che di questa ultima posizione ha spesso sofferto. Indossare i vestiti delle sorelle l’ha portata ad una vita che lei considera di terza mano.

“Potevi prendere a botte mamma, ti avrei capita” si sente dire da Laura, la perfettina della famiglia, quella equilibrata e che ha ottenuto dalla vita una famiglia e un lavoro, colei che è riuscita “a trasformare in normale questo circo casalingo”, come la elogia Nadia. Nadia è la sorella imprevedibile, variopinta ed esplosiva, quella dalla vita scombinata, sempre pronta ad un nuovo viaggio e a nuovi fidanzati.

Ad un leggero ritmo iniziale in cui le tre sorelle si analizzano a vicenda, segue un ritmo vivace in cui si stuzzicano in maniera frizzante, ridono l’una dell’altra ma ridono anche insieme lasciandosi andare a momenti di romantica condivisione. Si confessano, si rimproverano su storie passate, si perdonano delle stesse storie passate, si incontrano e si scontrano, di certo si scoprono e si conoscono durante le ore dell’attesa. “Sembriamo così diverse eppure eccoci qua, incapaci di dirci le nostre cose”. Di fatti le tre sorelle, anche se poco affini e anzi del tutto distanti, non possono che ammettere di far parte dello stesso ulivo e nascere dalle stesse radici.

Il rapporto madre-figlia emerge nelle sue complessità, in quelle delicate pieghe della personalità che ogni singolo individuo si porta dietro per tutta la vita e che sono dovute ai rapporti famigliari, nel bene e nel male. Se è vero che la mamma è l’Alma Mater, colei che nutre e che dà la vita, non è possibile escludere dai rapporti la figura del padre, che, seppur invisibile e marginale, fa parte di quel meccanismo genitoriale senza il quale, chissà, forse la mamma avrebbe un altro carattere e forse anche le figlie sarebbero diverse.

Tutte e tre le protagoniste aspettano il ritorno della mamma nella casa di famiglia, in uno scenario che cambia solo in funzione delle luci sul palco, funzionali a sottolineare sensazioni e sentimenti: a momenti rossa, altri verde, blu, viola e infine bianca, la soluzione finale del rapporto.

Alma Mater è uno spettacolo sui rapporti, su quelle relazioni congenite a cui ognuno di noi non può sfuggire, ma che può solo accettare e interpretare per poter crescere caratterialmente e personalmente. È uno studio sulla famiglia, coi suoi punti deboli e le sue meravigliose contraddizioni. Lo studio drammaturgico è evidente nel lavoro di Stefano Tosoni così come lo è nel lavoro registico di Stefano De Bernardin, entrambi confermano con questo spettacolo lo stretto sodalizio artistico che li lega da anni.

Degne di nota le interpretazioni delle attrici, Emanuela Capizzi, Elena Fioretti e Venusia Morena Zampaloni, che con il giusto ritmo creano empatia nel pubblico, lo fanno ridere e commuovere, fino a farlo sentire, inevitabilmente e degnamente, figlio.


di Marina Mannucci
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 17-05-2021 alle 15:22 sul giornale del 18 maggio 2021 - 241 letture

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