Binge drinking e conseguente aumento del fenomeno dello smart-drinking

3' di lettura 16/05/2021 - Il binge drinking, ovvero l’abbuffata alcolica di sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione, è un’abitudine che si è consolidata molto nel 2019 soprattutto tra i giovani nella fascia di età tra i 18-24 anni, rappresentando uno delle maggiori cause di intossicazione con gravi conseguenze sul sistema cardiocircolatorio e cerebrovascolare. Più alta la percentuale maschile, circa il 20%, mentre quella femminile è circa la metà l’11%, ma comunque sempre un dato molto preoccupante.

Non è importante il tipo di sostanza che viene ingerita, perchè lo scopo principale di queste "abbuffate alcoliche" è l'ubriacatura immediata, nonché la perdita di controllo e lo sballo che provoca, quindi anche la percezione di come questo viene vissuto all’interno del gruppo di adolescenti. Pertanto non vi è soltanto la pericolosità indotta dalla quantità eccessiva di alcolici, ma anche quella dovuta alla modalità di ingestione, che amplifica l'impatto negativo dell'alcool sulla capacità e sulla salute sia fisica che psicologica.Il binge drinking è maggiormente diffuso tra la popolazione maschile, si manifesta prevalentemente in adolescenza ed in prossimità dell'età adulta. La prima assunzione di alcol per uomini e donne avviene mediamente intorno all'età di 15 anni, che è propriamente l'età di rottura in cui si manifestano forti spinte di indipendenza dalla propria famiglia e parallelamente crescono le influenze del gruppo dei pari.

Il consumo di alcol in seguito al lockdown è considerevolmente aumentato, perché i canali di vendita online e di home delivery di bevande alcoliche hanno registrato incrementi notevoli in tutto il mondo. Nel periodo del lockdown, l'approvvigionamento delle bevande alcoliche, non ha conosciuto pause e il mercato ha rafforzato nuovi canali alternativi e anche meno controllati relativamente al controllo del divieto di vendita ai minori cambiando molte abitudini, tra le quali anche gli acquisti on line di e-commerce. L'isolamento ha portato ad un incremento di consumo incontrollato di alcool, favorito dalla tendenza di quest'ultimo anno degli aperitivi digitali sulle chat e sui social network, lo smart-drinking, nato per compensare la tensione conseguente all'isolamento, alle problematiche lavorative, economiche, relazionali e dei timori diffusi nella popolazione resa più fragile dalla pandemia.

Il Covid-19 ha cambiato abitudini e modelli comportamentali nei luoghi di vita e di lavoro. La socialità a cui eravamo abituati è stata rimpiazzata da un isolamento forzato e da un distanziamento sociale che avranno le loro conseguenze nel tempo e che segneranno una netta separazione di come eravamo e di come saremo. La quarantena forzata non è stato altro che una sorta di arresti domiciliari, in cui le solitudini e le fragilità si sono rinforzate in vista di un futuro senza certezze.


dott.ssa Barbara Mercanti
redazione@viverefermo.it

 



dott.ssa Barbara Mercanti


Questo è un articolo pubblicato il 16-05-2021 alle 22:04 sul giornale del 18 maggio 2021 - 245 letture

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