Porto San Giorgio: Del Vecchio entra in Udc, Cencetti coordinatore. Inaugurata la sede del partito

3' di lettura 15/05/2021 - A Porto San Giorgio, in viale Cavallotti 57 da oggi c’è la sede dell’Udc. Prima il taglio del nastro, poi il benvenuto nel partito a Carlo Del Vecchio. Accanto a lui Stefano Cencetti, scelto come coordinatore dell’Udc sangiorgese. Presenti il senatore Antonio Saccone, il presidente dell’assemblea regionale Dino Latini, Giambattista Catalini e Moreno Bellesi, presidente l’uno e coordinatore del partito l’altro.

Importante il numero ma, ancor più, la qualità delle persone. Questa la riflessione con la quale il dott. Catalini esordisce, presentando Carlo del Vecchio, imprenditore edile. «Grande uomo di Porto San Giorgio, con una storia politica, sia comunale che provinciale, importante e dunque con una profonda conoscenza della città» dice Catalini a proposito dell’imprenditore edile.

Tono perentorio, Del Vecchio ribadisce chi è: un uomo di destra. «Non ho stravolto la mia politica» dice, e ripercorre le tappe. Da Alleanza Nazionale al PDL. Il PDL si scioglie, c’è Forza Italia. Poi la rottura con FI, l’estate scorsa, e la pausa di riflessione nelle vesti di civico. Fino ad oggi, con la scelta dell’Udc, che comunque, è a destra. «Mi sono guardato intorno. Altre bandiere politiche sanno benissimo che io non ho tirato per la giacchetta qualche partito di centro destra, ma che io ero stato tirato per la giacchetta per entrare. Non ho voluto, e oggi ho scelto un partito che mi è vicino» spiega Del Vecchio, che l’unica direzione che vuole guardare è il futuro. «Non sono mai stato solo e ci ho sempre messo la faccia. Sono 30 anni che sono presente nello scenario politico, sempre eletto, sempre stimato dai cittadini, sempre attento al sociale, e non mi ha regalato mai niente nessuno» afferma.

Quali sono le azioni che a Porto San Giorgio urgono? A questa domanda Del Vecchio fornisce una risposta da ‘costruttore’. «C’è da azzerare tutto e ricominciare daccapo con l’aiuto di un partito. Bisogna ricostruire il turismo, il commercio, la cultura» dice, e quando parla di porto, non può non menzionare la Bandiera Blu, che a Porto San Giorgio ultimamente non sventola più. Cita la vicina Fermo, e lo fa a proposito del Natale, sempre piena, a differenza di Porto San Giorgio.

Da medico, Catalini interviene per quello che concerne il suo campo. Un presidio ospedaliero funzionante e una diversa posizione della Croce Azzurra sono ancora le sue due priorità. «Spostiamola da quell’ex mattatoio. Portiamola all’uscita dell’autostrada» diceva anni addietro e ribadisce ancora oggi.

Per Stefano Cencetti il problema è che Porto San Giorgio vive di luce riflessa e bisognerebbe riformulare una proposta turistica. «C’è solo turismo neocatecumenale e non possiamo far sì che la nostra cittadina, punto nevralgico, dia una proposta turistica così limitata. Occorre incontrare le categorie turistico-ricettive, vedere le loro esigenze, e capire come intercettare i fondi europei» dice il neo coordinatore che legge, infine, una frase di Martin Luther King: «Arriva il momento in cui si deve prendere una posizione, che non è né sicura, né conveniente, né popolare, ma la si deve prendere perché la propria coscienza ci dice che è giusta, e anche se dovrete affrontare le difficoltà di oggi e di domani io ho ancora un sogno».

E, a proposito di fondi europei, come ha sottolineato il senatore Saccone, l’11 giugno in Ancona sarà organizzato un convegno su come questi fondi dovrebbero essere spesi. Saranno invitate tutte le categorie produttive e tutti i partiti.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 15-05-2021 alle 16:05 sul giornale del 16 maggio 2021 - 525 letture

In questo articolo si parla di politica, articolo, Benedetta Luciani

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/b3dm





logoEV
logoEV
logoEV