Petritoli: gli “squaqquarelli” di Lamberto Santoni

3' di lettura 13/05/2021 - Nascosta fra il mare e i monti, in un luogo incastonato di sanpietrini, c’ è una piccola ‘bottega’ che espone i lavori molto eccentrici di un artista sempre pronto alla battuta.

Nato a Petritoli, il 10 Marzo 1953, Lamberto Santoni intraprende un percorso di studi per diventare architetto, anche se a suo dire avrebbe voluto fare tutt’ altro: l’ Accademia delle belle arti e poi Il pittore. “Per delle vicissitudini” , come lui stesso ci racconta, non ha potuto inseguire il suo sogno che sta però coronando ora che è in pensione: infondere nella gente allegria, attraverso le sue opere.
E ci riesce davvero bene. Lamberto è un uomo pacato, elegante nei modi, che non si trattiene dal fare battute e scherzare sulle sue stesse opere. Ha la voce roca, che cattura, potresti sentirlo raccontare per ore le storie dietro ai suoi disegni. Pochi minuti dopo l’ inizio dell’ intervista, all’ interno della piccola bottega dove espone i suoi dipinti, mi sento già a mio agio, come se lo conoscessi da una vita.
Ed è proprio di vita che racconta disegnando: “Quando ho un immagine in testa la devo creare, e mi rende felice” mi sussurra il signore con l’ arte nel pennello. I suoi lavori li chiama “squaqquarelli”, nomignolo nato dallo storpiare il nome della tecnica che maggiormente utillizza.
Lamberto dipinge su richiesta, a volte i sogni che gli raccontano suoi clienti, con pennellate dalla fantasia degna di un grande artista. In ogni sua opera appesa intorno a me, si nota la cura dei particolari di chi non si ferma alle apparenze, ma scava a fondo nell’ animo umano e ne coglie le sfumature per poi riportarle sulla tela. Alcuni dei progetti fanno parte di ‘serie’ di vario genere, come quella sui tarocchi, o ancora sui segni zodiacali.
Ad un certo punto mi fa cenno con la mano e mi dice: “vieni, guarda i gadget” e comincia a tirar fuori, non capisco bene da dove, oggettini simpatici di vario genere con stampati sopra i suoi ‘squaqquarelli’: tovagliette da colazione, tazze, segnalibri, il gioco del 13 e chi più ne ha più ne metta. Lo fa per poter dare a tutti quelli che restano ammaliati dai suoi dipinti, la possibilità di averne un pezzo, senza necessariamente spendere tanto.
Lamberto è un uomo generoso, che mi rimanda a casa con un mucchio di roba, tra gadget ed una stampa.
Me ne vado pieno di un’ esperienza che mi ha cambiato la giornata. Quel posto è magico, in mezzo a quei quadri si rimane sospesi fra il tempo e lo spazio e l’ unica cosa che ti domandi guardandoti intorno è da dove nasce il processo creativo dietro tutto quell’ incanto. Il signor Lamberò lo fa per infondere allegria e gioia e con me, ci è riuscito davvero.






Omar Belà


Questo è un articolo pubblicato il 13-05-2021 alle 11:32 sul giornale del 14 maggio 2021 - 599 letture

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