Aerei in volo sul cielo di Servigliano per l'ultimo saluto a Cesare Rossi.

2' di lettura 11/05/2021 - Il ricordo dei 2 figli Federico ed Edoardo e il saluto dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia

Quando la sua bara è stata rimessa dentro al carro funebre per poi muovere alla volta del Cimitero, il cielo sopra la chiesa di San Marco dove si era svolto il rito religioso è stato solcato ripetutamene da tanti aerei che ondeggiavano le ali a destra e sinistra, come tante mani volanti che gli facevano ciao. Non poteva esserci un ultimo saluto più giusto per Cesare Rossi, il 72enne ideatore, organizzatore e gestore dell’Aviopista “ Paci” di Piane di Montegiorgio stroncato dal Covid, che del volo è stato il simbolo in tutto il territorio fermano.
La Chiesa di Servigliano non è riuscita a contenere i tanti che hanno voluto partecipare alla cerimonia funebre ma , a supporto, si è prestata la bellissima piazza quadrilatero antistante, muta nonostante le tante presenze, assorta in un silenzio carico di dolore e di ricordi, di pezzi di vita con lui condivisi.
Silenzio rotto solo dalle parole amplificate dei 2 Sacerdoti celebranti : Don Filippo Giustozzi di Curetta di Servigliano, luogo di origine a cui Cesare è stato sempre legato, e Don Mauro Antolini di Monteverde, luogo della sua ultima residenza e quindi comunità di adozione. Entrambi hanno sottolineato, il suo fare amicale, il suo impegno religioso e la ricchezza d’animo che lo contraddistinguevano, sempre in prima linea per il bene degli altri, anche come membro attivo dell’organizzazione che portava avanti la costruzione di un ospedale in Etiopia.
I 2 figli Federico ed Edoardo, nel loro ricordo hanno tratteggiato il lato umano di un padre coraggioso che non si è mai lasciato abbattere dalle vicissitudini della vita e che ogni volta aveva sempre trovato la forza di rialzarsi e ripartire.
Infine il saluto dell’Associazione Nazionale Paracadusti d’Italia e poi quel basco amaranto della Folgore deposto sulla sua bara , un gesto , un simbolo valso mille parole e tutta una vita.
E' stato per tutti un giorno triste e di separazione fisica da un uomo vulcanico, pieno di interessi e di iniziative, che ha fatto tanto per il suo territorio e che ultimamente aveva anche dato vita, insieme ad alcuni amici, ad una associazione di Sopravvivenza pronta a realizzare un ponte Tibetano sul fiume Tenna, per esercitazioni e prove di coraggio.
Ora ai tanti che lo hanno amato serve il coraggio di andare avanti seguendone le tracce lasciate.






Questo è un articolo pubblicato il 11-05-2021 alle 19:59 sul giornale del 12 maggio 2021 - 1401 letture

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