I suini della Marca. Una Tenuta per loro

4' di lettura 08/05/2021 - C'è Luca, c'è Diego e c'è Claudio. Sono i fratelli Iommetti, titolari della Tenuta della Marca. Giovani (rispettivamente di anni 27-34-36), amanti della campagna, oggi eredi della tradizione famigliare (quattro generazioni) di allevatori di suini e produttori di salumi. La loro azienda si trova a Campofilone, in contrada Montecamauro, tra colline dolci che guardano il nord delle Marche, con 60 ettari di terra dove scorrazzano i maiali allo stato brado e dove sorgono le stalle per quelli meno resistenti alle intemperie. Luca è laureato, Diego e Claudio sono ragionieri.

L'azienda nasce a marzo del 2016. I tre fratelli, che sembrano fotocopie, hanno in comune la passione per il buon cibo e il desiderio di riscoprire, difendere e rilanciare la tradizione norcina di qualità delle nostre contrade. Ed ecco, allora, l'impegno a crescere suini come si faceva un tempo, in campagna, e a proporre un prodotto dove i salumi siano confezionati senza conservanti e coloranti, senza additivi chimici, insomma. «Giusto sale pepe e ricette di aromi» chiosa Diego.

Passeggiando per la Tenuta, si possono vedere in stalla i Duroc: un'antica razza di maiale domestico, e incontrare, grufolanti per i campi, i Suini della Marca, incrocio di tre razze: large white, duroc e cinta senese. L'incrocio ha portato ad un animale «di grande rusticità, con un naturale adattamento al pascolo e una carne di altissima qualità». Questo suino richiama quello che, nel 1927, descriveva il dottor Mascheroni su Zootecnica Speciale. Un maiale però dimenticato per decenni, scomparso perché sostituito «da razze con migliori performance produttive seppur con caratteristiche di carne inferiori e con scarsa attitudine al pascolo». Ingegno, fortuna e scienza hanno voluto che l’Università di Camerino e la Politecnica delle Marche abbiano però dato vita ad un progetto di ricerca genetica per selezionare il nuovo Suino della Marca finanziato dalla Regione e affidato all’Agenzia per lo Sviluppo del Settore Agroalimentare. Gli Iommetti ci hanno creduto e investito. Gli affari vanno. La clientela delle botteghe specializzate marchigiane e del nord Italia è cresciuta. Le soddisfazioni non mancano. Dal laboratorio interno escono il salame morbido, quello lardellato, il contadino, la spalletta con osso, tutta la gamma dei prosciutti, i fegatini, le pancette, le lonze... che viene già fame a scriverne.

Progetti? Il lancio definitivo di una sala di degustazione. Ed infine, un ringraziamento a Franca e Michele: i genitori.




adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 08-05-2021 alle 15:09 sul giornale del 09 maggio 2021 - 186 letture

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