“Criminali si diventa”, la Sydonia Production porta le Marche sul grande schermo: Fermo set cinematografico

3' di lettura 30/04/2021 - La Sydonia, società di produzione elpidiense nota per i documentari di alto profilo storico, artistico e culturale, in un momento così duro come quello che il mondo del cinema, e non solo, sta vivendo, scommette sulle Marche.

Tra poco più di una settimana, il 10 maggio, inizieranno infatti le riprese di “Criminali si diventa” e andranno avanti sino alla metà di giugno. Un film, questo, che non solo mostrerà le Marche ma soprattutto farà lavorare gente marchigiana. Come ha esordito Adolfo Leoni, che della Production cura la comunicazione, le Marche hanno la stoffa, c’è solo da tirarla fuori: è quello che chiama “genius loci”, l’anima dei luoghi. E la Sydonia vuole cucire. Gran parte del film, che uscirà nelle sale in autunno, sarà ambientato a Fermo.

Una grande occasione per la città che Calcinaro, il sindaco, e l’assessore alla cultura Micol Lanzidei, non si sono lasciati sfuggire. Il loro compito ora è anche quello di imboccare ogni strada possibile che conduca alla promozione del territorio, e quattro settimane di riprese dovranno pur muovere un po’ l’economia della città. La Lanzidei guarda con ammirazione Martina Fusaro, la giovane attrice protagonista. Rievoca il 2011, quando Pupi Avati per il suo “Il cuore grande delle ragazze” scelse Fermo, collocata in una regione dove prendere il largo è difficile. «Bellissimo - dice l’assessora - che il segnale di ripartenza venga dato da una casa di produzione nostrana. Le Marche sono sempre state sacrificate».

Nazzareno Gismondi della Sydonia tiene le redini. Leoni gli cede la parola lanciandogli uno spunto: “Le Marche sono più Italia dell’Italia”, lo diceva Bonomi. Però, in questo, ci si è creduto poco e niente. E, a proposito di Pupi Avati, svela un retroscena. «Avati non gira film in luoghi dove non vi siano agganci con Bologna. Allora gli raccontammo della casula di Thomas Becket: lui e Presbitero, vescovo di Fermo, hanno studiato a Bologna».

L’idea della Sydonia è, appunto, quella di creare una struttura seria, che possa promuovere le Marche nel mondo. «Per quanta pubblicità uno possa fare, non c’è nulla di più incisivo di un film» sostiene Gismondi, facendo di questo lungometraggio il “razzo vettore”, come lui stesso lo definisce.

Luca Trovellesi Cesana e Alessandro Tarabelli sono i due registi, Henry Secchiaroli l’aiuto regista. «Il comparto è fermo da più di un anno, noi facciamo produzione da oltre 20 anni, con progetti all’estero, ma il mondo si è chiuso e abbiamo avuto il tempo di riflettere» dicono, loro che con CNA Cinema Marche hanno voluto raggruppare tutte le maestranze più importanti della regione per scommettere su questo film.

Tra tecnici e attori saranno un centinaio. La Fusaro, oggi approdata a Fermo per la prima volta, sarà Elettra, una giovane nella quale molto si riconosce: forte, indipendente, astuta, tenace. Accanto a lei nel film, oggi intervenuti da remoto, Ivano Marescotti nei panni di Enzo, lo zio di Elettra, Ugo Dighero, nei panni di frate Duilio e Lodo Guenzi, il cantante dello “Stato Sociale”.

Giorgio Vignali ha scritto la sceneggiatura. Il furto di un’importante opera d’arte è la chiave di questa pellicola, furto al quale tutti i personaggi, un po’ disadattati, contribuiscono. Un’opera marchigiana, importante sicuramente, ma di più la Sydonia non svela. Ciò che è certo è che ci sarà da sorridere per 90 minuti, e magari anche riflettere.

Oltre a Fermo, le città coinvolte saranno Civitanova Marche, Fano e Ancona con il suo Passetto. Autoctone saranno anche le comparse: già 400 le candidature giunte.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 30-04-2021 alle 15:41 sul giornale del 01 maggio 2021 - 958 letture

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