La voce dei ristoratori di Amandola e Montefortino: l'incognita della riapertura

2' di lettura 23/04/2021 - Il 26 aprile il Governo ha dato il via libera ai bar e ristoranti, ma i ristoratori dei piccoli paesi dell'entroterra sono seriamente preoccupati, perché il pranzo e la cena saranno consentiti solo all'aperto. Ma con questo tempo e viste le temperature, risulta impensabile pranzare all'aria aperta, figurarsi poi a cena!

Si precisa che mangiare all'aperto significa avere solo una copertura per potersi riparare dalle intemperie, quindi un gazebo con chiusure laterali non è ammesso perché considerato allo stregua di un locale chiuso. Molti sono gli interrogativi di chi gestisce i locali di ristorazione: ci si chiede se valga la pena davvero aprire con queste disposizioni. Rimarrà ancora il coprifuoco alle ore 22.00 e questo vuol dire che chi vorrà godersi una cena fuori dalle mura domestiche, dovrà andare non più tardi delle ore 19.00 per poter poi tornare in orario a casa. Beatrice Barelli della Fonte della Valle riferisce: “Sono molto preoccupata perché queste condizioni non permettono a tutti di poter lavorare, anche se venisse consentito di mangiare al chiuso, potrei mettere dentro il mio container solo quattro tavoli con quattro posti al massimo, quindi sono doppiamente svantaggiata, perché la distanza deve essere di due metri tra un tavolo e l'altro, mentre all'aperto dovrà essere di un metro e mezzo”. Gloria Bocci titolare del ristorante Hotel L'Ambro, avendo un loggiato, si sta organizzando per tenere aperta solo a pranzo mettendo dei funghi che riscaldano, così farà pure al Chioschetto nel Bosco; anche lei ammette che non sarà facile poter andare avanti in questo modo. Andrea Alessandrini titolare di Gusteau in Amandola afferma: “Noi ristoratori che abbiamo le attività nei paesi di montagna siamo i più penalizzati da questo nuovo Decreto, è impensabile far mangiare i clienti all’aperto con queste temperature, sicuramente saranno avvantaggiati coloro che stanno lungo il litorale e hanno gli chalet” . Andrea è molto amareggiato da queste scelte perché non capisce come possano aver consentito l’apertura di cinema e teatri, ma non la ristorazione al chiuso con tutte le precauzioni. “Le spese sono davvero tante", continua Andrea "tra contributi, materie prime, personale, utenze, inoltre nei mesi passati a causa delle continue aperture e chiusure abbiamo dovuto buttare molto cibo seppur congelato”. Gli chiedo se gli aiuti economici promessi dal Governo siano mai arrivati, ma afferma che dopo le famose seicento euro di Marzo e Aprile, tutto si è fermato.

Amarezza e sconforto invadono coloro che hanno impegnato la loro vita a costruirsi un’attività e che adesso con queste nuove disposizioni non si vedono in alcun modo supportati, ma piuttosto ostacolati, perché non sanno ancora se saranno nelle condizioni di poter riaprire davvero!






Questo è un articolo pubblicato il 23-04-2021 alle 14:53 sul giornale del 24 aprile 2021 - 1476 letture

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