Provincia di Fermo: a rispettare l'ambiente si impara da ragazzi. Maestro è Maicol col suo fumetto

4' di lettura 21/04/2021 - In Provincia, dopo Lindo Pinto, l’operatore ecologico giocoliere protagonista dell’album illustrato rivolto a bambini e ragazzi delle scuole dell’infanzia ed elementari, è la volta di “Una storia senza di noi”, fumetto indirizzato agli studenti delle medie. Cambia la forma del progetto #differenziamoci, non la sostanza. Quella di voler sensibilizzare i giovanissimi sulle tematiche ambientali.

Per farlo, è stato chiamato in gioco Michael Rocchetti, in arte Maicol & Mirco, fumettista e disegnatore di fama nazionale che, anche dopo l’ “abbandono” professionale del collega Mirco ha scelto di mantenere il doppio nome. L’artista, stamane, presso la sede della Provincia di Fermo, ha dialogato e risposto alle curiosità, oltre che della stampa, dei ragazzi e ragazze di tutte le classi delle scuole medie del fermano. In totale, erano 800 gli studenti collegati da remoto.

Maicol parla della sua arte, il fumetto, come uno dei mezzi più accattivanti e diretti, sapiente mix di disegno e parola. Ma, per essere riconosciuto come vera e propria arte, di strada ne ha dovuta fare. «Ѐ nato con l’uomo, ma ha faticato tanto per ritagliarsi il suo spazio. Diverso in Giappone, dove il manga è preso incredibilmente sul serio» spiega Micol. Accattivante e diretto, dunque, il fumetto, ma anche “povero”: «basta una penna e qualche foglio di pochi centesimi».

La chiamata della Provincia è arrivata in un momento denso di impegni lavorativi per il fumettista. Il tema e i destinatari del progetto, tuttavia, hanno evitato il no. «Il rispetto per l’ambiente mi ha accompagnato per tutta la vita, gli autori che leggevo parlavano tutti di quanto fosse importante essere parte della natura e non padroni della stessa. Ho avuto sempre un grosso legame con gli animali» racconta, e scherza: «essi sono le mie persone preferite». E, appunto, di animali, il fumetto è pieno. Oltre all’acqua, alla terra e al cielo, ci sono solo loro; gli umani sono scomparsi. Ape, libellula, pesce, rospo, e altri: ognuno portatore di un significato, «è un fumetto che mi ha fatto studiare la simbologia» afferma Micol, amante della ricerca.

Vignette a tutta pagina, a ciascuna è dato il giusto valore: «ogni momento è importante» sottolinea.

Il fumetto è ambientato nel 2100. Potrebbe definirsi distopico? «Chiedo l’aiuto di tutti affinché questa storia non si avveri, la Terra si rispetti e questo resti solo un fumetto di fantascienza» risponde l’artista. Micol è un autodidatta. Scuole sì, ma per acquisire gli strumenti, il grosso lo fanno la lettura (non solo di fumetti), l’esercizio e l’osservazione, dunque scrutare le persone, fare lunghe passeggiate. Poi ci sono gli altri artisti: a ciascuno ha “rubato” qualcosa, delle piccolezze, per poi forgiarsi uno stile proprio. «Se una cosa vi piace dovete trattarla come se fosse la più importante del mondo». La strada, spesso, è in salita. Anche per l’artista. «Molti dicono di mantenere un piano B. In realtà, il segreto del mio successo è stato quello di non aver mai avuto un piano B. Io nella vita ho sempre voluto fare i fumetti, so fare solo i fumetti. Chi ci riesce nella vita è perché ha deciso che non poteva essere altrimenti» dice, poi aggiunge: «nel momento in cui non vivrò più di fumetti mi vedrete come un allegro barbone, felice sotto un ponte a disegnarne i muri».

La distribuzione di “Una storia senza di noi” avverrà domani, 22 aprile, in coincidenza (non voluta) con la Giornata Mondiale della Terra. «I ragazzi hanno una sensibilità maggiore. Vogliamo fare di loro i testimoni e i volontari che ci danno una mano a combattere contro tutto ciò che sta rovinando il Pianeta» così Pompozzi, il vicepresidente, risponde agli studenti che gli domandano il perché del progetto e del loro coinvolgimento. «Il fumetto è un modo per raccontarvi il muro contro cui stiamo andando a sbattere, e chi può invertire la rotta siete voi, tanto oggi, all’interno delle famiglie, quanto un domani all’interno della comunità» conclude.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 21-04-2021 alle 15:55 sul giornale del 22 aprile 2021 - 296 letture

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