Monterubbiano ed il teatro Pagani

2' di lettura 21/04/2021 - In questo periodo di chiusure alcuni luoghi vuoti diventano "magici"; quando tutto intorno è silenzio e tu sei dentro noti particolari che nella frenesia diamo per scontati.

Tra le colline dell’ entroterra fermano, esiste un luogo, così affascinante da ammaliare chi lo visita: il teatro Pagani di Monterubbiano. L’ edificio porta il nome di un grande pittore marchigiano nato e morto proprio a Monterubbiano intorno al millecinquecento.
Sorge dove un tempo si ergeva un’ altra costruzione, chiamata “Il Palazzaccio” sempre di proprietà della famiglia Pagani.
Il teatro non è molto grande, appena 180 posti ma, alzando la testa, ti perdi in una dimensione che ti proietta fra i ritratti di Goldoni, Alighieri, Alfieri, Ariosto, Raffaello Sanzio e Vincenzo Pagani, che ti guardano dalla volta e contornano la raffigurazione delle tre muse, della musica, della tragedia e della poesia.
Sotto quella cupola hai la sensazione di essere guardato, quasi protetto da quelle figure. Entrare in questo luogo amplia i sensi e rende l’ esperienza più intensa.
Il pulviscolo, che si intravede contro luce, da quel senso di antico e di solennità che può avere un teatro come questo; ti fa abbassare la voce, anche se sei da solo, anche solo per dire “wow”.
Il velluto, al tatto così morbido e di quel rosso che dona regalità, assorbe l’ eco delle voci che ormai da troppo tempo non sono su quel palco.
L’ illuminazione rende l' esperienza più soffusa e mistica ed affacciarsi sui palchetti regala diverse prospettive dello stesso posto.
Ma la vera magia avviene sul palco. Il cigolare dei passi sul legno ti porta a camminare più piano, quasi per paura di rovinarlo, quasi per rispetto della storia di chi ci ha camminato prima di noi.
Tutte queste emozioni quando ti trovi davanti alla platea e ai palchetti vuoti sfociano in tristezza e si respira una strana tensione come se quelle poltrone volessero seduti degli ospiti, come se i muri stessi di questo teatro volessero ascoltare di nuovo della musica.




Omar Belà


Questo è un articolo pubblicato il 21-04-2021 alle 16:39 sul giornale del 22 aprile 2021 - 243 letture

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