Calcinaro: «Il nuovo ospedale non dovrà essere una cattedrale nel deserto». Campiglione "fermano" avrà la sua variante

3' di lettura 19/04/2021 - «Il nuovo ospedale di Campiglione non dovrà essere una cattedrale nel deserto» ha detto il sindaco Paolo Calcinaro. Ѐ per questo che alla costruzione dell’ospedale si affiancherà la realizzazione di una variante urbanistica.

Campiglione e Molini Girola dovranno trarre lavoro e sviluppo dal nuovo ospedale, questo l’obiettivo che con la variante si vuole portare a casa. Sarà un “percorso partecipato”, come lo definisce il sindaco, tanto è vero che comuni confinanti, imprenditori della zona e cittadini sono stati e saranno chiamati a dire la loro. Un Tavolo di lavoro apposito, coordinato dalla consigliera Sara Pistolesi, è stato istituito ma c’è anche un altro organismo coinvolto: il centro studi Nomisma, che già da qualche anno segue Campiglione.

«Uno strumento che può ricreare fiducia, che consente di maturare una visione di sviluppo per tutto il fermano e che coinvolge tutti» così ha definito Marco Marcatili di Nomisma la variante, sottolineando come il progetto porti il nome non di Campiglione di Fermo bensì di “Campiglione fermano”, perché, come ha detto la Pistolesi, Campiglione vuol essere un “luogo comune” a tutti.

Un centro, grazie all’ospedale, da cui ripartire, ma mettendo insieme vari interessi, uniti attorno al concetto di multifunzionalità. «L’investimento produttivo di imprenditori, per ora di Nero Giardini, dovrà convivere con la possibilità di residenze per anziani, con una residenzialità per i lavoratori e con nuovi investimenti nell’agroalimentare o nella formazione» spiega Marcatili, aggiungendo, inoltre, come il Comune abbia candidato l’ex Sacomar al bando Periferie 2. Nomisma, di fatto, assembla i pezzi per l’adozione di un iter di variante e lo fa, in primis, attraverso un’analisi tecnica, urbanistica, ambientale e socio-economica, poi promuovendo la partecipazione, tra call, workshop e un questionario composto da 27 domande scaricabile dal sito del Comune di Fermo. L’ospedale richiederà alcune esigenze di carattere ricettivo e residenziali ma un altro aspetto è il suo impulso socio-sanitario, e dunque le residenze per anziani. Poi il tema del potenziamento delle infrastrutture, con l’accento posto su quelle ecologiche-ambientali. Inoltre, l’ipotesi di creare un polo universitario attorno all’ospedale e, infine, tutta la parte delle aree dismesse da valutare, come l’ex Omsa su cui, però, al momento, non ci sono energie pronte. Questo è un po’ il quadro tracciato da Marcatili. Il tema nodale, come Marcatili ha precisato, è la mobilità: si mirerà al potenziamento del Lungotenna e al decongestionamento di Campiglione ad anello. Intanto, domani 20 aprile, si terrà un workshop con dei gruppi, quali la Politecnica delle Marche, la Federazione Medici di Famiglia, il Sant’Orsola di Bologna, il Santo Stefano e la Carron, che in ambito socio sanitario sanno il fatto loro, con l’obiettivo di sensibilizzare gli imprenditori locali. Perché, coma ha rimarcato Marcatili, «di venditori di aree ce ne sono tanti, ma di sviluppatori pochi» ed energie imprenditoriali ce ne vogliono.

A settembre il primo passaggio in Consiglio comunale, il procedimento durerà 18 mesi. A dirlo è il dirigente Paccapelo, specificando come nella variante i principi di consumo di suolo saranno rispettati tutti e anticipando un ampliamento dell’ospedale per quanto riguarda la realizzazione di parcheggi per il personale.


di Benedetta Luciani
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Questo è un articolo pubblicato il 19-04-2021 alle 16:12 sul giornale del 20 aprile 2021 - 287 letture

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