Priorità sul DDL Zan: “chiediamolo alle vittime”

2' di lettura 17/04/2021 - La proposta di legge contro le discriminazioni per orientamento e sessuale e abilismo non ha ancora ricevuto l’approvazione del Senato nonostante fosse già stata accettata dalla Camera con 265 voti a favore.

Il DDL Zan, che prende il nome dall’onorevole Alessandro Zan, è stato modificato ed integrato più volte nel corso dei mesi, fino ad arrivare a rendere punibile non solo la discriminazione ma anche “il concreto pericolo di atti discriminatori o violenti”, senza però ostacolare la libera opinione, di cui molti deputati (soprattutto Lega e FDI) avevano immotivata preoccupazione. Il DDL prevede infatti il carcere fino a 18 mesi o una multa fino a 6mila euro per coloro che istigano o commettono atti di discriminazione basati su sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere o disabilità; più dura la pena per chi istiga a commettere o commette violenza per gli stessi motivi con reclusione da 6 mesi a 4 anni, così come per chi sostiene organizzazioni che tra i propri obiettivi abbiano incitamento alla discriminazione o alla violenza per i citati motivi.

Le mobilitazioni affinché la legge venga approvata quanto prima vengono non solo dal mondo della politica ma anche da quello dello spettacolo, soprattutto a seguito degli ultimi atti discriminatori noti alla stampa nazionale, come il caso di Malika, cacciata di casa perché omosessuale.

"DDL Zan: una legge necessaria", sostengono molti esponenti della politica, tra cui anche Luca Piermartiri, Segretario GD Federazione Fermo, citando il titolo dell’iniziativa ideata dai Giovani Democratici insieme ad Alessandro Zan.

“Purtroppo – dice Piermartiri – la proposta, a cui manca l'approvazione del Senato, è ancora bloccata in commissione giustizia a causa dell'ostruzionismo delle destre. Il contrasto all'omo-lesbo-trans-fobia dovrebbe essere scontato, invece ancora si chiudono gli occhi davanti a palesi eventi di odio e discriminazione, come gli avvenimenti più recenti, dal ragazzo aggredito in metropolitana, fino alla vicenda di Malika. Noi Giovani Democratici continueremo a batterci affinché questo importante obiettivo venga raggiunto. Siamo attivi su tutti i fronti: dal regionale al circolo, dall'associaciazionismo ai nostri tavoli dedicati ai diritti. È in corso la campagna social #calendarizzaora, alla quale abbiamo aderito per continuare nell'opera di sensibilizzazione”.

“Lega e FDI stanno facendo di tutto per bloccare il DDL Zan. Una legge approvata alla Camera, ma che non è stata ancora neanche calendarizzata per il passaggio in Senato. Basta sopportare i soprusi di questa destra che usa le istituzioni per impedire addirittura una democratica discussione parlamentare. È ora che il DDL Zan sia calendarizzato”. Banalmente viene risposto che non è una priorità. Se lo è oppure no, bisognerebbe chiederlo a chi è vittima.


di Marina Mannucci
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 17-04-2021 alle 15:51 sul giornale del 18 aprile 2021 - 172 letture

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