Comunità educante. Le buone pratiche da raccontare. Un esempio da Grottammare

2' di lettura 16/04/2021 - «C’è del buono in questo mondo, padron Frodo: è giusto combattere per questo!». Lo afferma Sam ne Il Signore degli anelli di Tolkien. Ed è giusto renderlo noto raccontando le buone pratiche, perché altrimenti prevale quel nichilismo che toglie la speranza. Sabato prossimo, dalle 9,30 alle 11,30, l'associazione Omphalos, proporrà in modalità on line un incontro sulle buone pratiche attivate nel corso della pandemia in collaborazione con l'Istituto scolastico di Grottammare e l'UMEE di San Benedetto del Tronto. L'incontro, che rientra nelle iniziative pensate per declinare il progetto ComeACasa, fa parte dell'azione 11 che prende il nome di ComeIn (la comunità educante).

L’associazione Omphalos- autismo & famiglie OdV, nata nel 2008 per iniziativa di un gruppo di genitori di bambini presi in carico presso il Centro Autismo Età Evolutiva di Fano, si pone come punto di riferimento per le famiglie toccate da questa disabilità, operando, per una maggiore rete di solidarietà, oltre che nella sede ufficiale di Fano, anche ad Acquaviva Picena con Be-Blu! e, ancora a Fano, con Batti 5!.

E allora ecco anche il convegno-tavola rotonda che ha come tema Dalla parte di tutti i bambini, buone pratiche ai tempi del Covid: l'IC Leopardi di Grottammare e l'UMEE Ambito 21 a sostegno dei piccoli disabili. Interverranno la dott ssa Tiziana Capriotti, neuropsichiatra infantile dell'UMEE di San Benedetto del Tronto, la prof.ssa Luigina Silvestri, dirigente scolastico dell'IC Leopardi, la dott.ssa Romina Castelli, responsabile coordinatrice del sostegno nello stesso Istituto scolastico e due genitori di Omphalos: Simone, che fa anche parte del direttivo dell'associazione, e Romina.

Cosa racconteranno lo spiega Claudia Schiavon, motore di Omphalos, promotrice dell'iniziativa e coordinatrice del circolo Be-Blu. «La scuola Leopardi e l'Umee hanno avuto grande attenzione ai piccoli autistici in particolare e ai bambini disabili in generale organizzando in maniera rapida ed efficace i servizi e fronteggiando una situazione grave e nuova. Durante la prima ondata, in pieno lockdown, la dott.ssa Capriotti ha predisposto i certificati che permettessero ai caregivers di portare un po' fuori i bambini e, nelle ultime settimane, ha redatto la lista dei genitori dei soggetti fragili per permettere loro di essere vaccinati». Non solo, «La scuola ha da subito previsto le lezioni in presenza ed ha, cosa per nulla scontata, fatto sì che i bambini non fossero soli ma in piccoli gruppi». Piccoli/grandi fatti.




adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 16-04-2021 alle 11:22 sul giornale del 17 aprile 2021 - 243 letture

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