Oltre 4000 firme per bloccare il biodigestore. L’Ass. Tutela e Valorizzazione della Valdaso fa sul serio.

3' di lettura 15/04/2021 - Pugno di ferro contro la Provincia di Ascoli. Inviata petizione per l’annullamento dell’opera. Presentata anche la Diffida Tecnico-Giuridica e la Perizia. “Il progetto non ha nessun legame e nessuna funzionalità con il territorio”. Sciamanna: “Nessun beneficio per la nostra Valle. Costruire il biodigestore è un atto di imperio che arrecherebbe enormi danni alla Valdaso”.

Altro capitolo della spinosa questione Biodigestore Valdaso. Dopo i continui botta e risposta tra la Provincia di Ascoli e la Squadra dei Sindaci, scesi in campo per difendere i diritti della Valle e dei cittadini, si aggiunge un nuovo importante tassello ad una faccenda tra le più discusse dell’intera Regione. Stavolta ad alzare la voce è l’Associazione di Tutela e Valorizzazione della Valdaso, che da anni si batte per il bene di questo territorio.

Capeggiata dal Presidente Luigi Sciamanna, l’Assocazione ha raccolto oltre 4000 firme per una “petizione di annullamento del biodigestore”. Precisamente sono 4330 le firme, di cui 3552 cartacee e 808 online, attraverso una piattaforma apposita. A firmare il documento sono stati cittadini e residenti della zona Valdaso, ma anche gente interessata a difendere e preservare il bene della valle.

La petizione, firmata il prima persona dal Presidente Luigi Sciamanna, è stata inviata ieri alla Provincia di Ascoli e al Presidente della Regione, Acquaroli. Oltre al documento dove si richiede l’annullamento dell’opera, sono state allegate anche la Diffida tecnico-giuridica, redatta dell’Avvocato Grondacci e la Perizia Tecnica-giuridica de Dott. Stenivan. Si tratta di due documenti davvero importanti, che attestano come la realizzazione del biodigestore non abbia alcun legame e nessuna funzionalità con la Valdaso e allo stesso tempo non porterebbe nessun beneficio al territorio.

“La costruzione dell’opera, decisa dalla Provincia di Ascoli tenendo all’oscuro di tutto cittadini e Amministrazioni locali, arrecherebbe solamente enormi danni economici ad un’area di grande pregio agroalimentare, turistico e ambientale – afferma Sciamanna – l’intero progetto è stato portato avanti sotto traccia, all’insaputa dei residenti e delle attività del territorio. Per di più, il progetto non risulta nemmeno nella Relazione del Piano d’Ambito per la Gestione dei rifiuti urbani della Provincia di Ascoli. Costruire il biodigestore è un inaccettabile atto d’imperio”.

Da anni, ormai, l’Associazione di Tutela e Valorizzazione della Valdaso si impegna e si spende per difendere e custodire questa terra. Sono diverse le battaglie che i volontari hanno portato avanti, tutte condotte per la salvaguardia della valle.

“La Valdaso non è un confine che divide un territorio qualsiasi – continua il Presidente Sciamanna – la Valdaso ha una propria identità, una propria vita. In questa lotta, noi abitanti siamo più uniti che mai. Sindaci, Amministratori e cittadini, tutti chiediamo di bloccare l’iter di un progetto che creerebbe una ferita profonda nel territorio”.

4330 firme che dimostrano quanto questa Valle sia importante e fondamentale per la vita di ben due Province. 4330 firme che testimoniano come le sorti della Valdaso stiano a cuore non solo ai residenti, ma anche a cittadini di altre zone. “Il biodigestore non ha nulla a che fare con la nostra valle – conclude Sciamanna – porterebbe solamente gravi problematiche a questo territorio, per questo chiediamo alle autorità di ascoltare il nostro grido e annullare l’intero procedimento amministrativo”.

Una faccenda che ha unito Associazioni, cittadini e Sindaci delle Province di Fermo e Ascoli, tutti coesi verso un unico obbiettivo: salvaguardare la Valdaso.










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