A Parigi tutto è possibile!

3' di lettura 15/04/2021 - Intervista a Cristiana Sagrini

Cristiana Sagrini è originaria di Monte San Pietrangeli (Fermo). Ha svolto i suoi studi a Macerata e in Inghilterra, attualmente vive tra Parigi e Milano. Insegna linguistica italiana all'università e lingua italiana per aziende di moda francesi. Le piace molto fare teatro, pilates, dipingere e viaggiare.

1. Tre aggettivi con cui ti descriveresti.
Energica, razionale, nostalgica.

2. Quando sei arrivata in Francia e perché?
Sono arrivata nel mese di settembre 2012 perché avevo ottenuto il posto di lettrice nel liceo internazionale Balzac di Parigi.

3. Quali studi hai compiuto in Italia?
Laurea triennale e specialistica in Didattica delle lingue straniere.

4. Che rapporto hai con le tue origini?
Le mie origini rappresentano un punto di partenza e di arrivo in cui rifugiarmi sempre.

5. Come sei diventata docente in Francia?
Grazie a dei concorsi pubblici per l’università e a moltissimi colloqui in ambito privato.

6. Che insegnante pensi di essere?
Spero di essere un’insegnante che ispira i propri alunni.

7. Quali sono gli errori più frequenti che commettono i tuoi studenti?
La concordanza temporale italiana e la pronuncia di suoni problematici (gli, sch, ecc…).

8. Cosa apprezzi maggiormente del sistema scolastico francese e cosa no?
Apprezzo che gli alunni sappiano organizzare e strutturare bene una prova scritta ma purtroppo non hanno la naturalezza di sostenere un esame orale, come invece siamo abituati noi in Italia (mi riferisco al sistema universitario).

9. In cosa consiste il tuo corso di Linguistica italiana all'università?
Si tratta di un corso magistrale (lezione frontale) e di esercitazioni. A livello di contenuti affronto prevalentemente il lessico negli aspetti quantitativi e qualitativi e analizzo gli strumenti (dizionari storici, etimologici, ecc.); successivamente pongo l'attenzione sulla varietà dell'italiano con analisi di testi esemplari appartenenti a tipologie e periodi diversi.

10. Qual è la tua giornata tipo?
Sveglia presto, circa una mezzoretta per raggiungere il posto di lavoro, 4-5 ore di lezione e poi sport, spesa, amici, cene, serate, musei.

11. Com'è cambiata la tua vita ai tempi del Covid-19?
Ho svolto moltissime lezioni da casa, fortunatamente non la totalità, mi sono dedicata di più a me stessa e alla mia vita di coppia, ma soprattutto ho risparmiato tutto il tempo dovuto agli spostamenti.

12. Si vive bene a Parigi?
Amo Parigi ma a volte è una città difficile. Se non vivi in centro, purtroppo non puoi apprezzarne tutta la bellezza e a volte le distanze sono grandi. Tuttavia ti dà un’energia incredibile…lì tutto è davvero possibile!

13. Perché gli studenti francesi scelgono l'italiano come lingua straniera?
Sono affascinati dal Belpaese e spesso hanno origini italiane.

14. Come diceva Jean Cocteau, i francesi sono italiani di cattivo umore?
Diciamo che i francesi sono degli italiani che si lamentano un po’ troppo quando qualcosa non va.

15. C’è un episodio del tuo vissuto che vorresti condividere con i lettori?
Ce ne sono moltissimi ma quello che forse mi ha toccato di più è stato il momento in cui camminando sul Ponte Alexandre III, rientrando a casa, ricevetti una telefonata e mi dissero che avevano scelto me per il posto che ricopro attualmente all’Università di Cergy. Camminai lentamente assaporando tutta la felicità e guardando la Senna sotto di me, il Grand Palais alle spalle e davanti a me l’esplanade des Invalides…stavo ruminando la felicità (come dice Flaubert).

16. Torneresti a vivere a Monte San Pietrangeli?
Non lo escludo, per ora tornarci spesso per rilassarmi è un buonissimo compromesso.

17. Qual è il tuo motto?
Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. (Gandhi)


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 15-04-2021 alle 15:21 sul giornale del 16 aprile 2021 - 498 letture

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